Carmelo Librizzi

Carmelo Librizzi

Quando trovi un amore e sei corrisposto, ti trovi in quell'attimo che non capisci dove sei, cosa fai, cosa dici,così io e la musica.

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“Buonasera Laura, cominciamo da subito a darci del “TU”, così mi sento più a mio agio”.

Carmelo è così: istintivo, diretto, “senza pelle”, molto più sensibile e vicino alle impressioni della gente, di chiunque altro, “eremita” per non cadere nelle convenzioni della società, ma caldo nei rapporti sociali, un “Ungaretti”dei tempi moderni che sa esprime attraverso l'arte tutto il suo bagaglio emozionale.

Poesia, musica e scultura, il suo linguaggio abbraccia tutti i campi dell'arte, ha molto da raccontare, ma le parole per lui non sono l'unico canale di comunicazione e nel Valdarno inventa un parco d'arte dove poter abbracciare simbolicamente tutta la sua vita, le sue esperienze e la sua sconfinata cultura, il “ Bum Bum Ga”, pensato e creato come un contenitore dove poter raccogliere tutte le attività umane, un “figlio” curato e cresciuto negli anni a livello internazionale, ma che solo lui sa come proteggere, promuovere e custodire, una perla un po' snobbata dalle istituzioni che lo elogiano ma non lo supportano portandolo ad una sorta di dolce rassegnazione ma al contempo condita da grande caparbietà. Carmelo Librizzi è un'artista d'altri tempi, tutto d'un pezzo riservato ed orgoglioso al quale basterebbe davvero poco per farlo gioire di vera soddisfazione e intanto si dedica al suo grande amore, il sassofono, l'unico strumento che gli permette di restare ancorato al mondo d'oggi, l'unico strumento che gli fa “buttare fuori” tutta la sua rabbia raccogliendo applausi e complimenti, è strano il mondo e bisogna saperlo interpretare.

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Il Sax e Carmelo Librizzi. Quale alchimia lega l'uno all'altro?

Non lo so nemmeno io. Se avessi un centesimo a nota, Berlusconi sarebbe un poveraccio, ( e ride), ma l'ho preso da subito sul serio, con grande studio. La musica viene dal cuore, questa è l'unica alchimia che mi viene in mente. Io nasco clarinettista, ma ti immagini all'epoca quante ragazze si sarebbero potute interessare a me che suonavo il Clarinetto? così ho usato questo strumento per un breve periodo, giusto il tempo di avvicinarmi al Sax e da allora suono tutta la famiglia dei Sax, il mio preferito è il Sax Tenore che mi rappresenta di più per lo stile, per il modo che ha di raccontare. La musica è tutta la mia vita, ho realizzato un videoclip con l'hair stylist Egidio Borri, è venuta fuori una collaborazione potente di cui vado molto orgoglioso,. Ultimamente mi sto dedicando molto al Sax, ed ho stretto diverse collaborazioni artistiche, mi rilassa suonare.

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Com'è cambiato il concetto di Musica in questi anni?

Beh, nella musica esistono corsi e ricorsi, io stesso ho sperimentato diversi generi, ma la musica nella sua essenza è sempre la stessa, tutto è, quello che vuoi comunicare. Ho fatto Jazz d'avanguardia, e per quel tipo di musica ho creato un Sax di plastica, un compromesso per quello che richiede una musica sperimentale, ho creato anche colonne sonore per pubblicità, con quello che è lo spirito tutto mio, che mi contraddistingue, ma ho suonato anche musica anni 60' 70'con il gruppo dei Rogers qui in Toscana ed eravamo anche piuttosto conosciuti. Mi ispiro alla musicalità di John Coltrane, come il suo, il mio modo di suonare si fonde con la capacità di capire l'anima del Sax.

So che oltre alla musica ti dedichi al lavoro dei metalli, del legno e della pietra. Quale di questi ti da più soddisfazione e, on quale ti trovi più a tuo agio?

Vedi, io mi ritengo un “Ricercatore e Narratore del Sociale”, per me tutto deve poter essere comunicazione. Io sono uno scultore puro, vengo dalla pietra in primis, poi il legno, il marmo (sai, Carrara è molto vicina..) l'imprinting è quello di difendere il lavoro di Carmelo nella sua totalità ma si guarda comunque ai grandi Maestri, alla grande Scuola, ma poi la rapporti alla tua avvicinandola al tuo essere per questo non ho un materiale preferito, quello che più mi ispira in un determinato momento, quello che mi comunica anche un materiale di riciclo, tutto può diventare arte. Ho fatto i TORI con le lattine, poi son passati diversi anni e li ho abbandonati, li ho ripresi quando avevo sui cinquant'anni perchè quell'idea mi stuzzicava ancora, ne ho realizzati quasi 200 e li ho poi esposti da un'amica in una gioielleria. Ritengo sia stata una vera e propria genialata, perchè una volta esposti se passano 1000 persone piacciono a 1001.


Michelangelo Buonarroti sosteneva che, quando guardava un blocco di Marmo vedeva già dentro la forma dell'opera d'arte e, alla fine, il suo lavoro consisteva solo nel togliere il superfluo, quello che di troppo imprigionava la statua. L'opera d'arte è già dentro di noi, è questo il senso intrinseco dell'arte?

In un certo senso si. Ho studiato tanto la pietra di Michelangelo e circa 25 anni fa, ne ho realizzata una stupenda, perfetta, è una “Pietà”, molto simile alla sua, ma che solo uno che è addentrato ad una certa sensibilità può capire. Personalmente amo Modigliani, anche se non dipingo, ma ho approfondito tutta l'arte del '900.


Il parco “ Bum Bum Ga”, una storia travagliata dove però dobbiamo riconoscere il senso simbolico, 'albero è il simbolo delle radici e dei frutti, del sacrificio, ma alla fine ti premia ed è quella la vera soddisfazione. Perchè le persone, secondo te, hanno così tanta difficoltà a lasciarsi andare, a fidarsi, a credere nel bello?

Devi sapere che sono partito da un parco dove non c'era nulla nel centro del Valdarno, a Montevarchi,una cittadina importante ma piccola e dal nulla ho creato tutto. Lo tengo pulito, tagliando il prato, potando le piante, faccio tutto da solo e mi impegno per far si che i giovani si possano appassionare, anche se i giovani son cambiati tanto, la società è cambiata tanto, alla fine l'ho dovuto recintare per tutelarmi da retaggi, scorribande e vandalismo, io non volevo che le persone si dedicassero al parco, ma volevo solo che si appassionassero al messaggio di libertà, bellezza e fruibilità, al senso dell'estetica, qui si può leggere, si può fare musica, si possono recitare poesie, a Luglio vorrei realizzare una giornata particolare,una specie di Woodstok per tutto il giorno, per ora il progetto è sulla carta, ma mi stanno aiutando dei ragazzi che fanno parte di una piccola associazione. Il parco è davvero molto bello, ieri avevo 160 bimbi di una scuola che sono venuti a trovarmi, ho parlato loro dell'esistenzialismo moderno delle mie opere...no, non in maniera filosofica è chiaro, ho usato un sistema tutto mio, che stavo già collaudando, un sistema che viene concepito al meglio solo ora, la mia chiave di lettura non è complicata, è molto immediata, nel momento in cui comincio a descrivere un'opera sono molto diretto non ci giro intornoNel mio immaginario avrei voluto venir fuori per il mio talento, qualunque fosse ed in un certo senso ci sono arrivato, volevo dare tanto e credo di esserci riuscito, in questo parco vorrei realizzare anche un Camposcuola artistico, multiculturale, sai vengono visitatori anche dall'estero e questo vuol dire che il mio messaggio non va a senso unico ma che può essere interpretato con mille sfaccettature, l'unico problema però è politico, senza fondi non posso spingermi a fare grosse manifestazioni per promuoverlo, ma le potenzialità ci sono, si può davvero credere nel bello,se ne accorgono tutti!

Ti definisci un sociologo moderno, ma secondo me sei più un filosofo, quasi paragonabile a Karl Popper, lui sosteneva che : “L'intuito, l'immaginazione, le idee preconcette, soprattutto quelle più ardite sono alla base di una teoria scientifica perchè nella scienza non basta osservare, bisogna sapere anche -cosa osservare-” . Seguendo il tuo pensiero, tu sai sempre cosa osservare, tu hai già la tua opinione sulle cose?

Non saprei, io il mondo cerco di capirlo, ma non è così facile. Mi sento comunque un Sociologo, un artista di tutti, ma sono anche un sognatore, ho la pulsione del ricercatore, ma sono anche un artigiano, ho iniziato nelle botteghe dei maestri per imparare l'arte...dei grandi maestri. Forse anche un po' oratore, come possiamo comunicare se non scendiamo nella dialettica del “sentirsi”, ci vuole allegria e cercare di instaurare un bel dialogo, osservo si, ma mi affido alle emozioni, ho vissuto un amore per un breve periodo, poi ho smesso... però mi sono reso conto che l'uomo deve diventare schiavo delle donne per capirle, io mi sono reso un po' schivo invece, non volevo diventare un oggetto particolare anche se adoravo corteggiarle...ma anche a me piaceva essere corteggiato, però, come ti dicevo devi essere preparato ed osservare bene prima di muoverti, bisogna creare un circolo di emozioni a quel punto diventa tutto più chiaro. Sono incuriosito ad esempio, dalla bellezza femminile, ci sono migliaia di belle donne e io sono attratto dalle differenze, sono quelle mille sfaccettature della donna nel suo essere a fare la differenza, ogni donna poi è contraddistinta dalla sua straordinaria poetica, vi ho molto idealizzate anche se mi sto accorgendo di dover considerare le donne per quello che sono, non per quello che vorrebbero dimostrare di essere, si, vi guardo e vivo la donna in maniera poetica, questo mi aiuta molto sul lato personale, dicono molto le mie opere dove realizzo le statue di donne come DEE o la famosa TOMA FEMMINILE.

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Un'altra opera a cui è particolarmente legato?

Nell'opera LE PRIGIONI , come tutte le opere, le mie hanno il loro messaggio ed in questa il messaggio non è quello che qualcuno percepisce in modo errato, di essere prigioniero, non siete in prigione, ma siete trattenuti dalle vostre prigioni interne.


I giovani ed il lavoro. Oggi molti di loro si preoccupano, giustamente o meno, più di accumulare profitti piuttosto che esperienza e ci troviamo con una generazione che sa fare un po' di tutto si, ma in modo superficiale ed approssimativo. Su cosa bisognerebbe puntare per accrescere l'interesse nei giovani?

Quanto ho creato il parco, la mia idea era puramente sociologica, sono stato come ti dicevo, il primo nel Valdarno a fare un parco tematico di questo genere accingendomi alla manualità, all'ingegnosità, alla fantasia e il fine era quello di recuperare quel linguaggio semplice Nazional Popolare del “Tienimi il ragazzo, senza dargli nulla, l'importante è che impari qualcosa, che impari un mestiere”.

Io da giovane ho dovuto inventarmi tutto e credo di essere l'artista più conosciuto qui nella mia zona, cercando di fare leva anche sulle istituzioni affinchè avvicinino le giovani generazioni al recupero delle tradizioni, della manualità.

SOLO I BAMBINI VINCONO è un'opera all'interno del parco dedicata proprio a loro, alla capacità di comunicazione, al recupero delle radici, imparare un mestiere per essere orgogliosi di saper fare qualcosa. La vita è fatica, una volta si lavorava per guadagnarsi il pane e non nel senso figurato del termine, ma quel pane a fine giornata aveva un profumo unico ed un sapore di dignità che oggi manca, questo è il nodo, una volta era la dignità a fare gli uomini, oggi questi valori sono scomparsi.

Parliamo del tuo Libro: “MA QUANTO COSTA IL PANE?” Il pane, un alimento così semplice ma essenziale. E' l'essenziale ad essere necessario?

Sono sempre stato molto attento alle stratificazioni mentali e ad un'antropologia del dopoguerra che mi ha ricondotto a questa Biografia, è stata tradotta anche in inglese. Io vengo dalla Sicilia e mi sento un emigrante povero, vengo da un posto dove il pane è la matrice da cui si parte, è si , essenziale e necessario, in questo libro ci sono io, Carmelo, nella sua essenzialità, un esegeta molto sensibile ed educato.

Ho lasciato Carmelo al telefono con la promessa che sarei andata presto a trovarlo per visitare il suo “Bum Bum Ga”, magari chi lo sa, se spargiamo la voce lui e il suo parco potrebbero diventare un fiore all'occhiello della cultura italiana.

Grazie Caemelo.

Laura Tarani


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