Tra Moglie E Marito

...irrompe la follia! La recensione di Unfolding Roma

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In scena al Teatro Kopò (Via Vestricio Spurinna, 47 – Roma) fino al 3 luglio, “Tra Moglie & Marito” esplora i rapporti tra una coppia di coniugi, entrambi medici specializzati in malattie mentali, dal punto di vista di un paziente schizofrenico che cerca la cura per le sue nevrosi, o forse no. Alvaro Sticchia, questo il suo nome, si reca dalla dottoressa Liliana Troìa (rigorosamente con l’accento sulla i) lamentando di essere un uomo estremamente noioso e per questo intenzionato a cambiare. Nel corso della seduta, le manie e le fissazioni dell’uomo prendono il sopravvento sul distacco e l’etica professionale della terapeuta innescando una reazione a catena che coinvolgerà anche il marito della donna, in una farsa su rapporti sentimentali e psicanalisi divertente e spiazzante.

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Sulla scena, Alessandro Giova, Simona Epifani e Giulio Neglia sono gli interpreti rispettivamente di Giuseppe, Liliana e Alvaro, tre personaggi capaci di rivelare le nevrosi che accompagnano l’uomo moderno, siano esse palesi, come quelle di Alvaro, o inconsce, come quelle che scopriremo appartenere alla coppia di psicoterapeuti. L’intento dell’opera è palesemente quella di divertire il pubblico, e ci riesce, ma non è priva di spunti di riflessioni sulle relazioni sociali e di coppia, utilizzando il pretesto dell’analisi psicologica per scardinare convinzioni e stereotipi che regolano il nostro vivere quotidiano. Il testo si compone di tre atti, assolutamente godibili, sebbene il secondo introduca il personaggio di Giuseppe, marito della dottoressa Troìa, che appare senza dubbio come il più sacrificato dei tre dalla scrittura teatrale: tanto lo scivolamento del personaggio femminile verso la nevrosi e la follia risulta ben orchestrato quanto quello del medico si rivela sciatto e frettoloso.

Buone le interpretazioni dei tre giovani ma talentuosi attori. E se Alessandro Giova continua a confermarsi una certezza, sebbene questa volta “sacrificato” in un ruolo non esattamente nelle sue corde, la vera rivelazione per chi scrive è senza dubbio Giulio Neglia, capace di portare in scena efficacemente un personaggio scomodo, antipatico e letteralmente odioso che il pubblico non può far altro che detestare senza provare alcuna colpa, almeno fino al ribaltamento finale.

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Lo spettacolo fa parte della stagione teatrale estiva del Teatro Kopó, iniziata il 16 giugno e che proseguirà fino al 24 luglio. Per maggiori informazioni: http://www.teatrokopo.it/.

Federico Larosa

ph di scena 

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