Prima Edizione Land Art Al Momu

A Montenero Val Cocchiara, fino al 29 luglio,il progetto di Lucia Ausilio e Daniela Morante, intitolato “La leggerezza minima”, curata da Daniela Ricci, intende evidenziare la relazione che intercorre tra l’io e il tu, tra il noi e gli altri, la natura e il cosmo infinito.

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In un’epoca di grandi cambiamenti climatici, geofisici e sociali, di risorse condivise e frammentate tra nuovi paesi emergenti, la Land Art, che rientra nella categoria dell’arte concettuale, nata negli Stati uniti negli anni ’70, manifesta sempre più un’attenzione ecologica per la natura grazie al contributo di artisti che con le loro opere intervengono sul paesaggio naturale.

La sua principale caratteristica è quella di essere effimera e provvisoria. Una sorta di rituale mistico per esprimere energia mentale e fisica e che va ad impattare con la natura come in una danza simbiotica di fusione totale.

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Gli artisti parteciperanno con le loro opere pensate e realizzate site-specific, invaderanno i giardini del Momu Molino Museo a Montenero Valcocchiara in Molise ,un antico Mulino restaurato funzionante e le zone limitrofe, attraverso installazioni tridimensionali, realizzate prevalentemente con materiali naturali locali, biodegradabili in sintonia con l’ambiente circostante.

Un percorso a cielo aperto per scoprire la magia dell’arte e del paesaggio attraverso opere collettive, individuali e performance. I lavori di Lucia Ausilio e Daniela Morante realizzati dopo una residenza artistica nel luogo, educano al confronto con la natura, offrono l’opportunità di scoprire nuove relazioni tra ambiente e comunità rafforzano i legami che il territorio instaura con i suoi abitanti.

Il progetto di Ausilio e Morante, nell’ambito della prima edizione di Land Art al Momu, intitolata “La leggerezza minima”, curata da Daniela Ricci, intende evidenziare “la relazione che intercorre tra l’io e il tu, tra il noi e gli altri, la natura e il cosmo infinito. Uscendo dal dominio dell’individualità narcisistica, le due artiste, interagiranno in unisono, senza schemi prestabiliti, mettendo in campo le abilità pregresse, i frutti delle proprie ricerche artistiche, le poetiche e le scelte esistenziali. Si muoveranno intorno a intime corrispondenze, profonde convinzioni nate dall’idea di un’arte che arrivi ai sensi e quindi alle emozioni, che sussurri e non urli ai desideri inespressi, alla psiche e ai sogni, all’indicibile e all’invisibile, a quelle aree di essenza spesso sepolte.

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Un’arte anni luce lontana dalle grevi rappresentazioni dei mali contemporanei, che vuole porsi nello slancio utopistico di trascendenza, respirare aria in altri modi, mondi e possibilità di esistere”. La natura sarà da guida ispiratrice alle azioni creative e il prodotto di questa sinergia sboccerà come un fiore, il cui frutto sarà l’incontro tra artiste e pubblico partecipe nella verde e florida magnificenza per un laboratorio artistico a cielo aperto. Scoprire che nel territorio dove viviamo esiste un mondo quasi invisibile, ma così complesso ed importante per la nostra sussistenza, ci rende tutti più consapevoli, responsabili e coscienti di doverlo proteggere e tutelare.

Attraverso lo studio di creature di luce, lo stupore, la magia, le tracce delle piccole vite degli insetti che abitano questi luoghi ancora incontaminati - cnidari, nematodi, oligocheti, molluschi, cladoceri, copepodi, idracar, efemorotterei, plecotteri, odonati, eterotteri, coleotteri e tanti altri-, le artiste napoletane, hanno dato attenzione a questi minuscoli ed importantissimi insetti immaginando per la loro installazione site-specific, un volo di carta che si illumina al buio per riuscire ad avvolgere i visitatori anche attraverso suoni registrati sul posto.

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L’evento gode, oltre che del Patrocinio della Regione Molise, del Matronato della Fondazione Donnaregina per le Arti Contemporanee Museo Madre di Napoli. Fino al 29 luglio.

Molino Museo Via S.Teresa
Montenero Val Cocchiara (Is)

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