Valore Paese Fari

Cultura del mare e dell'ambiente mediterraneo

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Le coste italiane sono ricche di gioielli da valorizzare, in grado di ospitare nuove attività. Proprio per questo, l’Agenzia del Demanio (MEF) e Difesa Servizi SpA (Ministero della Difesa) hanno deciso di dare vita a una nuova edizione del progetto Valore Paese Fari, che punta alla promozione di una rete nazionale dedicata ad una forma di turismo sostenibile, legata alla cultura del mare e dell’ambiente mediterraneo.

Anche Ponza darà il suo contributo mettendo all'asta il suo Faro più imponente, uno dei simboli dell'isola pontina. Il gioiello bianco e rosa a picco sul mare, in cima al monte della Guardia, verrà dato in concessione a privati per attività turistiche, sottraendolo così al degrado e all'abbandono.

Il Faro della Guardia, infatti, è tra i venti beni di proprietà dello Stato che l'Agenzia del Demanio ha deciso di mettere a gara con un bando che prevede l’affitto delle strutture fino ad un massimo di 50 anni.

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Sorge su una lingua lunga e rocciosa in mezzo al mare ed è tuttora operativo, la sua lanterna illuminata è indispensabile alla navigazione e rappresenta uno dei segnalamenti di maggior rilevanza del mar Tirreno.

Costruito nel 1886, è stato abitato da 3 fanalisti che si davano il cambio fino alla metà degli anni '70, quando è stato automatizzato.

La struttura sul grande faraglione era raggiungibile attraverso un sentiero scavato nella roccia che si inerpicava tra scogli e passaggi a tratti larghi come il sentiero stesso.

Il tratto di mare che circonda il faro ha un fondale completamente integro e costituisce una delle zone marine più belle del Mediterraneo.

Il complesso, costituito da una torre di base quadrata e da un edificio a pianta rettangolare disposto su due livelli era destinato nei decenni scorsi alle abitazioni per i guardiani. I suoi 867 metri quadrati, una volta di pura bellezza, privi di manutenzioni e rimasti in balia degli agenti atmosferici versano in stato di abbandono. Il faro è oggi accessibile solo via mare a causa delle pessime condizioni in cui versa il sentiero.

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Nel mese di settembre partirà la gara ad evidenza pubblica per affidare in concessione questi “gioielli del mare” che saranno così recuperati grazie a un progetto imprenditoriale innovativo e sostenibile, nel pieno rispetto della tutela e salvaguardia del territorio.

Tra le meraviglie del mare messe sul mercato da nord a sud della penisola, ci sono anche il Faro di Capo Rizzuto a Isola di Capo Rizzuto (KR), il Faro di Torre Preposti a Vieste (FG), il Faro di Punta Polveraia a Marciana nell’Isola d’Elba (LI), il Faro Formiche nell’isolotto Formica Grande (GR), il Faro di Punta Libeccio nell’Isola di Marettimo (TP), il Faro di Punta Spadillo a Pantelleria (TP), il Faro di Capo Mulini ad Acireale (CT), il Faro di Capo Milazzo a Milazzo (ME) e il Faro di Capo Faro a S. Maria di Salina - Isola di Salina (ME).

E poi altre dimore uniche come la Torre Angellara, in Sicilia il Padiglione Punta del Pero a Siracusa, lo Stand Florio a Palermo, il Faro di Capo Zafferano a Santa Flavia (PA), il Faro di Riposto a Riposto (CT). In Puglia, la Torre Castelluccia Bosco Caggioni a Pulsano (TA), il Convento S. Domenico Maggiore Monteoliveto e la Torre d’Ayala a Taranto. Salendo a nord, infine, in Emilia Romagna, il Faro del Po di Goro a Goro (FE) e in Veneto il Faro Spignon sull’isola di Spignon a Venezia.

Stefano Boccia

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