Preliminari Champions League Porto - Roma

Dolceamaro il "Porto" d'Agosto

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PORTO-ROMA 1-1
Porto (4-1-4-1):
Casillas 5,5; Maxi Pereira 6, Felipe 5, Ivan Marcano 5,5, Telles 6; Danilo Pereira 6; Adrian Lopez 6 (30' st Corona 6), Herrera 6, Andre Andre 6,5 (21' st Layun 6), Otavio 6 (40' st Evandro sv); Silva 6,5. A disp.: Sa, Bueno, Ruben, Joao Texeira. All.: Espirito Santo 5,5.


Roma (4-3-3): Alisson 5,5; Florenzi 6 (39' st Paredes sv), Manolas 6,5, Vermaelen 4,5, Juan Jesus 5; Nainggolan 7, De Rossi 6,5, Strootman 6,5; Salah 6,5 (32' st Fazio 6), Dzeko 5,5, Perotti 5 (44' Emerson 5). A disp.: Szczesny, Gerson, Totti, El Shaarawy. All.: Spalletti 6.
Arbitro: Kuipers
Marcatori: 21' aut. Felipe (P), 15' st rig. Silva (P)
Ammoniti: Manolas, Strootman, Emerson, De Rossi (R); Andre Andre, Maxi Pereira (P)
Espulsi: 41' Vermaelen (R) per somma di ammonizioni



Oporto, 17 Agosto 2016.

La Roma comincia il suo cammino in Champions League con una partita dolceamara, che vede le due facce di una stessa medaglia.

Che non sarebbe stata una sfida facile si era capito da subito, la squadra della Capitale,quasi del tutto rimaneggiata, specialmente in difesa, si presenta in Portogallo con la grinta che la contraddistingue e Spalletti schiera una formazione curiosa con il solito Florenzi a fare il Jolly in un 4-2-3-1 tutto da guardare. Il match prende da subito il piglio giusto, il giropalla sembra fluido e ben costruito, e gli arrembaggi in porta sembrano quelli perfetti per un'ottima finalizzazione, ma la Roma targata 2016/2017, si porta dietro un fardello piuttosto duro da digerire e la porta avversaria, seppur messa in bella mostra ed alla portata degli attaccanti, diventa un tabù per nulla facile da scardinare.

Il Mister gioca la carta Alisson, convinto dalle ottime prestazioni avute nelle amichevoli pre Campionato, buona la sua prestazione globale, ma il ragazzo pecca nel gioco a terra, le sue rimesse “con i piedi” sono imprecise e sporche, il buon Szczesny su questo, vince di gran lunga il ballottaggio. La difesa della Roma è tutto un rodaggio, non si può dire ad oggi di aver peccato di superbia, ma, ai ragazzi serve sicuramente del tempo per trovare gli incastri più giusti e far muovere gli ingranaggi con un certo dinamismo, Florenzi soffre, si immola per la causa e spinge sui canali giusti, ma il ruolo da terzino gli va stretto e ,sebbene un buon Manolas cerchi di dirigere il concerto delle retrovie, non può da solo suonare tutta la sinfonia che intonava con gli inamovibili Rudiger, Digne e Maicon, e gli attuali Vermalen e Juan Jesus hanno di che fare ammenda ripensando al match,l'uno per essersi completamente estraniato dal gioco, si presenta lento, pesante e poco lucido, tanto da venir espulso al 41' per somma di ammonizioni, l'altro soffre sulle ripartenze e crea confusione nei contrasti, insomma, il primo tempo, nonostante tutto, mette in risalto la ricerca di un risultato utile a scacciare i fantasmi del vecchio campionato e della precedente panchina, ma il merito va perlopiù al centrocampo ed all'attacco, i due reparti che al momento tengono meglio la palla in campo...tra le proprie gambe.

Ci pensa Salah ,già al terzo minuto si porta sotto la porta di Casillas tentando il tiro, ma la difesa chiude bene gli spazi e la Roma è costretta a ripartire da zero, il tridente d'attacco fa un buon lavoro, e l'elogio, c'è da dire, va al grande acquisto di gennaio, Perotti, che, con eleganza e stile, guida la fascia senza troppo fastidio, creando occasioni rubando palla e conquistando al 5' anche una bella punizione, il suo esordio per questa Champions finisce con l'espulsione di Vermalen per un fallo al limite dell'area, verrà infatti sostituito con Emerson Palmieri. Passano 7 minuti ed è Dzeko a dare il La per Salah, che con un sinistro a giro manca la porta di un soffio. Il giovane bosniaco mette cuore e potenza, nonostante la reticenza a buttare il pallone in rete ( al 13' è proprio lui a mangiarsi il gol del vantaggio a porta vuota, un tiro di potenza respinto da Telles e qualche vecchio ricordo che riaffiora nella mente dei tifosi), il gioco di recupero e servizio è ammirevole, speriamo in una crescita esponenziale ad oggi più annunciata che palesata. Il gioco continua e la Roma prende in mano il timone del match, al 31' il gol dei giallorossi, cross di Florenzi per Strootman in buona posizione, mischia davanti alla porta e Felipe, nel tentativo di spazzare via la palla, buca la porta di Casillas siglando lo 0-1 per la Roma. Il primo tempo finisce con un buon sapore in bocca, il vantaggio carica ma l'uomo in meno rende tutto un po' più nervoso, la sostituzione obbliga Spalletti a spostare Juan Jesus centrale, il cambio di ruolo risulterà fatale ed il gioco prende una piega sfortunata.

La ripresa si mostra già dai primi minuti macchinosa e complicata, come anticipato, il lavoro del centrocampo permette alla squadra di Spalletti di contenere i danni di un Porto rinvigorito dalla superiorità numerica, il baricentro si abbassa ed il modulo diventa un 4-3-2-1 lasciando maggior spazio di manovra agli uomini di Espirito Santo con Adrian Lopez avanzato ed un modulo più offensivo. Al 50' sarà proprio Lopez a siglare il gol del 1-1 grazie ad un cross calibrato che coglie però il giocatore in netto fuorigioco.

Il Porto non si scompone e continua il pressing alto, la Roma soffre ma resiste, e la prestazione diventa a senso unico nel cercare di difendere il risultato. Sale il nervosismo ed il Porto si fa più presente nell'area piccola, Telles ci prova di poco fuori dall'area ma Alisson manda in angolo, al 60' arriva il pareggio del Porto, sul corner battuto dagli avversari Palmieri tocca forse involontariamente con il braccio nel tentativo di respingere il pallone, per l'arbitro è rigore e Andrè Silva realizza.

Ai restanti 30 minuti siamo abituati, e diciamolo pure, siamo quasi affezionati, la sofferenza fa parte ormai dei colori giallorossi ed anche se alla fine il risultato gioca a nostro favore, fa male vedere una squadra che, seppur in 10 soffre e fatica, il Porto è una squadra più o meno alla nostra portata, ma la crescita della squadra deve essere radicale.

Il mercato ancora non è chiuso, e più che qualche nuovo innesto si teme qualche cessione, magistrale l'opera di Naingolan a copertura ed in progressione tattica, il centrocampo con lui e Strootman è davvero d'eccellenza, anche se l'olandese ha bisogno di minuti nelle gambe, la prestazione di questa sera ha più il sapore di una grossa rivalsa che quello di un ritorno a pieno ritmo.

All'85' esce Florenzi ed entra Paredes, dieci minuti intensi e puri, tiene palla e fa arrabbiare la difesa locale, concordo con la scelta di Spalletti di tenerlo seduto fino alle 23;00 del 31 Agosto.

Sabato il Campionato, ricomincia il sogno.


Laura Tarani

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