Jun Ichikawa

Il Giappone è conosciuto come un paese maschilista e, anche se negli ultimi 50 anni le cose sono sicuramente andate a migliorarsi, non c'è totale parità di sesso.

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Unfolding Roma incontra Jun Ichikawa, poliedrica artista giapponese che spazia da sempre tra teatro, cinema, doppiaggio e tv. Nata in una famiglia di artisti, il padre Tenore all'Accademia Nazionale di Santa Cecilia e la madre Soprano, si incontrano nella casa della musica classica italiana. Trascorre i primi anni della sua infanzia tra Giappone e Italia, dall'età di 8 anni si stabilisce definitivamente a Roma dove frequenta sia la scuola italiana che quella giapponese.

La sua prima passione è stata la danza classica, ha ancora tempo per questa disciplina?

No, non pratico più questa passione da lungo tempo ma ogni volta che sento un po' di musica il corpo non può far a meno che lasciarsi andare.

Come si è avvicinata al teatro e a chi si è ispirata?

Il primo spettacolo che vidi fu in Giappone. Fui entusiasta per la capacità del teatro di riuscire a restituire così tanti messaggi ed emozioni al pubblico. A 14 anni incontrai il mio primo maestro di recitazione e mi innamorai subito della storia del teatro grazie alla sua lezione su Antigone. I miei modelli di ispirazione spaziano tra attrici di teatro con cui ho lavorato come Anna Maria Guarnieri o Maria Paiato come attrici del grande cinema come Meryl Streep o Kate Winslet.

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Il personaggio teatrale da lei interpretato che preferisce?

Cassandra, interpretato per ben tre volte in tre produzioni differenti.

Il suo debutto sul grande schermo, nel 2003, protagonista del film “Cantando dietro i paraventi” di Ermanno Olmi, che esperienza è stata e un suo giudizio sul grande regista?

È stata un'esperienza indimenticabile. Ermanno Olmi è un vero Maestro con la M maiuscola. È grazie a lui se ho imparato come si sta in scena, davanti alla macchina da presa; mi ha insegnato ad avere fiducia nel regista e in tutto il gruppo di lavoro. Perché è vero: senza una troupe il mondo del cinema non potrebbe esistere!

Nel 2006 ha partecipato a ben cinque lungometraggi tra cui “La terza madre” di Dario Argento, come è andata con il Maestro del Brivido italiano?

Dario Argento è un regista meraviglioso. Simpatico, energico davvero molto creativo. Mi ricordo che era molto stimolato all'idea che fossi giapponese e che potessi recitare in una lingua straniera, per creare un effetto ancor più sinistro al personaggio. Mi sono divertita molto a girare con lui nonostante mi fece davvero impressione vedere la mia morte con la testa spiaccicata fra le porte del treno!

Nel 2009 il grande successo di pubblico interpretando il sottotenente Flavia Ayroldi nella serie “R.I.S. - Delitti imperfetti”, che differenza c'è tra cinema e tv?

Ormai le serie TV hanno raggiunto livelli molto elevati di qualità, tanto che stanno avendo sempre più successo sia a livello locale che mondiale. Il cinema ha tempi più lenti rispetto alla TV per cui mentre per il cinema ogni giorno si possono girare dalle 4 alle 6 scene, in TV può capitare di farne anche 12! Per la TV le produzioni sono più lunghe rispetto al cinema per cui si può girare per 6-8 mesi di seguito mentre per il cinema il lavoro si riduce in 1-2 mesi.

All'inizio del 2009 è stata selezionata per il programma giapponese “Japan All Stars” della TV Tokyo, nel quale vengono individuati 100 giapponesi che hanno successo nel mondo, le è piaciuto tornare a casa da personaggio famoso?

Sono rimasta sorpresa nell'essere apprezzata nel mio paese natio nonostante avessi lavorato solo qui in Italia.. Dal 2009 mi hanno dedicato diversi documentari e anche quest'anno sono stata selezionata per un altro programma che andrà in onda in autunno. Posso sentirmi solo che onorata!

Lei lavora anche come doppiatrice, in passato ha prestato la voce tra gli altri a Katie Leung alias Cho Chang nei capitoli “Il calice di fuoco” e “L'Ordine della Fenice” della saga di Harry Potter, è facile per una attrice dare la voce ad altri?

Ho iniziato il doppiaggio nel 2003 per cui poco dopo il debutto nel film di Olmi. Perciò non ho mai sentito grande differenza, anzi penso che per essere un bravo doppiatore aiuta aver studiato da attore, per dare maggior freschezza al personaggio che interpreti.

Come ha influenzato la sua vita la rigida educazione giapponese? Si sente anche un po' italiana?

Inizialmente ho avuto grande difficoltà nel mondo italiano, sia per la lingua che per la differenza di mentalità. Proprio per la rigidità che abbiamo a volte noi giapponesi non riuscivo a capacitarmi del perché si potesse essere così flessibili con il tempo, poi ho cominciato ad apprezzare prima di tutto la ricchezza della lingua, la libertà di espressione e di emozioni che c'è qui, oltre al non avere più ansia del tempo. Sì direi che ormai sono diventata anche italiana.

Cosa prenderebbe e cosa lascerebbe delle due culture che hanno formato la sua identità?

Del Giappone prenderei la sensibilità, l'estetica raffinata legata alle quattro stagioni, il senso del piacere nelle piccole cose, il cibo, il rispetto del silenzio e l'"omotenashi" ovvero il prevedere il desiderio dell'altro. Forse lascerei l'ansia del tempo, l'esigenza di lavorare senza sosta avendo una settimana sola di vacanza l'anno, il non dire mai di no. Dell'Italia prenderei l'ebbrezza del godersi la vita senza ansie, la gioia di un sorriso sincero, il senso della famiglia, ovviamente il cibo, la ricchezza e bellezza artistica e storica che c'è in ogni luogo. Forse lascerei le lamentele, il dar sempre colpa all'altro senza prendersi responsabilità, la sporcizia, i clacson e le urla per strada.

Dal punto di vista spirituale quale ha preso il sopravvento?

Sicuramente la spiritualità giapponese con cui sono cresciuta sin da piccola.

Come viene considerata la donna nel suo paese di origine?

Il Giappone è conosciuto come un paese maschilista e, anche se negli ultimi 50 anni le cose sono sicuramente andate a migliorarsi, non c'è totale parità di sesso.

Femminicidio, i dati sono allarmanti in Italia: 58 donne uccise da partner o ex fidanzati nel solo 2016. "Telefono Rosa" ha denunciato quasi 9.000 casi di violenza e altri mille di stalking, un suo commento su questa situazione?

Mi ricordo bene quando andai a trovare il "Telefono Rosa" per documentarmi su un personaggio che dovevo interpretare nel film con Riccardo Sesani "Una vita Violata". Rimasi davvero scioccata per quanta omertà ci fosse da parte delle vittime che avevano subito violenza e soprattutto per quanto riuscissero a giustificare quei gesti. Mi sento indignata per come esistano ancora queste realtà in un paese evoluto come l' Italia e spero che la giustizia possa vincere sempre più proprio grazie ai servizi offerti da questo tipo di associazioni.

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Nel suo ultimo film "Il ministro " per la regia di Giorgio Amato, presente nelle sale in questi giorni, lei interpreta ed incarna lo spauracchio asiatico in procinto di “comprarsi” tutto l'Occidente, come vede questo aspetto?

Non conosco bene la reale situazione cinese in Occidente ma immagino che la sovrabbondanza di popolazione cinese abbia portato alla loro inevitabile e sempre più alta emigrazione verso l'estero. Come è successo nella storia con il colonialismo inglese o francese ora vedo che il turno sia passato ai cinesi ma in maniera non così invasiva. In questo film ho cercato di interpretare un personaggio spietato ma non per rappresentare un popolo bensì un tipo di persona che può essere presente in qualsiasi società.

I suoi registi e il suoi colleghi preferiti? Con chi vorrebbe lavorare?

I miei registi preferiti sono Fellini, Akira Kurosawa, Kubrick. I registi italiani che stimo e con cui mi piacerebbe lavorare sono Gabriele Salvatores, Paolo Sorrentino, Gabriele Mainetti. Gli attori e le attrici italiani con cui mi piacerebbe lavorare sono Kim Rossi Stuart, Pierfrancesco Favino, Sergio Castellitto, Sergio Rubini, Claudio Santamaria, Valerio Mastandrea, Luciana Littizzetto, Claudia Gerini e Margherita Buy.

Progetti per il futuro?

Dal 2-7/09 sarò in uno spettacolo teatrale di Giulio Stasi "Accidentes GLORIOSOS" al teatro India. Ad ottobre sarò su Rai 1 con la serie TV "l'Allieva" regia di Luca Ribuoli con Alessandra Mastronardi. Recentemente ho partecipato al video clip di Pivio "It's fine anyway" e al nuovo film di Lamberto Bava "The Twins".

Premi e riconoscimenti:

2016 "ROME WEB AWARDS " premio miglior attrice non protagonista per fan film per "Saint Seiya New confessions"

2016 "FORMIA FILM FESTIVAL " premio miglior attrice protagonista per "Acluofobia "

2015 “FABRIANO FILM FESTIVAL” premio miglior attrice per “Ehi muso giallo”

2015 “SOLOFRA FILM FESTIVAL” premio miglior attrice per “Mokusatsu”

2015 “CORTINAMETRAGGIO” premio miglior attrice per “Ehi muso giallo”

2014 “ZERO TRENTA FILM FESTIVAL” premio miglior attrice per “Ehi muso giallo”

2013 “FESTIVAL DEL CINEMA DI POMPEI” premio fauno danzante comedy 2013

2011 “FESTIVAL INTERNAZIONALE DEL CORTOMETRAGGIO DI MENDICINO” migliore attrice straniera di fiction premio Massimo Troisi

2009 “FESTIVAL INTERNAZIONALE DEL CINEMA DI SALERNO” attrice rivelazione per la serie R.I.S.

2008“FESTIVAL INTERNAZIONALE DI CATANZARO” premio miglior attrice orientale

2005 “GRAN GALA DELL’ARTE” premio miglior attore emergente

2005 IV PREMIO INTERNAZIONALE “GIUSEPPE SCIACCA” premio critica

Info: www.junichikawa.com

Ph: Chris Milo

Styling: Arianna Ciaralli (giacca Tags, orecchini Eleonora Mantini)

Sty. ass: Vittoria Scotto

Muah: Mara Giannini per CC Making Beauty

Press Office: Mpunto Comunicazione

Stefano Boccia 


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