Milan - Lazio

San Siro applaude un Milan in crescita

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Altro anticipo per il Milan, questa volta in uno stadio di San Siro semi-deserto e con la tipica temperatura di fine estate. Di fronte la Lazio di Simone Inzaghi, reduce dalla convincente vittoria casalinga contro il Pescara e alla ricerca, proprio come i rossoneri, di dare continuità alle prestazioni ed ai risultati della squadra.

Come già visto contro la Sampdoria, il Milan lascia inizialmente il pallino del gioco agli ospiti e agisce di rimessa, cercando di sfruttare la velocità del trio d’attacco e dopo cinque minuti arriva la prima occasione sui piedi di Niang, che s’invola verso la porta avversaria ed è sfortunato a scontrarsi col ginocchio di Bastos, toccato quel tanto che basta per cadere a terra. La partita si gioca a ritmi bassi e questo favorisce la Lazio, che riesce a trovarsi con continuità nella metà campo dei rossoneri, pur senza mai riuscire ad impensierire in maniera concreta Donnarumma, tranne al 12’ quando Milinkovic-Savic sorprende di testa tutta la difesa e costringe il portierone a deviare in corner.

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Col passare del tempo, il Milan cresce e comincia a farsi vedere maggiormente nella metà campo avversaria: è in questa fase che Kucka, al 35’ trova un’imbucata perfetta in contropiede per Bacca, che scatta a modo suo sulla linea del fuorigioco, brucia sul tempo la linea difensiva (piuttosto alta) della Lazio ed è implacabile nel chiudere l'azione portando in vantaggio i rossoneri. I padroni di casa a questo punto ci credono ed il finale del primo tempo è un monologo: prima Bonaventura ci prova due volte e all’ultimo secondo è Kucka a metterla in porta di testa, ma il goal viene giustamente annullato per carica sul portiere Strakosha.

Il primo tempo si conclude 1-0 per i padroni di casa, risultato che rispecchia quanto si è visto sul campo di gioco. Oltre all’autore del goal, Bacca, da sottolineare la prova maiuscola del giovanissimo Calabria che, tornato sulla sua fascia di competenza dopo la parentesi di Genova sulla sinistra, dimostra di avere doti per conquistare definitivamente una maglia da titolare a spese di Abate.

La ripresa comincia un po’ com’era cominciato il primo tempo, con una Lazio molto volitiva che prova ad imbastire una manovra offensiva costante, ma allo stesso tempo lenta e tutto sommato poco pericolosa. Non a caso, il primo pericolo reale arriva di nuovo sui piedi di Niang, alla fine di un bel contropiede ben gestito da Calabria e con l’esterno del Milan che a porta vuota riesce a sbagliare un goal di quelli che fanno chiedere allo spettatore come sia stato possibile un errore del genere.

Il primo cambio tattico della partita lo fa Montella poco dopo il 65’: fuori Suso per Locatelli, che si piazza al posto di Montolivo, che a sua volta prende il posto di Bonaventura avanzato sulla fascia sinistra dell’attacco e Niang che si sposta dall’altra parte del campo. La scelta porta subito i suoi frutti: al 73’, è proprio Niang che dalla nuova posizione mette in mezzo un pallone e costringe Radu ad un ingenuo fallo di mano in area. Dal dischetto, questa volta il francese non sbaglia e porta il Milan sul meritato risultato di 2 – 0. Passano pochi minuti e sono ancora i padroni di casa ad andare vicini al goal, questa volta con una sassata di Kucka su punizione, che costringe Strakosha ad un doppio intervento.

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Nonostante i biancoazzurri non si arrendano mai realmente alla sconfitta, la partita è ormai messa in ghiaccio, ma l’allenatore rossonero non si fida degli avversari e al 42’ ripropone una sostituzione già vista contro la Sampdoria, inserendo un difensore aggiuntivo: anche in questo caso, ad entrare è il paraguaiano Gomez e lo fa in luogo di uno stanco Bacca, che esce tra gli applausi del suo pubblico. I minuti di recupero concessi dall’arbitro sono 4, ma trascorrono senza particolari emozioni: il Milan porta a casa la seconda vittoria consecutiva e lo fa davanti al suo pubblico, con tanti italiani in campo, ma soprattutto sfoderando la migliore prestazione della stagione fino a questo momento e mantenendo nuovamente inviolata la porta di Donnarumma.

Passo indietro per la squadra ospite che, priva del proprio faro Biglia, appare una squadra irriconoscibile rispetto a quella vista qualche giorno fa: l’impegno è tanto, la grinta di Simone Inzaghi si fa sentire, ma la qualità della rosa non è sufficiente per prescindere dai pochi elementi sopra la media che ne fanno parte.

Matteo Tencaioli

FOTO: AC MILAN



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