Vincenzo Capua

Vincenzo Capua

Chi ama vivere di musica e non può farne a meno, deve credere nel suo sogno.

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Unfolding Roma incontra Vincenzo Capua, talentuoso cantautore romano classe 1989, laureato in Economia Aziendale ma con una passione viscerale per la musica. Dopo qualche anno di gavetta ha partecipato al Festival di Castrocaro dove ha proposto il suo primo singolo "E ci sei tu", raggiungendo la finale con diretta su Rai 1.

Dal 2011 è entrato a far parte della Nazionale Italiana Cantanti, con la quale è stato in Tour negli USA. Nel giorno della Finale degli Europei di Calcio 2012, tra Italia e Spagna, si è esibito in qualità di ospite, presso Casa Italia a Kiev. Conosciuto anche per i successi “Amore illogico”, “Felice” ed il nuovo pezzo “Balla mio amore”.

Come ha scoperto la musica e quale è stato il suo primo strumento?

Ho iniziato a suonare non troppo giovane, a sedici anni circa. Con mio padre, una sera che eravamo in casa mi venne voglia di strimpellare la chitarra, ho imparato da lui i primi accordi e da lì ho preso il via, ho cominciato a studiare la chitarra e a scrivere musica.

Qual è stato il primo artista che ha attirato la sua attenzione e chi ha creduto in lei?

Inizialmente Lucio Battisti, le sue canzoni sono state le prime che ho suonato.

Poi Gianluca Grignani e come riferimento Fabrizio Moro anche per il suo impegno sociale. È stato il primo a credere in me facendomi aprire i suoi concerti in giro per l'Italia per circa due anni. Sono cresciuto tanto vicino a lui, un po' rubando con gli occhi e un po’ per i suoi consigli sono migliorato anche nella fase compositiva.

Anche Fiorello è stato importante dandomi la possibilità di collaborare alla sua “Edicola Fiore”, un'esperienza formativa e gratificante, lavorare con lo showman più talentuoso mi ha dato visibilità tanto che il mio pezzo “E ci sei tu” è stato inserito nella compilation Hit mania Estate 2014, un'esperienza straordinaria.

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Lei veste regolarmente la maglia della Nazionale Italiana Cantanti, quanto è bello aiutare il prossimo in eventi benefici?

La maglia della Nazionale Cantanti è qualcosa che mi rende fiero, dal 2011 quando sono arrivato in finale al Festival di Castrocaro ho avuto la possibilità di indossarla, un progetto di grandi artisti che da oltre 35 anni si adoperano per fare beneficenza in tutta Italia. È qualcosa di straordinario, tanta soddisfazione, impegnarsi per gli altri con voglia e dedizione, oltre 90 milioni di euro raccolti in questi anni.

Come si trova a lavorare in radio con il suo programma “Gli inascoltabili” su CentroSuonoSport?

Una bella avventura, parliamo di sport soprattutto di calcio e della Roma la mia squadra del cuore, ma anche di musica e spettacolo. Abbiamo vinto quest'anno il “Microfono d'oro” come miglior trasmissione di intrattenimento, è qualcosa che mi fa stare bene. E’ un lato in più del mio percorso artistico.

Lei ha collaborato con vari artisti, con chi vorrebbe lavorare in un nuovo progetto?

Sono sempre aperto a nuove collaborazioni, uno degli artisti che stimo di più al momento e che conosco è Nek, mi piacerebbe confrontarmi e fare qualcosa con lui.

Qual è il brano di altri che avrebbe voluto scrivere?

Sono tante le canzoni belle che avrei voluto scrivere, ora come ora “Un'altra vita” di Fabrizio Moro canzone interpretata da Elodie nel programma televisivo “Amici”.

“Non ho dormito perché tra poco ti vedrò.. Si vive aspettando l'occasione giusta.. ". Le prime frasi del nuovo brano che è uscito in estate dal titolo “Balla mio amore”, come è andata?

Il nuovo pezzo “Balla mio amore” è una canzone estiva dal ritmo movimentato, gioioso e dancereccio. Questa estate l'abbiamo fatta girare molto per la penisola, il tour è andato bene e tanti ragazzi si sono scatenati nelle varie tappe.

Consiglierebbe ad un giovane di coltivare la sua passione artistica?

Oggi come oggi è sempre più dura, le porte sono sempre più piccole e difficili da aprire. Più piccole perché ci passano in pochi, ma se è passione è passione e va coltivata, sconsiglierei di fare questo lavoro ed approcciarsi a questo mondo a chi non ha la giusta motivazione. Chi ama vivere di musica e non può farne a meno, deve credere nel suo sogno.

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I talent hanno sostituito la gavetta?

È vero in parte, bisogna dire che chi passa dai talent la gavetta l'ha fatta, ci sono casi di chi a 18 anni al primo provino esplode ma anche chi dopo tanti anni non è riuscito ad avere la sua possibilità. Non mi piacciono come tipo di meccanismo e non sono per i talent.

Ha ancora senso il Festival di San Remo?

Si ha ancora senso, poi negli ultimi anni è risalito molto grazie anche alla conduzione di Carlo Conti. Ha più qualità, ascolti e risultati. È sempre il palco che vorrebbero tutti, è il sogno di tanti artisti, giovani o emergenti che siano. Per me è un obiettivo.

Qual è la canzone che sente più sua mentre la suona e perché?

La canzone che sento più mia in questo periodo è “Felice”, un brano che ho scritto in un periodo particolare della mia vita. Raccoglie tante cose, la ricerca della felicità, dubbi, paure ed incertezze che appartengono alla mia generazione. Voglia di cambiamento ma con l'obiettivo di trovare la felicità anche autoconvincendosi che sia possibile raggiungerla.

Prossimi progetti?

L'uscita dell'album che contiene il singolo “Balla mio amore”, tanta musica live. È un periodo pieno e lo sarà ancora di più.

Stefano Boccia


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