Claudia Gusmano

Mi hanno detto una volta che se desideri molto una cosa, con il cuore sereno, tutto si muoverà affinché quella cosa accada.

stampa articolo Scarica pdf

Unfolding Roma incontra la talentuosa attrice Claudia Gusmano, siciliana di Marsala, che ha fatto incetta di premi nell'ultima edizione del "Fringe Festival 2016" di Roma con lo spettacolo "Mozza".

Diplomata all’accademia teatrale "Auroville" di Augusto Zucchi nel 2006, vanta tante partecipazioni tra cinema, tv, teatro e pubblicità. Spaziando con eguale maestria tra grande schermo con "Il ventaglio" progetto Goldoni regia Emanuela Giordano 2005 a “Franca Viola” regia Marta Savina 2015, televisione con "Distretto di Polizia 7" di Alessandro Capone 2007 a "Don Matteo 10" regia Daniela Borsese, e spot "Ma che c’avete voi?" 2015 regia Luca Miniero. Il suo grande amore rimane il teatro a tutto tondo, da "Pallottole su Broadway" di Woody Allen alla sua opera "Mozza" atto unico di cui ha curato anche la regia.

(adsbygoogle = window.adsbygoogle || []).push({});  

Come si è avvicinata alla recitazione?

E’ stato un amore inaspettato. Avevo 14 anni ed il liceo classico che frequentavo ci permise di andare a vedere il “Cyrano de Bergerac” al teatro Impero della mia città. Quel giorno fu un colpo di fulmine, di quelli che ti lasciano senza respiro. Sono sempre stata molto riservata, ma per la prima volta nella mia vita avevo voglia di essere sul palco con gli attori. Sensazione stranissima, fino ad allora l’idea di avere molti occhi addosso mi faceva paura, quel giorno non avrei desiderato altro che avere sotto i piedi quelle tavole di legno.

La sua scelta artistica è stata accettata ed appoggiata in famiglia?

All’inizio no, la lotta è stata dura. Nella mia famiglia nessuno aveva mai avuto la passione per il teatro. Ora, dopo 13 anni, capisco come mai ci fosse stata da parte loro tanta diffidenza. Sognavano per me un futuro economicamente stabile, un posto fisso. Poi mi hanno vista per la prima volta in scena a Roma, avevo 20 anni, da lì in poi la situazione è completamente cambiata, ora sono i miei primi sostenitori. Sono appassionati di teatro adesso, questa cosa mi riempie di orgoglio perché hanno avuto l’umiltà di ricredersi per amore.

Nel teatro quale personaggio da lei interpretato preferisce e quale vorrebbe impersonare?

Ho amato tutti i personaggi che ho interpretato in teatro, ma quello che ho più nel cuore è Mozza. Per me lei è stata una sfida vinta. Mi piacerebbe moltissimo poter fare Lolita in teatro, è un mio sogno.

Come è stato il suo debutto sul grande schermo?

Strano ma bello. Il teatro e la tv hanno approcci completamente diversi. Io amo recitare, amo il mio lavoro sotto qualsiasi forma.

La pubblicità, un'esperienza da ripetere?

Sì perché no. La pubblicità è arrivata inaspettatamente e la ricordo con piacere e gioia.

I suoi registi e il suoi colleghi preferiti? Con chi vorrebbe lavorare?

Ho un amore sconfinato per Lella Costa e Paolo Calabresi, con i quali ho fatto “Nuda proprietà” per la regia di Emanuela Giordano. L’umiltà e la generosità che le contraddistingue, in scena e fuori, mi ha emozionato per i due anni di tournée. Ora mi piacerebbe fare cinema. Mi hanno detto una volta che se desideri molto una cosa, con il cuore sereno, tutto si muoverà affinché quella cosa accada. E’accaduto per il teatro, speriamo sia così anche per il cinema.

Cosa pensa del “Fringe Festival” di Roma e che esperienza è stata?

Il “Fringe Festival” è una delle esperienze più belle che io abbia mai fatto. In realtà è a tutti gli effetti una gara ma io non l’ho mai vissuta come tale. E’ un'ottima vetrina per il “teatro off” che ti regala una buona visibilità nell’ambiente.

In quali categorie è stata premiata?

Miglior attrice, miglior drammaturgia e miglior spettacolo votato dalle Compagnie.

Le piacciono questo tipo di manifestazioni?

Sì è un'esperienza tutta da vivere, altrimenti non avrei partecipato.

È stato impegnativo trovarsi a dirigere in teatro l'atto unico del sua “Mozza”?

Io non sono una regista, ho solo chiuso gli occhi e visto qualcosa cercando di far arrivare il messaggio.

(adsbygoogle = window.adsbygoogle || []).push({});

Può raccontarci il contenuto della sua opera e a chi si rivolge?

Mozza è una giovane donna, vive in mare perché sulla terra ferma le viene diagnosticato il mal di terra. E’ un monologo di 50 minuti che parla di separazione, di consapevolezze, di forza. Mozza scopre nel viaggio sul suo peschereccio, senza timone, che il mare finisce esattamente dove inizia la terra e che bisogna vivere entrambe le cose per conoscersi nell’interezza. Si rivolge a cuore semplici.

Cosa rappresenta il gabbiano e in cosa la mozza è mozzata?

Il gabbiano è un amico immaginario al quale far rispondere solo ciò che ci piace. E’ il sì ed il no. Mozza ha un duplice significato “marinaia”, femminile di mozzo, e “mozzata per volontà”. Lei andando a vivere in mare, per paura della terra, non fa altro che scegliere di vivere solo una parte di sé. Ho sempre pensato che le scelte fatte per scappare dalla paura fossero libere. Grazie a Mozza ho capito che solo quando quella paura la vivi pienamente allora sei libero di scegliere, perché ti concedi la possibilità di conoscere chi sei fino in fondo.

Il desiderio profondo di libertà, ereditato dal nonno capitano di un peschereccio, può essere realizzato solo in quel mare infinito che aveva vissuto con lui da bambina. Può spiegarci il messaggio legato al rapporto con il nonno?

Mozza vive la sua infanzia con il nonno capitano di un peschereccio, lo vede come un uomo libero. Dopo la sua morte non piange ma inizia a soffrire di mal di terra, che ha la stessa sintomatologia del mal di mare. Scopre per la prima volta la “scomodità” dell’essere umano. Non vuole sentirsi. Sogna la libertà del nonno e teneramente la vuole raggiungere. Spesso ci capita di ammirare una persona e prenderla come modello, ma ognuno è se stesso e non può essere né migliore né peggiore di quello che è, figuriamoci essere come qualcun altro.

Ringraziamenti e progetti per il futuro?

Debutterò il 2 Novembre nel ruolo di Ariel ne “La tempesta” per la regia di M.Panici con Argot Produzioni. A Febbraio invece nel ruolo di Ersilia in “Vestire gli Ignudi” per la regia di Gaetano Aronica con Gaetano Aronica e Andrea Tidona. Stò lavorando al prossimo testo e per il resto non so ancora, quello che arriverà lo accoglierò a braccia aperte.

Ringrazio le persone che hanno collaborato con la mia compagnia “Briglia d’oro Teatro” per la messa in scena di Mozza. Ermanno Dodaro per le musiche, Martina Picchioni e Letizia Cascialli per la scenografia, Michelangelo Vitullo e al “Fringe Festival” Manuel Monilu per le luci. Ottavio Ciacchella per l’audio e le riprese, Antonella Campanelli per l’amministrazione, Laura Palmeri aiuto regia. Poi ringrazio il mio mare, mio nonno e la mia famiglia, perché da soli siamo niente.


Premi e riconoscimenti:

Miglior attrice alla rassegna "Autogestito 2012" per lo spettacolo "Taddrarite"

Miglior attrice alla rassegna "Teatri Riflessi 5^ Edizione Catania 2013" per lo spettacolo "Giacominazza"

Miglior attrice al "Fringe Festival 2014" di Roma per lo spettacolo "Taddrarite"

Miglior attrice, miglior drammaturgia e miglior spettacolo votato dalle compagnie.

al "Fringe Festival 2016" di Roma per lo spettacolo "Mozza"

Stefano Boccia

© Riproduzione riservata