GAY WEDDING ROMA

“SI, LO RI-VOGLIO (VEDERE)”

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Venerdì 21 ottobre presso l’Hotel Ergife Palace Hotel di Roma, ha aperto i battenti  il “ Gay Wedding Italia”, la prima wedding exposition che si rivolge alle coppie gay e lesbiche che scelgono di unirsi civilmente, perché ricordiamo che non si parla ancora di matrimonio per le coppie omosessuali, però chiamarlo Gay Civili Union suonava effettivamente brutto.

I classici e consolidati colori pastello, tipici dei matrimoni fra coppie etero, lasciano il posto ad un tripudio di colori rainbow, dai confetti ai fiori, passando per le meravigliose torte dai sei colori. L’arcobaleno splende orgogliosamente ovunque persino sugli allestimenti dei matrimoni gay.

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Oltre cento gli espositori presenti, posti su tre piani a dimostrazione del fatto che organizzare un matrimonio non è certo una questione di sesso opposto o meno, bensì di location, banqueting, shooting fotografici, bomboniere, fedi nuziali, viaggi di nozze, wedding cake, e abiti. 

Ad aprire ufficialmente l’evento con il taglio della torta nuziale, non poteva non esserci la senatrice Monica Cirinnà, se lo è più che meritato questo onore. L’apertura ufficiale e più cerimoniosa ha poi lasciato il posto ad un allegro opening show in cui, tra performance live di canto ballo e recitazione, e scene di film famosi proiettati su Ledwall,  viene raccontata la storia di una coppia dal loro primo incontro fino al viaggio di nozze, il tutto ovviamente in chiave gay. Ospite di questo show la drag-singer Daniel Decò, nota sugli schermi italiani per aver partecipato al talent show Forte Forte Forte, si quello prodotto dalla Carrà, l’icona gay italiana per eccellenza. Daniel ha poi elegantemente sfilato con un abito da sposa pensato per le Drag Queens.

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In tutto questo tripudio di arcobaleni, confetti, fiori ed allegria trova posto anche l’importante progetto sociale Refuge Lgbt, la prima casa di accoglienza in Italia per giovani LGBT vittime di violenza e discriminazioni. Un progetto fondato dalla Croce Rossa di Roma, Gay Center e Gay Help Line, in collaborazione con la Regione Lazio e la Chiesa Valdese. Refuge LGBT offre, gratuitamente, assistenza e temporaneo alloggio, alle persone LGBT che hanno subito maltrattamenti nell’ambito familiare e offre supporto psicologico con particolare attenzione al reinserimento nel mondo del lavoro. Restando per un momento ancora nella realtà della vita LGBT e non nell’iridato mondo del Gay Wedding, vale la pena spendere due parole anche sul Gay Center, che all’interno della manifestazione raccoglieva prenotazioni per un “corso sulle unioni civili”, che si svolgerà a dicembre e sarà suddiviso in due parti. La prima sarà puramente burocratica, e verranno spiegate tutte le pratiche necessarie per arrivare all’unione civile, mentre la seconda parte è più relazionale, una specie di corso prematrimoniale. Il tutto viene offerto dall’associazione gratuitamente.

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La manifestazione in sé raccoglie e racconta quanto di bello possa esserci nell’amore, un amore che non deve conoscere barriere e che non deve e non può aspettare che qualcun altro gli dia il permesso di esistere, ma purtroppo per ora siamo ancora una nazione fortemente omofoba e tutto questo resta ancora lontano. Nessuna vera tutela per le coppie che scelgono di unirsi civilmente, non abbiamo una legge sull’omofobia il che è un vero controsenso, né tantomeno una legge che renda più facile, per le coppie che vogliono essere veramente famiglia, l’adozione del figlio del partner, o una che chiarisca la spinosissima questione GPA (Gestazione Per Altri). Insomma c’è ancora tanto da fare ma è bello che in questa manifestazione abbiano trovato il loro spazio anche queste questioni sociali. Speriamo in un ritorno nel prossimo anno e magari in una location più consona all’evento.
Di Noemi Molinaro

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