Crowsroad

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Il nostro obiettivo è quello di incidere un disco costituito interamente da inediti, per il quale stiamo iniziando a scrivere e raccogliere materiale

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È stato presentato lo scorso 4 ottobre il video di “Janis”, singolo del duo bresciano The Crowsroads, contenuto all'interno dell'album “REELS”, uscito alla fine di maggio 2016. Il videoclip, girato nel locale “Vecchia Praga” di Brescia con la regia di Enrico Fappani, e’ un tributo alla celebre cantante statunitense Janis Joplin, scomparsa a Los Angeles il 4 ottobre del 1970.
The Crowsroads è un duo folk/blues formato da Matteo (chitarra e voce) e Andrea Corvaglia (armonica e voce), fratelli per metà bresciani e per metà salentini. l loro repertorio è costituito da brani originali, ma anche da cover di artisti americani e inglesi, prevalentemente di genere folk e blues. Tra questi possiamo citare Bruce Springsteen, Tom Waits, Jimi Hendrix e band come The Band, Blues Traveler, CSN&Y.

Il nostro magazine ha il piacere di ospitarli.

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Cominciamo dall'inizio... Come vi siete avvicinati alla musica?

È stato un incontro molto naturale. I nostri genitori sono entrambi musicisti e questo ci ha dato la possibilità di apprezzare sin da quando eravamo piccoli generi musicali anche molto diversi tra loro. Non hanno mai fatto pressioni perché imparassimo a suonare uno strumento e perciò ci siamo arrivati con i nostri tempi e in modo assolutamente spontaneo. È tutto partito da alcuni vecchi dischi di blues e folk americano e inglese ascoltati quasi per caso, che ci hanno fatto venire voglia di prendere in mano armonica e chitarra. Abbiamo iniziato a suonarli da autodidatti e da subito, vivendo nella stessa casa, abbiamo strimpellato insieme. L’abbiamo trovato molto divertente e così… eccoci qui!

La vostra prima insegnante di canto è stata la direttrice di un coro Gospel. Com'è stato l'incontro con questo genere musicale?

Abbiamo sempre trovato il gospel una musica estremamente coinvolgente e affascinante. Forse ci piace perché, a cercare in profondità, ha delle somiglianze con quello che suoniamo e ascoltiamo noi, o forse perché al contrario restano sonorità molto diverse. Brunella è una cantante eccezionale e un’insegnante ancor più brava. I concerti dei suoi ragazzi sono talmente coinvolgenti che è quasi impossibile rimanere incollati alla sedia.

Siete italiani ma cantate in inglese. È una scelta estetica o una strategia comunicativa?

L’inglese, prima ancora di essere molto musicale, è la lingua “internazionale”. Sono in inglese le canzoni che abbiamo sempre amato. Quando abbiamo iniziato a cantare e suonare la scelta è caduta sui brani che ci piacevano di più. Quando abbiamo iniziato a scrivere abbiamo optato per l’inglese, perché era la lingua a cui eravamo musicalmente più abituati. L’italiano è una lingua bellissima e musicalmente intrigante, ma nei nostri ascolti è arrivata dopo, quando ci siamo appassionati al cantautorato italiano. Attualmente continuiamo a cantare e scrivere soprattutto in inglese, ma stiamo lavorando per imparare ad usare la nostra lingua anche nelle canzoni.

Nel 2015 avete partecipato a Xfactor, arrivando fino ai Boothcamp. Cosa pensate dei talent show? Credete che siano davvero l'occasione per far emergere i musicisti più talentuosi o pensate invece che siano falsati da interessi commerciali?

Non abbiamo mai seguito i talent show, ma a X Factor ci siamo iscritti, come molti ragazzi, per cercare di farci conoscere e di fare arrivare la nostra musica a più persone possibile. Nel corso della nostra fulminea partecipazione abbiamo incontrato giovani musicisti molto bravi e appassionati e abbiamo visto da vicino come funzionano queste trasmissioni. Abbiamo avuto conferma di quel che pensavamo e cioè che si tratta prima di tutto di programmi televisivi. Questo non significa che siano da condannare, ma che il loro fine principale è fare ascolti televisivi più che proporre musica di qualità. Di conseguenza, per chi desidera suonare e crescere artisticamente i talent show non sono la strada più adatta. 

Il brano “Athens” parla della città di Atene e dei suoi contrasti: l'acropoli maestosa e le periferie degradate. Come mai, secondo voi, questo avviene e non solo ad Atene? Perché alcuni quartieri di grandi città rimangono abbandonati a se stessi?

Pensiamo che sia una conseguenza della difficile situazione economica attuale. Ciò è molto triste, perché riguarda i luoghi dove le persone vivono.  Le periferie sono già di per sé zone vulnerabili e, quando c’è qualcosa che non va, sono le prime a rimanere isolate e a manifestare i sintomi del disagio. Sono al tempo stesso le zone più vivaci e vissute, in cui sopravvivono energie positive anche nelle avversità. Atene, ad esempio, è una città in difficoltà, ma con una ricchezza storica e umana che niente e nessuno potrà mai strapparle e che le appartiene fino al suo angolo più dimenticato.

Voi vivete da sempre a Brescia. Che cosa vi piace della vostra città e che cosa invece vorreste migliorare?

Una cosa che ci è sempre piaciuta di Brescia è il fatto che è piccola, vivibile, a misura d’uomo. Allo stesso tempo accoglie e ingloba molte componenti diverse. Una sua ricchezza nascosta (ma nemmeno troppo) è la cultura, nello specifico la musica: ci sono così tanti bravi musicisti che si potrebbe avere un concerto in piazza ogni sera dell’anno! Negli ultimi anni sono state avviate varie iniziative in questo senso, ma si potrebbero fare ancora tante cose per valorizzare la musica nel migliore dei modi, creare nuovi spazi dedicati e dare visibilità ai gruppi locali.

Veniamo alla Canzone “Janis” che si riallaccia a “Me and Bobby McGee”, uno dei brani più famosi di Janis Joplin in cui l'artista si domandava che fine avesse fatto un suo vecchio amore. Voi avete provato a dare una risposta a questa domanda dando voce a Bobby. Da dove vi è venuta l'ispirazione per questo brano?

Janis è una cantante che ci è sempre è piaciuta e Me and Bobby McGee è una delle canzoni che preferiamo. Racconta una storia semplice e affascinante, fatta di viaggi in autostop e di libertà senza compromessi. Alla fine del brano (che è stato scritto in realtà da Kris Kristofferson) Janis racconta di come Bobby abbia, a un certo punto, deciso di mettere la testa a posto e di trovare casa. È forse una delle prime canzoni in cui è la protagonista femminile a scegliere di continuare un viaggio e il protagonista maschile a rimanere indietro. Ci siamo sempre chiesti che fine avesse fatto Bobby, se avesse avuto qualche rimpianto nel vedere Janis diventare ricca e famosa e realizzare il suo sogno. Abbiamo deciso di inventarci una storia in cui Bobby è diventato una sorta di personaggio tragicomico, fermo al binario della stazione ad aspettare invano che Janis ritorni da lui. 

I protagonisti del brano si lasciano perché, nell'eterno dilemma tra desiderio di avventura e bisogno di sicurezza, si trovano a volere cose diverse. Quante volte questo avviene nella realtà? È un problema insormontabile in una coppia o è solo questione di venirsi incontro, di darsi tempo?

È una cosa che sicuramente può succedere. Nel caso di Janis e Bobby trovare un compromesso era evidentemente impossibile, perché avevano due visioni troppo diverse. Forse anche Janis, col passare del tempo, avrebbe rinunciato a vivere come una hippie. Pensiamo che nella realtà sia raro che due persone abbiano due punti di vista così distanti e inconciliabili; il più delle volte si può trovare un punto di contatto, un equilibrio.
In questo brano cantate insieme a Boris Savoldelli. Come è stata la collaborazione con Lui?

La collaborazione con Boris è stata una delle cose più interessanti e divertenti che ci siano capitate finora. Noi siamo un duo di ispirazione folk e blues, anche se molto aperti a contaminazioni, lui è un cantante jazz e un vocal performer riconosciuto a livello internazionale, continuamente alla ricerca di nuove possibilità di utilizzo della voce. Si sono incontrati due mondi molto diversi, anche se con alcuni tratti comuni, e pensiamo ne sia nato un bel lavoro!

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Sarà possibile a breve sentirvi suonare dal vivo? Avete in programma concerti live?

In questo momento, per nostra felicità, abbiamo vari concerti in ballo! Il prossimo è a Brescia alla Vecchia Praga, il bellissimo locale dove abbiamo girato il video di “Janis”. Poi avremo varie date tra fine novembre e dicembre, che renderemo note sulla nostra pagina facebook.


Quali sono i vostri prossimi progetti?

Il nostro obiettivo è quello di incidere un disco costituito interamente da inediti, per il quale stiamo iniziando a scrivere e raccogliere materiale. Nel frattempo stiamo continuando a fare concerti e stiamo promuovendo il nostro ultimo album, “Reels”, uscito a maggio e prodotto da Antonio Giovanni Lancini e Paolo Salvarani per l’etichetta Lanciomusic, che contiene una selezione delle cover che amiamo di più e tre brani originali, tra cui anche “Janis” e “Athens”. Il terzo inedito è “Pirate flag”, un brano scritto con Riccardo Rossini e Antonio Lancini, facente parte della colonna sonora del film “Rosso Mille Miglia”.


Volete aggiungere ancora qualcosa?

Per chi fosse interessato al nostro lavoro, tutte le informazioni e gli aggiornamenti sui prossimi concerti si possono trovare sulla nostra pagina facebook di riferimento, “The Crowsroads”. Inoltre abbiamo anche un canale YouTube in cui pubblichiamo tutti i nostri video, tra cui anche quelli di “Janis” e “Athens”.

Adriana Fenzi

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