Viviana Borrelli

Scopro sempre qualcosa di nuovo sul Giappone e sulle sue tradizioni e questo mi stimola a proseguire le ricerche per saperne di più

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Oggi è venuta a trovarci in studio la scrittrice Viviana Borrelli, autrice del libro “Vampire Story: il risveglio del fuoco”. Edito da Leucotea è possibile acquistarlo nelle maggiori librerie italiane, ma anche negli store on-line.

Il genere fantasy è abbastanza saturo di libri che narrano vicende di vampiri. Quando hai iniziato a scrivere la storia, hai avuto il timore di non riuscire a stupire i lettori, raccontando qualcosa di nuovo?

Ciao! In Vampire Story ho racchiuso tutto ciò che amo: il basket, il Giappone, i vampiri e il genere narrativo yaoi. Mai avrei pensato di cercare e trovare un editore a cui potesse piacere la storia, perciò mi sono concentrata solo sulla scrittura, senza pormi troppe domande. Una volta conclusa la stesura del primo volume, più per curiosità che per altro, inviai il racconto ad una decina di case editrici. E stato così che ho conosciuto la Leucotea, casa editrice piccola ma molto attiva, che ha avuto il coraggio di pubblicare questo racconto nuovo sotto molti punti di vista (almeno in Italia).

In Vampire Story, scardini completamente il classico stereotipo del vampiro. Quest’ultimo non viene più visto come un mostro, ma si è integrato perfettamente nella società umana, ricoprendo ruoli chiave in essa. Hai avuto qualche critica per la tua scelta?

Per adesso no, anzi. Questa mia versione e stata trovata molto interessante. Dovendo raccontare una storia ambientata nella nostra epoca, non riuscivo a vederli in stile Lugosi o Lee: con un lungo mantello nero, mentre si aggiravano per le strade buie delle città. Non sarebbero passati inosservati, a meno che non fosse Halloween. Quindi ho creato una loro società nella quale i “miei” vampiri si sono evoluti parallelamente alla razza umana, pur restando celati ai loro occhi. Mi piaceva l'idea di dare una origine quasi “scientifica” ai vampiri, collegandola pero anche allo shintoismo e ai Kami (divinità naturali). Da qui la distinzione in due razze originate da due elementi naturali: ghiaccio (acqua) e vento (aria).

La storia è ambientata in Giappone. Come mai sei così affascinata da quel paese?

Sono figlia degli anni Ottanta, quando come baby-sitter si aveva la televisione. Sono cresciuta davanti ai cartoni animati nipponici e, in seguito, mi sono appassionata anche ai manga. E quindi una cultura che mi è familiare e che è molto, molto diversa da quella europea. Ha il potere di sorprendermi ed incuriosirmi. Scopro sempre qualcosa di nuovo sul Giappone e sulle sue tradizioni e questo mi stimola a proseguire le ricerche per saperne di più.

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Sei mai stata a Tokyo?

Ancora no, purtroppo. Spero di poterla visitare presto ma, al momento, sono impegnata con la stesura di Vampire Story, che dovrebbe contare circa cinque o sei libri in totale.

Nel libro utilizzi molti termini della cultura nipponica, tanto da inserire alla fine del testo un glossario per aiutare il lettore nella comprensione. Ciò è frutto delle numerose letture manga?

Assolutamente si! Manga ed anime, soprattutto all'inizio. Di recente pero ho conosciuto Nicola Cassanello, un giovane pilota italiano che percorre la tratta Italia-Giappone, che ha un blog proprio sul Giappone, dove posta immagini e articoli su curiosità, luoghi e novità nipponiche di vario genere in cui si imbatte ad ogni suo viaggio. E diventato una delle mie fonti principali, grazie all'accuratezza delle descrizioni ed al materiale fotografico che accompagna ogni articolo del suo blog.

Quali sono i tuoi manga preferiti?

L'elenco sarebbe chilometrico! Cito quelli che mi sono rimasti maggiormente nel cuore. Slam Dunk sicuramente. Il maestro Inoue e uno dei mangaka che amo di più, sia per lo stile che per i temi che tratta. Mars, di Fuyumi Souryo. Meraviglioso sia per la trama che per i disegni. Ho amato Inuyasha sin dal primo volume grazie alla capacita dell'autrice Rumiko Takahashi di creare e fare interagire tra loro decine di personaggi caratterizzandoli in modo particolare e fantasioso. L'autrice riesce a passare dal comico al drammatico con grande naturalezza, creando centinaia di colpi di scena che lasciano sempre col fiato sospeso. La adoro. Un'altra delle mie mangaka preferite e Ayano Yamane (che iniziò la carriera scrivendo dōjinshi riguardanti Slam Dunk. Grazie a lei ho conosciuto il genere Yaoi). Ha un tratto molto pulito e le sue storie sono piccanti ma mai volgari, particolare per me fondamentale. Avrei in mente almeno un'altra ventina di manga (Saint Seiya - I Cavalieri dello Zodiaco di Masami Kurumada, Dragon Ball di Akira Toriyama, Saiyuki di KazuyaMinekura) ma mi fermo o sarà necessario scrivere un papiro!

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Nel libro tratti numerosi temi, tra cui l’amicizia, il rispetto per i “senpai”, la tradizione e la cultura orientale, ma uno su tutti spicca in maniera preponderante: l’amore. Anche in questo caso ti sei differenziata dal filone più “classico” e hai deciso di raccontare la storia d’amore tra i due protagonisti maschili, Haruki e Shun. Quali sono le ragioni di questa scelta?

Scrivere di ragazzi mi permette di essere imparziale. Quando tratto di coppie etero, ho sempre la sensazione di dare maggior risalto alla figura femminile, forse non è cosi, ma ho questa impressione e non mi trovo a mio agio. Gestire due ragazzi mi permette di avere il giusto distacco, mi consente di dare ad entrambi la medesima attenzione.

Quanti anni avevi quando hai cominciato a scrivere?

Non ricordo un “inizio” preciso. Credo davvero di aver iniziato sin da piccolissima sia a disegnare che a scrivere e di non aver mai smesso. Mi e stato raccontato che, a causa di un problema di calcificazione ossea, non ho potuto iniziare a camminare prima dei tre anni e che io abbia preso tra le mani i primi fogli e matite colorate in tenerissima età, proprio a causa di questo iniziale handicap motorio. Mi annoiavo ed ho iniziato a riempire i fogli di colori e linee e da allora non mi sono mai fermata.

La tua famiglia ti ha appoggiata fin da subito?

Assolutamente no. I miei non considerano la scrittura un lavoro vero, ma solo un hobby. Appartengono alla generazione del “posto fisso”. Per loro l'unico vero lavoro è quello di ufficio, con un posto fisso ed uno stipendio fisso. E' una concezione del lavoro che purtroppo non e più applicabile ai giorni nostri, dove il posto non lo trovi neanche sull'autobus!

I tuoi testi sono diretti ad uno specifico pubblico?

Non ci ho mai veramente pensato. Il genere Yaoi è scritto da donne per le donne, quindi in teoria i miei racconti dovrebbero essere rivolti ad un pubblico prettamente femminile. Anche se Vampire Story (trattando anche di sport, di magia e di amicizia in generale), potrebbe piacere anche a qualche ragazzo appassionato del genere fantasy.

Il Giappone è uno dei paesi maggiormente afflitti dall’emergenza del terremoto. Attualmente i media hanno ripreso l’argomento, paragonando la situazione che sta vivendo il centro Italia a quella del paese del Sol Levante. In cosa dovremmo prendere esempio da loro?

Il Giappone è da sempre soggetto a terremoti violentissimi. Questo li ha portati a progettare architetture antisismiche con tecnologie sempre più evolute. Il governo ha fatto un'opera di prevenzione, soprattutto nelle zone più soggette ai terremoti. Come l'utilizzo di cuscinetti che permettono ai palazzi di “assecondare” i movimenti sussultori del terreno. Ecco, noi dovremmo imparare il concetto di prevenzione. Ad essere onesti avremmo dovuto farlo già nel 2009, post terremoto dell'Aquila. Ma in Italia abbiamo una mentalità diversa: “Se il mio orticello è rigoglioso, cosa mi importa se quello del vicino è infestato dai parassiti?”. Poi però, quando i parassiti raggiungono il nostro giardino è colpa di Tizio, di Caio e di Sempronio (Del Governo, della corruzione, della mafia, etc). Ma la colpa è nostra. E di tutti coloro che si limitano a scuotere la testa dicendo “Tanto non cambierà mai niente”. Ovvio che non cambierà mai nulla, se noi non facciamo nulla (se non inondare il web di post su post pieni di retorica, di errori grammaticali e di bufale varie). I terremoti possono colpire ovunque e chiunque. E' un nostro dovere pretendere che lo Stato adotti tutti i mezzi tecnologici di ultima generazione per tutelare noi e le nostre famiglie. Ma se non alziamo un dito per proteggerci, allora i colpevoli siamo soltanto noi stessi.

Da cosa si dovrebbe ripartire per rialzare la testa dopo il disastro?

Riprenderci la nostra dignità di italiani. Farci sentire (per la prima volta in più di centocinquanta anni) uniti, compatti e solidali alle Alpi all'Etna e pretendere che vengano adottate tutte le misure di sicurezza idonee. Anche a costo di seguire a vista i lavori e controllare che vengano utilizzati i materiali corretti e che non ci siano “sorprese” come l'utilizzo del gesso da lavagna per la costruzione dei muri portanti delle scuole (estremizzo il concetto per rafforzarlo). A volte crollano i palazzi e si scopre che non erano stati utilizzati i materiali corretti a causa di frodi, furti e tante altre porcherie. Dobbiamo impedire che ci siano furti e/o frodi arrivando anche a controllare e monitorare i lavori in corso con i nostri stessi occhi. Sono davvero stanca di veder morire degli innocenti a causa dell'avidità di pochi.

A Dicembre il popolo italiano sarà chiamato a votare per il referendum. Qual è la tua opinione in proposito?

Mi auguro che il popolo italiano si alzi in piedi e vada sul serio a votare (indipendentemente dalle loro ideologie politiche). E' tempo di finirla con la filastrocca: “Tanto in questo paese non cambierà mai niente”. Torno a ripetermi: se non fai nulla, non cambierà mai nulla.

Poco tempo fa è venuto a mancare il grande Dario Fo. Nella sua lunga carriera ha scritto numerose opere e incantato milioni di spettatori nei suoi spettacoli teatrali. C’è un tratto della sua complessa e camaleontica personalità che vorresti far tuo?

Dario Fo ha sempre avuto il coraggio di “metterci la faccia”, come si suol dire. Prendeva in giro i potenti (mostrando loro vizi e pecche, ma sempre con il sorriso sulle labbra), dando così voce al popolo. Sempre col sorriso, sapeva dire le più crude verità. Era disarmante ed aveva la capacità di vedere lontano. Disse: “Fermare la diffusione del sapere è uno strumento di controllo per il potere, perché conoscere è saper leggere, interpretare, verificare di persona e non fidarsi di quello che ti dicono. La conoscenza ti fa dubitare. Soprattutto del potere. Di ogni potere”. Mai parole sono state più vere. Questa avrebbe dovuto essere l'era dell'informazione, ma è diventata quella delle bufale. Non si sa più a chi credere, chi leggere e come “interpretare” le notizie elargite da pseudo giornalisti, che hanno ormai l'abitudine di commentare le notizie, invece che limitarsi ai fatti. Le nuove generazioni sono prive di cultura e di empatia. Il sapere è diventato vergognoso, sul web si vomitano le peggiori porcherie, senza un briciolo di accortezza verso i sentimenti altrui.

Dario Fo e inarrivabile, è stato un accorto osservatore della società. L'ha guardata, l'ha vivisezionata e ce l'ha mostrata, permettendoci di prestare attenzione a ciò che era davvero importante. Non sono nemmeno l'unghia del suo dito mignolo e mai lo sarò, ma mi piacerebbe davvero possedere la sua forza e la sua disarmante sincerità. Quest'ultima ti condanna ad una vita di solitudine, è vero, ma se si agisce secondo coscienza alcuni fardelli si accettano di buon grado.

Secondo te, il nostro Paese è idoneo a promuovere qualcosa di innovativo, capace di superare gli stereotipi convenzionali?

Mi piacerebbe dire di si, ma non ne sono molto sicura. Per millenni siamo stati la culla della civiltà, ma da decenni ormai abbiamo snaturato la nostra essenza. Noi siamo stati un popolo colto, artistico, geniale, innovativo. Oggi invece hanno risalto solo gli sciocchi, gli ignoranti e i cafoncelli da web. Più appari stupido e più hai seguito. Se dimostri di sapere un congiuntivo sei oggetto di scherno. Abbiamo perso la nostra identità. Chi possiede ancora cultura e creatività è dovuto espatriare all'estero perche qui non aveva trovato spazio. Un popolo ignorante è più facile da gestire, da imbrogliare. Quando la gente tirerà la testa fuori dai social network e si guarderà finalmente attorno, temo che sarà troppo tardi.

Se avessi la facoltà di poter cambiare qualcosa nel mondo editoriale italiano, da dove inizieresti?

I problemi che affliggono l'editoria hanno origine nelle famiglie e nelle scuole. Nessuno legge più perchè non è abituato a farlo, ma si nasconde dietro alla solita scusa. “Non ho tempo”. (Poi pero passano pomeriggi e serate intere sui social network). Ad un bambino, invece del cellulare, regalate Diecimila leghe sotto i mari, o Il piccolo principe. Fate annoiare i bambini! Oggi hanno più impegni di Obama! Devono annoiarsi! E grazie alla noia che si sviluppano fantasia e creatività! Siamo stati un popolo di artisti ma, a breve, anche questa categoria si estinguerà. I libri aiutano a sviluppare l'immaginazione, ci permettono di vivere dieci, cento, mille vite. A scuola, fate scrivere i temi. Ricominciate ad insegnare la grammatica italiana agli italiani. Un bambino che ama leggere, da adulto sarà un lettore e, forse, anche uno scrittore.

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Oltre alla scrittura, quali altri interessi coltivi?

Realizzo anche illustrazioni. Per ora sono inerenti a Vampire Story, le posto sul mio sito e sulla pagina Facebook del romanzo. Sono regali che faccio ai miei lettori che aspettano pazientemente il prosieguo della storia, nonostante i miei tempi biblici! In futuro sto progettando di creare artbook con storie originali. L'altra mia passione è la musica: amo il genere rock e quello metal. Adoro gli assoli di chitarra elettrica e sono affascinata dai musicisti talentuosi...in generale li ammiro. Io a stento so suonare un campanello!

So che stai lavorando al seguito del libro. Una volta terminata la saga, ti cimenterai in qualcosa di diverso o rimarrai fedele al genere fantasy?

Non mi pongo mai limiti e adoro sperimentare. Ho intenzione di realizzare alcuni artbook di genere fantasy-gotico ma, per quanto riguarda la letteratura, spazierò cimentandomi anche in altri generi. Ho già qualche bozza ma, al momento, la mia priorità e Vampire Story. Chi si ferma è perduto!

Ringraziamo di cuore Viviana per questa gradevole intervista e attendiamo con ansia l’uscita del secondo volume.

Francesca Cavaniglia

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