Natalia Rinaldi

Natalia Rinaldi

Apparire per me significa stare bene con se stessi e non indossare un capo griffato, questo è quello che l'uomo NAT percepisce entrando nello mio store.

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Torniamo ad occuparci dell’evento NAT veste SETAK – NAT veste LA MUSICA che si svolgerà domenica 13 novembre all’interno dello store NAT Natalia RINALDI sito in via Leonina 87 al quartiere Monti di Roma. Questa volta parliamo dell’evento incontrando la stilista Natalia Rinaldi.

Natalia nasce come creatrice di moda dopo aver frequentato l'Istituto "IED" a Roma nel 1994 ed è una delle fondatrici del marchio METAPHORME per il quale ha lavorato per nove anni. Nel 2003 decide di tentare strade nuove e provare esperienze che possano stimolare la sua creatività. Disegna, infatti, costumi di scena per il cinema e il teatro fino ad approdare all'Alta Moda attraverso la collaborazione con Nicola del Verme. Dopo diverse esperienze in importanti boutiques tra cui Just Cavalli, ha collaborato alla creazione delle collezioni donna di EDO CITY, marchio romano di alta qualita' ideato da Alessandra Giannetti. Nel 2010 ha ideato il suo marchio tutto al maschile: NAT Natalia Rinaldi.

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Natalia, moda&musica è un connubio che funziona? Come è nato questo evento?

La musica è un'altra forma d'arte che tira fuori la passione e dato che il mio lavoro rappresenta questo, non può che funzionare. L'evento è nato dall'incontro casuale con il musicista Setak nel mio store e dal suo immediato interesse per lo stile delle mie creazioni tutte handmade.

Parlami della scelta di legare il tuo marchio alla sola moda maschile…

Ho iniziato il mio lavoro diversi anni fa occupandomi di creazioni donna, poi con il tempo e le svariate collaborazioni con il cinema ed il teatro ho percepito l'entusiasmo e maggiori stimoli creativi verso collezioni maschili, sia per la ricerca di tessuti che per tagli innovativi.

Escludi in futuro di creare una linea anche per il gentil sesso?

Non escludo nulla, anche perché già in collezione ci sono capi unisex, ma rimango concentrata sull'uomo. Ancora troppo presto per svelare qualcosa sulla prossima estate, di sicuro cercherò di proporre idee innovative cercando di stupire sempre di più.

Ho apprezzato che i tuoi capi siano effettivamente indossabili nel quotidiano, insomma l’uomo resta tale e non viene effeminato con abiti a volte discutibili…

È la particolarità del mio stile. Quello che mi rappresenta è l'essenzialità degli abiti, ma allo stesso tempo la cura nei dettagli e la realizzazione sartoriale della quale mi occupo personalmente.

Qual è il capo must di quest’inverno e se ci dai un’anticipazione di come sarà il guardaroba maschile la prossima estate…

Il capo must è il capospalla , dalle giacche ai cappotti in tessuti di lana con stampe floccate e la tuta aviator che ricorda un po' quelle delle divise.

Cosa c’è invece nell’armadio di Natalia? Prevale la comodità o l’eleganza?

Entrambe per me sono molto importanti, quindi l'una non esclude l'altra.

Parlaci di te e come è nata la tua passione per la moda…

Sin da ragazzina avevo la passione per la creatività e manualità divertendomi a realizzare abitini per le mitiche barbie. Così dopo la maturità ho scelto di frequentare una scuola di moda, lo IED di Roma, che mi ha permesso di concretizzare il mio sogno.

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E’ d’obbligo chiederti dei tuoi stilisti preferiti ed in che misura hanno influenzato le tue creazioni...

Sono diversi gli stilisti che apprezzo e seguo con ammirazione e in qualche modo sicuramente influenzano il mio stile tra cui Jhon Varvatos, Philip Plein, Armani, Fendi.

Kenzo ha recentemente presentato una collezione per il brand H&M. Cosa ne pensi?

Ben vengano le collaborazioni per grandi marchi anche se diversi stilisticamente, aiutano a mettersi in discussione e ad avere nuovi stimoli creativi.

Le grandi firme sono per pochi e spesso, i comuni mortali amanti della griffe, ricorrono agli outlet. Quanto è importante l’apparire?

L'attenzione alla "Griffe" è più uno status della mentalità dell'italiano medio, all'estero si appare per l'innovazione. Apparire per me significa stare bene con se stessi e non indossare un capo griffato, questo è quello che l'uomo NAT percepisce entrando nello mio store.

Sara Grillo

www.nataliarinaldi.it 

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