Gatsby Cafè, Tanto Rumore Per Nulla

Gatsby Cafè, Tanto Rumore Per Nulla

L'inaugurazione del nuovo bistrot a piazza Vittorio lascia qualche dubbio sui buoni propositi degli ideatori

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Solita folla di curiosi per la first night del Gatsby Cafè che ha aperto i battenti sotto i portici di quella che rappresenta uno degli esempi più cosmopoliti della città di Roma considerata la presenza del mercato etnico e della grande affluenza di stranieri per la maggior parte cinesi che qui hanno stabilito la roccaforte dei loro affari.

Ma, spesso, integrazione non significa facile convivenza per cui tanti sono i commercianti locali che hanno dovuto chiudere le loro attività così come molti sono gli storici residenti che vendono le loro case.

Così succede che un gruppo di amici decide di investire su un locale per far tornare a vivere piazza Vittorio progettando una caffetteria in quella che fu la cappelleria Venturini frequentata all'inizio del Novecento da tante teste coronate.

E come da anni sta tentando Mas,  ovvero gli storici Magazzini dello Statuto, i proprietari della struttura hanno  resistito fino all’ultimo, poi hanno accettato la resa anche in considerazione che il punto di ritrovo ha recuperato buona parte degli arredi della  cappelleria oltre a continuare anche la vendita di copricapi firmati.

Solo che, almeno dall'esterno, il risultato del Gatsby Cafè è sembrato un pò ibrido considerata la vecchia insegna sbiadita che non ha dato alcun tocco di originalità e qualche cappello sparso nelle vecchie vetrine. Il tutto immerso in colori e luci che non regalano alcun risalto ai portici umbertini della piazza.

Impossibilità piena di valutare il resto della struttura invasi dalla fiumana umana alla conquista di un bicchiere di plastica con  due dita di cocktail offerto. Intanto, camerieri improvvisati buttafuori hanno cercato di gestire la fila esterna dando però subito accesso a quei pochi amici degli amici.

Così quello che si presentava come un evento si è trasformato nel malcontento di tanta gente che si è chiesta il perché di tanta pubblicità se poi si era lasciati fuori. Un'apertura più razionale avrebbe  fatto apprezzare di più la struttura e certo avrebbe valorizzato i buoni propositi di riportare i romani a riappropriarsi della storica piazza che forse per risorgere ha bisogno anche di una mano dall'alto.

Non a caso mentre il Gatsby Cafè cercava di accogliere folla nel suo grembo, i portici di piazza Vittorio continuavano la loro vita fatta di bancarelle, cianfrusaglie varie, extracomunitari che litigavano per una bottiglia e che già pensavano che tutta quella gente avrebbe potuto compromettere il loro sonno nello spazio dove dormono ogni notte.

                                                                                            Rosario Schibeci 

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