Roma Viktoria Plzen Europa League

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LUCI ED OMBRE

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Roma: Alisson; Peres, Rudiger, Fazio, Emerson; Paredes, Strootman; Salah, Nainggolan, Iturbe; Dzeko.

Viktoria Plzen: Kozacik; Mateju, Hejda, Limbersky; Kopic, Hromada, Hrosovosky, Kovarik; Petrzela, Krmencik. Zeman.



La Roma ed i suoi buchi.

Vince con un comodo 4-1, una Roma che prende allegramente la partita contro il Viktoria Plzen nel primo tempo e si sveglia 45 minuti dopo con i fantasmi di un'Atalanta che ha avuto la meglio sui giallorossi meno di una settimana fa.

Buchi, quasi voragini come quelle che invadono le strade di Roma da anni, la fascia destra sembra un'autostrada, una prateria a disposizione degli avversari che, per nostra fortuna, conoscono poco le basi del calcio e spesso si trovano in difficoltà nel gestire il pallone in assoluta libertà. Buona la prova di Allison, piccola svista,(che poteva trasformarsi in tragedia), sul gol di Zeman, ma immenso miracolo al 79' dove para (quasi per caso a dir la verità...) una palla gol di Bakos pericolosissima, smorzandola prima da seduto e assicurandola poi subito dopo. La vita invece si dimostra sempre più dura per Iturbe, ci prova, si impegna, ma niente il musetto imbronciato non lo molla e di conseguenza la frustrazione per una gara, l'ennesima sottotono, la fa da padrone, conquista qualche punizione, prova un assist disastroso e tira fuori poca personalità, esce sul 2-1 ma la prova di Perotti subentratogli al 63', ne offusca completamente la presenza: altro passo, altro piglio ed altro senso del gol, un centro il suo che può tranquillamente essere indicizzato negli annuari dei più bei gol del 2016, una realizzazione che, volendola replicare, nemmeno con una sessione continua di 24 ore gli riuscirebbe nuovamente. Parliamo di tutto, ma il talento di Sabatini nello scovare questi gioielli ci mancherà parecchio. Spalletti insiste: 4-2-3-1 con Dzeko prima punta,Iturbe e Salah in supporto e un altalenante Nainggolan avanzato, a centrocampo un'insolita accoppiata con Paredes, al posto di De Rossi e Strootman, mentre in difesa Palmieri, Fazio, Rudiger e Bruno Peres, ora, io capisco che pur di rinunciare a Juan Jesus si crei una formazione innovativa, ma non è detto che un Bruno Peres sia la soluzione azzecata, si starà ragionando per tentativi ed errori, ma la prova del brasiliano lascia più di un dubbio, permette le incursioni avversarie senza sentirsi troppo in colpa, si rende protagonista negativo dell'unico gol avversario e non contento continua a lasciare la porta scoperta, anche se, c'è da dirlo, la sua avanzata crea un certo fervore, forse a riconsiderare la sua posizione in campo...altrimenti a fine campionato lo staff si giocherà i nomi di Peres e Jesus a pari e dispari!!! Per un brasiliano distratto, troviamo un tedesco che ragiona, Rudiger ci fa capire che è tornato, rimette in campo fisicità e grinta, è suo il cross per uno dei gol di Dzeko, pulisce l'area e l'idea di vederlo così in forma vicino a Manolas stuzzica diverse fantasie di rivalsa, mea culpa,ancora una volta, sulla scarsa fiducia concessagli nel passato 2015. Le piccole spine che pungono sotto i piedi sono quelle che sento quando guardo la prestazione di Strootman, spiace vederlo ancora fuori ritmo, un meccanismo arrugginito che fatica a muoversi con fluidità, tempo ed impegno, il ghigno non è ancora quello dei tempi che furono...non ancora..ma tornerà... mentre chi scalpita e sembra dare una buona impressione di sé è Emerson Palmieri, altro buon acquisto che merita un periodo più lungo di rodaggio.

I primi dieci minuti fanno da apripista, le due squadre si studiano e le occasioni si equivalgono, all'11' Dzeko parte dal fondo, sterzata improvvisa e colpo di sinistro direttamente in porta, 1-0, alla Roma sembra tutto facile, così come a Dzeko che pecca di troppa sicurezza al 13', dove, con un tiro fin troppo prevedibile, spera di beffare Kozacik, mangiandosi l'occasione del raddoppio. La sicurezza per una partita cominciata con il piede giusto si ripercuote anche sui compagni, prima Salah, forse fin troppo appagato dalle passate prestazioni, offre una performance noiosa e sottotono, poco appeal e rendimento sottoporta che abbassa una media altissima, poi con Iturbe e Dzeko. Chi troppo vuole...e al 18' è un nome che picchia forte sui ricordi: Zeman, da una ripartenza ceca, il cross di Kovarik proprio sulla sua testa segna il pareggio degli avversari 1-1 ,che sa di beffa, gol di un giocatore che risulterà essere il migliore tra gli avversari. I padroni di casa si perdono un attimo in brutti ricordi, ma cercano comunque di rimanere lucidi nonostante i cechi riescano a mantenere un buon possesso di palla. Al 20' Iturbe si fa sfuggire un ottimo passaggio di Rudiger, poi Nainggolan serve per Salah che d'istinto tira, ma è Kozacik a deluderlo e qualche minuto dopo è il guardalinee a fermare la corsa dell'egiziano, solo davanti al portiere, per un fuorigioco inesistente. Un batti e ribatti tra l'egiziano e la porta avversaria, l'ultima respinta dal palo che termina con le squadre negli spogliatoi sul risultato di 1-1.

Spalletti bacchetta e la Roma risponde, al 3' con Peres che di sinistro cerca la realizzazione, potente ma troppo centrale, poi al 5' è la punizione di Paredes a stamparsi sulla traversa. Il secondo tempo è un vero e proprio assedio in area avversaria, i cechi reagiscono e cercano di gestire il campo, i giocatori di Spa lletti trovano una certa resistenza più fastidiosa che prepotente, alla fine gli argini si aprono e la Roma straripa, certo, lo dico sempre, l'avversario con poca esperienza alla fine cede ma la Roma comunque rischia grosso e se non crea un margine alto di realizzazione potrebbe cadere in fallo. 61' sul cronometro, cross di Rudiger e stacco del bosniaco che di testa insacca la porta 2-1, la squadra avversaria si vuole coprire e comincia con i cambi, dentro Duris e fuori Kopic, proprio il nuovo entrato prova la realizzazione dai 20 metri, ma la palla va alta, la squadra di casa tenta di ricompattarsi ed al 76' con un contropiede furbissimo Nainggolan cerca Salah che calcia di potenza al lato della porta, la Roma pressa e si scopre lasciando campo libero a Bakos che prova la realizzazione, Allison para in due tempi. Al 79' prodezza di Perotti che prova con una rabona una parabola imprevedibile, 3-1 e risultato meritato, la partita volge al termine, ma non prima di vedere la tripletta di Dzeko: Perotti dalla sinistra mette in mezzo per Dzeko che insacca di sinistro 4-1 ed una festa per il passaggio anticipato del turno. Bella ma non troppo, diversi lati oscuri celati da un avversario prevedibile e rinunciatario. Le difficoltà restano, come la certezza di aver ritrovato un attaccante puro.


Laura Tarani

Foto : fonte As Roma


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