Edy Angelillo

Tendo a legarmi ad ogni personaggio che interpreto…te lo porti addosso per un bel po’

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Due coppie di genitori molto preoccupati. Una cena inevitabile. Due figli felici.  Una tensione incontrollabile. Una parola inaccettabile: omosessualità Quando i giovani hanno tutto da insegnare e niente da imparare dagli adulti.

Da oggi fino all’11 dicembre al Teatro Marconi sarà in scena L’amore migliora la vita, commedia scritta e diretta da Angelo Longoni. Interpreti della commedia Ettore Bassi, Edy Angelillo, Giorgio Borghetti ed Eleonora Ivone.

Nostra gradita ospite è Edy Angelillo.

Il suo esordio avviene grazie al film Rataplan di Maurizio Nichetti per poi continuare con film di successo come In viaggio con papà per la regia di Alberto Sordi, Madonna che silenzio c’è stasera in cui recita accanto a Francesco Nuti, fino a La bruttina stagionata che le vale la candidatura come miglior attrice non protagonista al David di Donatello. Ma il suo percorso non si limita ai film e nel 1984 approda anche al Festival di Sanremo affiancando Pippo Baudo nella presentazione. Negli anni a seguire tante fiction, da Un medico in famiglia a Il veterinario e Cugino&cugino.

Ma lasciamo sia lei a raccontarci de L’amore migliora la vita e della sua carriera!

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Edy, parliamo di Anna un personaggio a suo modo forse anche bizzarro…

Anna è un personaggio che adoro perché come attrice mi dà la possibilità di interpretare una donna che è distante da me anni luce..per fortuna! Ho cercato, nonostante la “pochezza, la stupidità, l’inconsistenza e la falsità” di Anna, di renderla divertente e “bizzarra” ed il risultato è umanamente tenero e divertente.

Cosa ci racconti invece dei tuoi compagni di viaggio, o meglio dei loro personaggi?

Parto da Giorgio Borghetti alias Marco, mio marito, un uomo rozzo, ignorante, maschilista che sa solo sgobbare, non sa parlare d’amore ma almeno è coerente col suo mondo che è di un livello piuttosto basso.

Ettore Bassi interpreta Franco, il musicista cinico, pieno di sé, radical chic. Eleonora Ivone è Silvia, la moglie di Franco, una giornalista di riviste femminili fintamente all’avanguardia, saputella ma frustrata da un marito freddo che la fa sentire sempre inadeguata. Nonostante appartengano a diversi strati sociali, li accomuna la totale incapacità di capire i propri figli e loro stessi.

In questa commedia viene affrontato il tema dell’omosessualità e della sua accettazione. E’ un argomento ancora tabù?

Tabù probabilmente è eccessivo come termine, ma credo che i luoghi comuni, la non accettazione e l’ignoranza facciano da padroni nella maggior parte delle famiglie.

L’amore migliora la vita e l’accettazione di se stessi è la più grande forma d’amore. Da mamma come affronti le problematiche adolescenziali?

Da mamma cerco di mettere in pratica quello che in teoria trovo giusto, l’essenza dell’amore al di là del sesso della persona, l’accettazione e via dicendo, ma trattandosi del “mestiere” più difficile del mondo, probabilmente ho fatto e farò sbagli con mio figlio ma sempre in buona fede come credo la maggior parte dei genitori, vedendo comunque i risultati con mio figlio che ha sedici anni, posso ritenermi una buona madre visto il figlio meraviglioso che ho! Ogni scarrafone è bello a mamma sua!!

La tua carriera è costellata di importanti collaborazioni cito uno per tutti Maurizio Nichetti, qual è il cameo che vorresti aggiungere?

Sono stata molto fortunata nella mia carriera, ho debuttato al Teatro Sistina con Pietro Garinei, Trovajoli e il grande Gino Bramieri, in televisione con Pippo Baudo, al cinema ho lavorato con Sordi, Verdone, Nuti etc..ognuno a modo suo compreso Nichetti ha contribuito al mio essere attrice.

A proposito di Nichetti, possiamo dire sia stato il tuo pigmalione? Che ricordo hai dell’esperienza in Rataplan?

L’esperienza con Nichetti è stata particolare in quanto si trattava del mio primo film, non ero ancora maggiorenne, studiavo privatamente recitazione, danza, mimo, canto, dizione...non c’erano tutte le scuole che ci sono adesso. Feci un provino e fui presa, fu divertente come esperienza ma visto il budget ridottissimo nessuno di noi si immaginava quello che sarebbe diventato Ratataplan, il successo fu enorme, inaspettato e ovviamente graditissimo.

Hai coperto ruoli diversi spaziando tra teatro, fiction e film. C’è un personaggio a cui sei particolarmente legata?

Tendo a legarmi ad ogni personaggio che interpreto teatralmente parlando perché c’è un bel lavoro dietro e te lo porti addosso per un bel po’…diciamo che nelle fiction il personaggio è più “spezzettato” emotivamente parlando, proprio per un approccio diverso, ma sarò sempre legata all’Irene del Medico in Famiglia per la popolarità che mi ha portato o alla Soraya di “In viaggio con papà”

Quanto conta l’apparire, l’uniformarsi ai cliché del momento per chi lavora nel mondo dello spettacolo?

Fondamentale direi..purtroppo. Io non so ancora come riesca a lavorare e fare quello che mi piace dopo tanti anni, essendo totalmente fuori dai giri giusti, dal gossip, dalla televisione, dai protettori, dalle copertine dei giornali e chi più ne ha più ne metta!

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Hai sempre voluto fare l’attrice o c’è stata una sorta di sliding doors che ti ha portato a vivere questa brillante carriera?

L’ho sempre voluta fare ed è la mia grande vittoria! Vivere della propria passione è un privilegio.

Edy fino al giorno 11 sarai in scena al Teatro Marconi, vuoi approfittare di questa pagina per invitare i nostri lettori?

Certo, “ L’amore migliora la vita” è un testo importante che parla di tutti noi, dell’ipocrisia, delle piccole meschinità familiari, dell’amicizia, dell’amore, dei figli, del matrimonio, della vita, una commedia divertente esilarante scritta e diretta in maniera impeccabile da Angelo Longoni, chi se lo perde..fa un peccato!

 Sara Grillo

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