Giuseppe Ricca

Giuseppe Ricca

La bici mi ha insegnato la giusta determinazione ed impegno essenziali nel mio percorso da musicista.

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E’ disponibile in digital download da qualche settimana, Luci e ombre l’album di esordio di Giuseppe Ricca. L’album è contiene 12 tracce che sono un vero e proprio viaggio interiore come racconta il cantautore siciliano.

Giuseppe Ricca, classe 1981, si è formato al Conservatorio Vincenzo Bellini di Catania. e si è dedicato al cantautorato ponendo la sua attenzione verso la musica d’oltreoceano ma senza mai allontanarsi dalla realtà della sua terra. Ad anticipare il disco, il singolo Pagina 1, che “incarna il compromesso dell'uomo dinnanzi alla scelta. La scelta che implica lo smarrimento in un ‘non luogo’ proprio come un ‘segnalibro che ha perso la sua pagina’. Immagini volutamente scomode e senza filtro accompagnano la vita della protagonista, in un contesto dove la bellezza non conosce stereotipi”.

Ma lasciamo che sia Giuseppe a raccontarci un po’ di sé e del suo lavoro!

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Giuseppe iniziamo con una curiosità. Dalla tua biografia leggo che ti sei dedicato al ciclismo, hai lasciato per la musica?

No, è stata una scelta che ha chiuso un percorso importante della mia vita. Col tempo posso dire che è stato il ciclismo a lasciare qualcosa alla musica. La bici mi ha insegnato la giusta determinazione ed impegno essenziali nel mio percorso da musicista.

Sei laureato in mediazione linguistico-culturale ed hai incentrato la tua tesi sulla “canzone di protesta”. Prendendo in prestito una canzone di Max Gazzè ti chiedo: una musica può fare?….

La musica è uno stato emotivo e come tale può far battere i cuori, far riflettere e sensibilizzare le persone. Se è vero che dalle emozioni scaturisce sempre un pensiero allora “una musica può fare”... basta amplificarla a dovere!

Quali artisti hanno accompagnato il tuo percorso artistico e cosa ascolti oggi?

I miei primi ascolti sono i cantautori italiani che i miei ascoltavano in casa come Dalla, Battisti, De André, ma anche artisti internazionali come i Beatles, Joe Cocker, Little Richard. Da adolescente ascoltavo i Queen, Deep Purple, Tears for Fears, Guns’n Roses. Oggi ho una curiosità diversa, ascolto tutto quello che vale la pena ascoltare e ogni tanto mi soffermo sui grandi artisti che conosco poco. Alcuni concerti per me sono stati vere e proprie “esperienze di vita” come quelli di Tom Waits, Bruce Springsteen e Sting. Il mio grande rimpianto è non essere riuscito a vedere David Bowie.

Veniamo al disco Luci e Ombre. Quanto tempo hai impiegato per sentirlo un disco completo, pronto da essere immesso sul mercato discografico?

Ho lavorato tanto e duramente per realizzarlo, sempre mosso dalla voglia di dire qualcosa e dirla a qualcuno. Non sempre però il concetto di “completo” si sposa con le esigenze attuali della discografia. Ho cercato di fare del mio meglio rispettando il mio lavoro e la mia personalità artistica. Per me è questo che conta.

Un cantautore mette sempre un po’ di sé in ciò che scrive, qual è il brano che ti rispecchia di più e per quale motivo?

In ognuno di essi c’è una storia, un ricordo ma anche una riflessione che mi appartengono. Trovo impossibile indicarne uno.

Vivere di musica è tutt'altro che semplice. Quanto è importante la tenacia?

La tenacia è uno degli ingredienti fondamentali, ma non basta da sola. Viviamo in un periodo storico dove è difficile trovare certezze nel lavoro, non solo in quello artistico. La regola è quella di ascoltarsi sempre e lavorare costantemente senza lasciare nulla per scontato. Con la giusta dose di tenacia e anche di fortuna le cose accadono.

I passaggi radiofonici sono fondamentali ma la presenza di emergenti sui network è pressoché pari a zero. L’alternativa sono le piattaforme digitali?

I network sono fondamentali per farsi conoscere e far ascoltare la propria musica, ma rimangono sempre un punto di partenza, seppur utile intendiamoci. Poter condividere la propria musica non equivale ad essere ascoltati. Il web è saturo di progetti musicali ed artisti affermati. L’unica alternativa rimane sempre il live, a contatto con il pubblico. E’ in quel momento che prende vita tutto. Tanti live davanti a più gente possibile.. come è sempre stato!

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Ha fatto discutere il Nobel assegnato a Bob Dylan ed ha recentemente fatto sapere che non potrà ritirare il premio per dei precedenti impegni. Che idea hai di questa vicenda, non ritieni stia peccando un po’ di presunzione? Cosa ne pensi?

Trovo straordinario che a Bob Dylan sia stato assegnato il premio Nobel. Forse più che presunzione ci starà scrivendo una storia che pochi possono raccontare...

Hai una prima pagina a disposizione. Cosa ci scriveresti?

Pagina 1

Giuseppe vuoi anticiparci qualche data per poterti ascoltare live?

Inizieremo a gennaio. Sul mio sito e pagina Facebook verranno comunicate a breve le prossime date. I link per seguirmi sono https://www.facebook.com/giuseppericcapage e il mio sito web www.giuseppericca.it

Sara Grillo 

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