Valeria Luzi

Ho lottato duramente per trasformare le mie passioni nel mio lavoro

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Ho impiegato tanto tempo per capire chi sono e la strada è ancora lunga. Per quanto riguarda il lavoro, sono scrittrice, editor, sceneggiatrice e blogger. Questo si legge sul blog di Valeria Luzi (La Scrittora). E per conoscere ancora meglio la donna, la scrittrice (autrice di “Ti odio con tutto il cuore” e “Mi manchi troppo per dimenticarti”) e la blogger, Valeria ha risposto ad alcune domande per noi che riguardano la sua vita, la professione, le passioni e anche alcuni argomenti di attualità.

Iniziamo parlando del suo blog. Di cosa parla, come l'ha concepito e a quale tipo di lettore si rivolge?

Ho costruito il mio sito nel 2009, in concomitanza con l’uscita del mio primo libro, e non era concepito come un blog, ma solo come un biglietto da visita come scrittrice. Poi nel 2012 l’ho ristrutturato, impostandolo come blog e scrivendo alcuni post, ma all’epoca la costanza non era il mio forte e dopo poco ho mollato, preferendo esprimere i miei pensieri attraverso un social network come Facebook, oltre che nei miei libri. Ora invece sento l’esigenza di avere entrambe, una forte pagina Facebook “Valeria Luzi La Scrittora” collegata al mio account personale e anche un sito dove pubblicare le mie riflessioni, recensioni, oltre che presentare i miei servizi editoriali.

Leggendo il blog ho notato che l'ha definito "uno spazio che somiglia alla nuova Valeria" in che senso? E soprattutto com’è cambiata Valeria e com'era Valeria prima di oggi?

Come ho spiegato nella domanda precedente, nel corso degli anni le mie esigenze sono cambiate, io stessa sono maturata come donna e come scrittrice. Quindi il mio sito, da semplice vetrina, si è naturalmente evoluto in blog e video blog, incentrato non solo sui miei libri, ma su tutte le mie passioni, dalla narrativa, al cinema, al viaggio. Adesso è un sito completo che somiglia maggiormente alla donna completa che mi sento, dopo anni di psicoterapia e crescita personale.

Nella biografia che ha inserito nel blog racconta che da piccola voleva essere come Lorella Cuccarini: come mai? Ha esaudito questo desiderio?

Ci sono riuscita, anche se in modo diverso. Perché in realtà, non volevo fare il lavoro della Cuccarini, cioè ballerina, presentatrice, attrice. La bambina insicura e grassottella che ero da piccola sognava di diventare bella, femminile e amata come lei. E grazie a numerosi sacrifici, a tanto lavoro su me stessa e determinazione, per fortuna ci sono riuscita.

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Ha vissuto a Londra, New York e Barcellona. Queste tre città così diverse che cosa le hanno lasciato a livello personale e anche professionale?

Porterò sempre nel cuore ognuna di queste città che mi hanno arricchito e reso la persona che sono oggi, ma di certo quella che ha maggiormente segnato il mio passato è la Grande Mela, in cui avevo sempre sognato di trascorrere un periodo della mia vita. Certe volte scherzando dico che ho fatto il militare a New York, perché proprio come dice la celebre canzone di Liza Minnelli: “Se ce la fai là, ce la fai ovunque”. Infatti, grazie all’anno trascorso negli Stati Uniti, ho trovato la forza per scrivere e pubblicare il mio primo libro.

A proposito di New York, passiamo ai suoi libri. Cosa c'è di lei nelle storie che ha raccontato in "Ti odio con tutto il cuore" o "Mi manchi troppo per dimenticarti"?

In ogni mio libro, come in ogni personaggio, c’è qualcosa di me. In ogni storia che racconto, si cela una storia che ho vissuto o che avrei voluto vivere. Per me la scrittura è sempre stato il modo per vivere tante vite ed essere tante persone diverse. Quando scrivo mescolo insieme tutte le storie che ho vissuto, letto, visto o che mi hanno raccontato, per dare alla luce una creazione originale.

Quando scrive dove trova l'ispirazione e se può racconti anche come si approccia al suo lavoro.

Prima di essere una scrittrice sono una forte lettrice e, quando mi metto a scrivere cerco di raccontare una storia che mi piacerebbe leggere, oltre che vivere. Perché è questa, secondo me, la parte più importante del mio lavoro, L’importante non è firmare con una casa editrice, vendere tante copie, andare in TV o guadagnare tanti soldi. Il mio obiettivo primario è: raccontare una storia.

In un'altra intervista ha parlato del suo rapporto con la religione. Cosa si sente di dire in merito, visto che viene da una famiglia religiosa?

Ora ho fatto pace con la religione, ma ci sono stati anni in cui un po’ per rigetto, un po’ per presunzione intellettuale, credevo che Dio fosse come Babbo Natale. Per la serie: sarebbe bello che esistesse, ma purtroppo siamo soli. Riconciliandomi con me stessa e con il mio passato, grazie alla psicoterapia, sono riuscita a riconsiderare la religione ed ora la vivo con serenità, senza sensi di colpa o imposizioni. Ho capito che la cosa fondamentale è l’amore, non la meccanica osservanza delle regole.

Restando in tema: ha scritto un libro dal titolo "Ma che ci faccio a Medjugorie" si può dire che si tratta di un bel cambiamento rispetto agli altri suoi lavori editoriali? Cosa l'ha portata a scrivere questo testo?

Volevo raccontare un’altra parte di me. Oltre alla Valeria ironica ed irriverente c’era di più e volevo mostrare anche il mio lato più intimista e profondo, sempre con un velo di ironia, ovviamente. “Ma che ci faccio a Medjugorjie?” è un reportage di viaggio in cui racconto il pellegrinaggio, che ho svolto con mio padre nel 2011 nel famoso paese bosniaco, in cui da oltre trent’anni appare la Madonna. È stato un viaggio di fede, in cui più che riconciliarmi con il Padre eterno, ho fatto pace con il mio padre terreno e forse con una parte di me stessa.

Che ne pensa della situazione attuale nel mondo dell'editoria? Soprattutto con il sopraggiungere dell'editoria digitale con e-book e lettura digitale? Secondo lei questo alla fine farà scomparire del tutto la carta stampata?

Sono abbastanza sicura che la carta stampata non scomparirà mai, magari subirà una forte diminuzione, ma ci sarà sempre. Per quanto riguarda il digitale, in Italia il mercato degli ebook ha raggiunto il 10% del totale, mentre negli Stati Uniti il 25%. Qualche anno fa dicevano che ci sarebbe stato il sorpasso, invece i numeri non decollano. Personalmente credo che l’editoria digitale sia stata una svolta, perché con gli stessi soldi che spendevo prima per i libri, ora riesco a leggerne il triplo e con molta più facilità nei dispositivi elettronici. Anche la mia carriera è stata molto avvantaggiata dall’editoria digitale perché la prima edizione di “Ti odio con tutto il cuore” è stata pubblicata in versione ebook e, solo dopo aver raggiunto un grande successo, mi è stato proposto un contratto con la Newton Compton per il cartaceo. Quindi, in conclusione, credo che il self publishing sia molto utile agli scrittori emergenti e a lettori compulsivi come me.

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In quanto blogger, le chiedo un'opinione prima sulla vittoria di Trump alle elezioni presidenziali in America e alla conseguente sconfitta, quasi a sorpresa della Clinton.

Di solito non mi esprimo sulla politica, ma per quanto riguarda le elezioni presidenziali credo che siano il risultato del malcontento generale, di chi crede che un potere più forte possa migliorare le cose. Non so quanto questo sarà possibile, lo spero, ma la storia insegna che nulla di buono viene dall’ignoranza e dalla forza.

E poi un'opinione riguardo al Referendum del 4 dicembre.

Credo che una riforma sia necessaria, ma non quella che è stata proposta nel referendum del 4 dicembre, nel quale infatti ha prevalso il no. La gente vuole cambiare, ma verso il meglio, e soprattutto non vuole essere presa in giro con promesse fatte apposta per accaparrarsi qualche voto. Credo che adesso la cosa più importante sia andare il prima possibile al voto per assicurare all’Italia un governo scelto dai cittadini.

Le chiedo anche un pensiero sul terremoto che ha scosso l'Italia qualche tempo fa, oltre a quelli precedenti da Amatrice, L'Aquila, l'Emilia. Secondo lei si tende a dimenticare facilmente quanto accade? Qual è la sua opinione in merito a queste tragedie che hanno sconvolto il paese, ma che ci vedono sempre allo stesso punto di partenza?

Sono molto addolorata per le vittime dei terremoti, soprattutto perché erano tragedie evitabili, con dei lavori di prevenzione a livello architettonico e strutturale. L’Italia è un Paese altamente sismico, quindi ogni edificio dovrebbe essere antisismico, con tanto di libretto e assicurazione obbligatoria, proprio come le automobili, la popolazione dovrebbe essere addestrata a reagire nel modo corretto agli eventi sismici, così da non soccombere alla furia della Natura. L’Italia possiede un terzo del patrimonio artistico mondiale, quindi credo che tutto il mondo dovrebbe provvedere economicamente a mettere in sicurezza i nostri monumenti. Mi auguro che prima o poi il nostro Paese possa avere un governo onesto che provveda a risolvere i numerosi e incancreniti problemi che ci affliggono.

Ritornando al suo lavoro: quanto è ed è stato difficile affermarsi nel mondo dell'editoria, per diventare una scrittrice e trovare qualcuno disposto a darle fiducia pubblicando i suoi lavori?

Paradossalmente la parte più complicata è stata lottare con me stessa. Nel momento in cui ho trovato il coraggio di scrivere e di realizzare il mio sogno, la strada è stata impervia ma non impossibile. Ogni anno, solo l’un per cento dei libri pubblicati supera le diecimila copie di venduto e riuscire a rientrare in questa microscopica percentuale è stato davvero un bel traguardo, frutto di determinazione, studio, costanza e anche un pizzico di fortuna, che non guasta mai.

Preferisce farsi chiamare "Scrittora" e non scrittrice (anche se posso immaginare la spiegazione) mi piacerebbe conoscere la sua...

Il mio primo editor nel 2009, cominciò a chiamarmi Scrittora, per scherzo e questo appellativo mi è subito piaciuto per la sua originalità e anche forse perché ho sempre avuto dentro di me una parte maschile molto spiccata, quindi Scrittora è la perfetta unione tra la mia parte femminile e il suo alter ego maschile.

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L'ultima domanda è su Valeria, quali sono le sue passioni e i suoi progetti futuri?

Ho lottato duramente per trasformare le mie passioni nel mio lavoro, quindi le mie passioni coincidono con i miei progetti futuri. Voglio continuare sempre a scrivere e a pubblicare, infatti nel 2017 uscirà il mio prossimo romanzo, questa volta autobiografico, dal titolo provvisorio “Sull’orlo della felicità”. Voglio continuare a curare il mio blog attraverso video e recensioni. Di certo continuerò ad aiutare gli aspiranti scrittori e proseguirà anche il mio impegno nel cinema, grazie alla realizzazione del mio primo lungometraggio come sceneggiatrice. Ma questo è ancora top secret.

Grazie a Valeria Luzi per l’intervista

Sabrina Redi

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