Francesco Capuano

Francesco Capuano

Il giovane cantante già protagonista nel panorama emergente nazionale e londinese si racconta  in attesa della conferma della sua candidatura come concorrente di “X-Factor”

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Da Napoli a Londra piccoli artisti crescono cercando di realizzare il sogno di cantare come un’esigenza che viene direttamente dal cuore. Proprio come Francesco Capuano, classe 1994, che già da dieci anni sta perfezionando la sua passione con l’insegnamento di ottimi maestri del panorama musicale nazionale. A fargli da vocal coach c’è stata, infatti, Sabrina Guida, corista di innumerevoli artisti tra cui Loredana Bertè, Zucchero, Renato Zero. E poi Tommy Esposito, percussionista del Giardino dei Semplici, per poi vincere  un concorso canoro diretto da Gigi D’Alessio che gli ha permesso di esibirsi con lui al Palamazzola di Taranto. Un ottimo riscontro per Francesco Capuano anche per la sua partecipazione  in varie puntate del programma “Festa Italiana" condotto da Caterina Balivo su Rai 1 nella rubrica giovani talenti e la qualifica come finalista nel concorso nazionale Open Mic UK proprio nella capitale inglese. In attesa della convocazione a “X-Factor” dove ha proposto la sua candidatura, abbiamo incontrato il giovane cantante che ci ha raccontato tutti i suoi sforzi per raggiungere l’ambito traguardo.


Caro Francesco, hai avuto maestri abbastanza noti, quale pensi ti possa rappresentare di più…


Credo che ogni persona con la quale collaboro possa insegnarmi qualcosa.
Sabrina Guida è una grandissima professionista, che mi ha aiutato a sviluppare la mia tecnica, guidando la mia voce verso nuovi orizzonti musicali. Tommy Esposito, invece, è un artista tenace, che mi ha trasmesso tanta devozione, senso di responsabilità e passione per questo lavoro.Penso che entrambi possano rappresentare diverse parti del mio essere.

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Come è stata la tua esperienza televisiva a “Festa Italiana”…


Durante quel percorso, sono stato affiancato da tantissime persone che sicuramente hanno contribuito a alla mia crescita artistica e personale. E’ stata la mia prima esperienza televisiva, dove ho avuto il piacere di conoscere tanti artisti del panorama musicale italiano. Con Caterina Balivo ho avuto subito un ottimo rapporto e da grande professionista quale è, mi ha dato tantissimi consigli dicendomi spesso “sii te stesso ed andrà tutto bene!”


Ci dici tre buoni motivi perché il pubblico dovrebbe seguirti…


Preferirei che il pubblico stesso trovasse dei buoni motivi per seguirmi…   io semplicemente affido alle emozioni e ai sentimenti che cerco di trasmettere durante le mie esibizioni, il compito di mostrare ciò che sono.


Non ti spaventa il fatto di volere sfondare in un mondo dove oltre agli innumerevoli pretendenti ci sono già tanti mostri sacri…


Innanzitutto c’è tanto da imparare e da attingere dai mostri sacri della musica italiana, ma infondo ognuno ha la sua diversità, il suo messaggio, e identità. La musica è rinnovamento, un luogo in cui non esiste né tempo e spazio, una forza infinita che credo debba essere alimentata da giovani artisti e sospinta dai mostri sacri.


Quanto è importante per un giovane artista raggiungere un proprio stile e identità…

Secondo il mio punto di vista ogni cantante deve avere una sua unicità, che gli permetta di distinguersi, di offrire qualcosa di diverso al pubblico, deve essere fedele a se stesso ai propri ideali in poche parole …deve essere vero!


Come è il tuo rapporto con la rete per pubblicizzare l’attività con cui ti vuoi realizzare…


Credo che la rete sia importantissima , quasi fondamentale per un artista che vuole emergere, ma personalmente preferisco il contatto con le persone, le esibizioni dal vivo, le sensazioni non sono le stesse dietro ad uno schermo.

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Meglio possedere un disco oppure usufruire della fruibilità gratuita che Internet mette a disposizione…


In questo caso bisogna trovare un equilibrio tra le due cose è sicuramente importante sostenere i propri artisti preferiti comprando dischi come lo è usufruire di un mezzo cosi ricco di risorse come internet.


Oltre che prepararti in Italia, stai affrontando anche l’esperienza londinese. Pensi che la piazza inglese possa essere più promettente…


Sono italiano, il mio cuore, il mio animo è intrinseco di amore per il mio paese, in Italia vorrei realizzare tante cose, ma Londra sta contribuendo alla mia formazione artistica, sono assetato di nuove scoperte, nuove cose da imparare e da offrire a chi mi ascolta. Sicuramente ci sono tante cose in ballo qui e progetti, ma il mio sogno più grande è di realizzarmi come artista nel mio paese.

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Quanto hanno influito le tue origini partenopee sulla tua formazione e ispirazione…


Tantissimo, ogni cosa che mi ha circondato, le storie ,i volti, la musical’ arte della mia bellissima Napoli hanno rappresentato e rappresentano le fondamenta di ciò che sono e di ciò che sarò.

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Quando un ragazzo come te che vuole fare il cantante deve smettere di sognare…


Essendo l’ amore il motore di tutto ciò che faccio, credo che un cantante debba smettere di sognare solo quando smette di amare ciò che fa!

                                                                                                            Rosario Schibeci

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