Bologna - Milan

Deulofeu e poi lo accoppia (con Pasalic)

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Bologna – Milan è la partita che va a chiudere un ciclo di recuperi che riporteranno tutte le squadre di Serie A allo stesso numero di partite disputate, ma soprattutto una chiamata al riscatto per le due squadre. Se i padroni di casa devono infatti riscattare la bruttissima sconfitta contro il Napoli per 7-1, infatti, la squadra di Montella deve mettere la parola fine ad un ciclo negativo dove ha fatto 1 solo punto in 4 partite.

Per farlo, l'aeroplanino si affida al modulo che abbiamo imparato a conoscere e conferma in attacco il contestatissimo Bacca, mentre in difesa fa debuttare dal primo minuto Vangioni. Donadoni risponde col rientro dal primo minuto dell’ex della partita: Simone Verdi, gioiellino cresciuto proprio nelle giovanili del Milan senza mai fare il salto di qualità per meritare una possibilità in una grande.

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Partono forte i rossoneri, che dopo 5 minuti hanno subito l’occasione di portarsi in vantaggio sfruttando un errore di Krafth in disimpegno, ma Deulofeu cerca egoisticamente un tiro difficile anziché passarla in mezzo e vanifica tutto. E’ il Milan dell’ultimo mese, quello aggressivo che prova a giocare nella metà campo avversaria, ma anche sprecone e facilmente perforabile in contropiede: al 13’ deve ringraziare la scelta sbagliata di Verdi che decide di andare al tiro anziché servire un compagno, sprecando una pericolosa situazione di 3 contro 2.

Chi non sembra proprio in serata, tanto per cambiare, è Bacca. Nel giro di venti minuti, si nota soltanto per l’impresa di riuscire a sbagliare tre passaggi semplicissimi uno di fila all’altro, in situazioni che avrebbero potuto essere favorevoli per la sua squadra. Sarà per questo o per un calo fisiologico, ma dopo 25 minuti c’è un improvviso calo di ritmo da parte del Milan che lascia l’iniziativa al Bologna ed è anche costretto a sostituire Romagnoli con Zapata per un infortunio muscolare.

Piove sul bagnato sulla difesa rossonera, che dopo cinque minuti perde anche Paletta, costretto al fallo da ammonizione per evitare che Dzemaili possa andare in porta ed espulso a causa del giallo ingenuo preso in precedenza per avere litigato a suon di spinte con Mbaye. Montella decide di non giocarsi subito il secondo cambio e fa bene: la sua squadra tiene botta fino alla fine del primo tempo e negli spogliatoi ci sarà tempo per riorganizzare le cose con calma.

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Alla fine la scelta è quella più “banale”: dentro un difensore, Gomez, per Locatelli e centrocampo ridotto a 2 interpreti per contenere e ripartire. Il peruviano si dimostra subito in palla, a differenza del suo compagno di reparto, quando al 54’ si va ad immolare per due volte sulle conclusioni di Destro e Dzemaili che avevano colpito a botta sicura del centro dell’area. Poco prima era stato ammonito Kucka per un fallo banale su Dzemaili a centrocampo, che però non gli è servito da lezione al punto da ripetersi pochi minuti dopo ed essere spedito dall’arbitro a fare compagnia a Paletta negli spogliatoi. La conseguenza è logica: fuori Bacca e dentro Poli.

A questo punto il Milan è totalmente rintanato nella sua metà campo, scarico mentalmente ed alla mercè di un Bologna che logicamente ci prova, inserendo una punta (Petkovic) al posto di un difensore (Gastaldello). L’occasione arriva praticamente subito: al 65’ Dzemaili serve Krejci al centro dell’area: il ceco va a botta sicura, ma viene murato da uno straordinario Donnarumma che tiene in piedi la sua squadra.

Nonostante la situazione ai limiti del tragico, calcisticamente parlando, nelle file dei rossoneri c’è un giocatore che non ne vuole proprio sapere di arrendersi: il suo nome è Deulofeu e nel giro di due minuti, tra il 69’ e il 70’ riesce da solo a seminare il panico nella metà campo bolognese. Prima si proietta in un contropiede fulminante, alla fine del quale serve Pasalic che si fa deviare la conclusione in angolo. Sulla bandierina si presenta lo spagnolo, che a sorpresa prova direttamente la conclusione e centra in pieno la traversa con Da Costa a guardare.

Ormai è un assalto rossoblu, che ci prova veramente in tutti i modi: prima con Destro, poi con Viviani, Verdi ed infine Petkovic, ma la mira è pessima e la palla non vuole saperne di entrare in alcun modo. La legge del calcio vuole però che ad ogni goal sbagliato ne arrivi uno subito e non fa eccezione nemmeno se si è in vantaggio di due uomini. Tanto per cambiare, l’azione comincia da Deulofeu sulla destra: lo spagnolo riceve un lancio lungo, difende il pallone, si beve un avversario girando su sè stesso e, con un tunnel, mette un pallone precisissimo al centro dell’area che premia l’inserimento di Pasalic, che da pochi metri non può sbagliare.

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La partita praticamente finisce qui, nonostante i cinque minuti di recupero. I giocatori del Bologna perdono di colpo tutta la verve agonistica, coi rossoneri che si difendono in 8 nella propria area chiudendo tutti gli spazi e Donadoni non può fare altro che disperarsi dalla panchina.

Gli emiliani perdono in una maniera che fa più male della goleada subita dal Napoli pochi giorni fa, mentre il Milan si gode tre punti maturati in maniera quasi folle, quando sembrava praticamente impossibile. E’ il classico risultato dal quale bisogna ripartire, perché la squadra si è dimostrata tale solo dal momento in cui s’è trovata a giocare in 9 ed è una cosa su cui Montella dovrà riflettere. Forse il suo Milan nell’ultimo mese si è specchiato un po’ troppo nei risultati positivi ottenuti a fine 2016: adesso deve ritrovare quell’umiltà che ne caratterizzava le vittorie del girone di andata.

Matteo Tencaioli

FOTO: AC MILAN

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