Roma Villarreal Europa League 2017

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A Carnevale, ogni scherzo vale...

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ROMA (3-4-2-1): Alisson; Manolas (45′ Ruediger), Vermaelen, Jesus; Bruno Peres, Paredes (84′ Fazio), De Rossi (76′ Nainggolan), Mario Rui; Perotti, El Shaarawy; Totti.
A disp. Szczesny, Lobont, Emerson, Gerson, Strootman, Salah, Dzeko
All. Luciano Spalletti

VILLARREAL (4-4-2): Fernandez; Rukavina, Álvaro, Bonera, José Angel; Cheryshev (73′ Bakambu), B. Soriano, Hernandez, R. Soriano (77′ Dos Santos); Soldado (66′ Lòpez), Borré.
A disp.  Barbosa, Ruiz, Costa, Castillejo
All. Fran Escribà 

Arbitro: sig. Felix Zwayer (Germania)

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A Carnevale ogni scherzo vale.

Potremmo riassumerla così la partita di questa sera, uno scherzo un po' pesante che il Mister ed i ragazzi ci hanno fatto in modo goliardico, a partire dalla formazione.

Spalletti opta per Totti; Mario Rui, Jesus e Vermaelen dal primo minuto, cercando di rispettare un certo turn over in vista delle prossime super sfide tra Coppe e Campionato, il risultato dell'andata, più che soddisfacente, lascia il Mister con una certa tranquillità e, come in altre occasioni, gli da la possibilità di vedere sul campo l'operato di alcuni elementi non ancora al top. La difesa viene sorretta dal trio Manolas, Vermaelen e Jesus, certo, supporre che in una stessa squadra ci fosse un elemento peggiore di Jesus era fortemente improbabile, ma, ovviamente siamo la Roma, nulla è impossibile per noi ed infatti il belga decide di regalare alla Roma subito un brivido, neanche 15 minuti e stoppa una pericolosa palla in area che Borrè coglie come un invito, l'attaccante non si lascia scappare l'occasione e spiazza Allison. 0-1, un risultato che ci va subito un po' di traverso vista la passeggiata di salute che tanto ci si aspettava, dopo l'andata. Fino a quel momento, siamo chiari, non è che la Roma abbia regalato forti emozioni, ma movimentare la serata concedendo un gol così ingenuo non ci è sembrata una mossa divertente. La Roma dicevamo, non ha brillato, anzi, non ha nemmeno acceso la luce, è rimasta immobile in mezzo al campo, lì a subire le variazioni sul tema di un Villarreal più convinto che arreso, quasi stupito da una Roma che tutto sommato neanche si è sforzata di prestare la minima resistenza, il modulo scelto da Spalletti viene più volte rivisitato, la difesa a tre è spesso rafforzata da un De Rossi più spiritato che attento, più annoiato che indispensabile, se all'andata l'unico gesto possibile sarebbe stato un inchino, stasera una smorfia contrariata riassume in pieno la prestazione del centrocampista. Allison in porta, rimane l'unico faro a dare speranza ad una partita condotta malissimo, dopo l'incidente del gol, su cui nulla può, salva la porta giallorossa in diverse altre occasioni, prima su Hernandez e poi su un tiro da fuori potentissimo di Soriano, salva in extremis un altro gol praticamente fatto sullo scadere.

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Anche Escribà prova a dare una sferzata alla formazione schierata all'andata, fuori Musacchio, Ruiz, Bakambu e Castillejo ma, nel suo caso, la musica sembra da subito diversa, tanto che la nuova formazione sorprende un po' l'immaginario giallorosso costringendo gli uomini di Spalletti a limitarsi ad un isolato tiro in porta in tutti i primi 45 minuti, ad opera di Totti che, però, manda alto un pallone sugli sviluppi di un calcio d'angolo, un condottiero lasciato solo a cercare di ricucire falle, o forse più voragini in un attacco che vede appannato il duo El Shaarawy /Perotti, il primo perennemente in ritardo su palle interessanti, il secondo perennemente assente e poco impegnato nelle azioni più semplici, la lunga assenza dal campo non sembra aver giovato all'argentino che pur nella prima parte del campionato aveva dato anima e corpo per la squadra risultando quasi imprescindibile al pari di Salah e Nainggolan. Anche la coppia Mario Rui/Juan Jesus, sulla sinistra, consente il libero passaggio degli avversari che, approfittando della poca sintonia, tengono sulle spine anche i massaggiatori in panchina, insomma la squadra lascia trapelare tutta la sua vulnerabilità, in tutti i reparti e, la faccia sconsolata di Spalletti parla e si interroga su un gruppo che anche nelle partite apparentemente più semplici non può proprio essere rimodellato. La riflessione è d'obbligo, in due mesi la squadra della Capitale si giocherà una fetta importante della stagione e già l'espulsione di Rudiger, ( ingenua, inopportuna, no, anzi, proprio inutile!), fa calare ombre e cattivi presagi su quello che potrebbe accadere in una formazione già orfana di un pezzo da novanta come Florenzi. Il sofferto primo tempo finisce tra i fischi di un Olimpico piuttosto deluso e amareggiato, va bene il ridimensionamento della formazione e delle aspettative, ma un gioco privo di sostanza è un lusso che la Roma non può permettersi.

Il parziale è ancora a favore dei giallorossi che rientrano in campo con la stessa noncuranza con cui erano usciti e ci pensa ancora Allison a scacciare la mala sorte con una parata che devia in angolo un tiro velenoso di Soriano. La panchina si scalda e dopo la sostituzione al 45' di Manolas con Rudiger, si pensa a come mettere una toppa e salvare la faccia. Il greco soffre di crisi d'identità, una personalità doppia, posseduta e liberata allo stesso tempo, un'altalena che non fa bene alla stabilità della difesa che, quando vengono a mancare le basi ,fa ballare tutto il meccanismo, stasera, è il caso di dirlo si salvano in due, quasi per ironia l'estremo difensore e, l'estremo attaccante ma c'è poco da sorridere se non, per la certezza, dopo il triplice fischio, di una qualificazione sicuramente meritata ma che impegnerà le notti dell'allenatore e del suo staff, quelle dei giocatori, beh, lo vedremo sul campo. Quasi allo scadere entra Nainggolan, il baricentro si alza ed anche le gambe prendono più sicurezza, una fiammata di Perotti e l'espulsione a nove minuti dalla fine di Rudiger che salterà gli ottavi. Maglie poco bagnate e ancora tanta umiltà. Domenica l'Inter, poi Lazio, Napoli e l'incognita ottavi, che, vista la fortuna, potrebbe riservare un sorteggio ostico e impegnativo.


Laura Tarani

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