Pippo Franco Brancaleone E La Sua Armata

Pippo Franco Brancaleone E La Sua Armata

La recensione dello spettacolo di Ilaria Battaglia

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Debutto ben riuscito quello del nostro Pippo Franco, che giovedì 2 marzo e fino al 19 al Salone Margherita, diretto da sé stesso e accompagnato dalla sua “ invincibile armata” ha intrapreso la sua personale messa in scena dell’esistenza dell’uomo di oggi, cosi diverso da quello di ieri, dell’Italia che non è più il bel Paese. Unfolding Roma presente alla prima romana de “Brancaleone e la sua armata”, ha assistito a una commedia riflessiva ove la comicità diventa umorismo pirandelliano, dove la tragedia personale dell’uomo di oggi si mescola sapientemente ad un sagace intrattenimento che rievoca solo a tratti elementi di varietà di un ben noto padre artistico quale Francesco Pingitore, pure presente in sala, questa volta da fedele uditore.

Accompagnato da due pilastri della comicità dell’ultimo ventennio come Giacomo Battaglia nei panni del clerico eremita Colombello di Trani e Gigi Miseferi tale Folco, marito di Marozzia (la Gegia nazionale), Brancaleone, combattuta la sua ultima battaglia in Terra Santa, torna per fare i conti con la parte esperienziale non realizzata di sé, quella dell’amore. Dopo mille e più avventure arriverà l’amore benché combattuto, questa volta senza le solite armi. Ritmi da sali e scendi e dialoghi sferrati da una voce- quella di Pippo Franco- ancora giovane e carica di teatralità. Una scelta stilistica quella di rievocare l’omonimo film di M.Monicelli, che non ci è parsa un rifugio artistico, ma una consapevole volontà di elevare i contenuti della commedia. Pippo Franco molto apprezzato durante tutto il corso della rappresentazione inclusi i momenti di metateatro ove, fermandosi a riflettere a che punto di disonestà e bassezza sia giunto l’uomo, si rivolge al pubblico invitandolo a riflettere se non sia il caso di considerare l’individuo come un essere spirituale alla ricerca di umanità, non il contrario cui forse si è da secoli abituati.

Sul palco protagonisti nonché membri dell’armata Gianni Quinto, Tonino Tosto, Sabrina Crocco, Sara Adami, Esther Vinci ed Elisabetta Angi'. Le coreografie sono di Evelyn Hanack, mai invasive sulla scena e armoniose rispetto al tema trattato e alla scelta musicale tipica dell’epoca.

Uno spettacolo che non ci saremmo aspettati dal capocomico Pippo Franco, una piacevole svolta verso temi seri ma non troppo.

Ilaria Battaglia

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