Olympique Lyonnais Roma Europa League

Alla fine, siamo sempre lì, a tifare ed...a sperare

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LIONE (4-3-3): Lopes; Rafael, Mammana, Diakhaby, Morel; Tolisso, Gonalons, Tousart; Ghezzal, Valbuena, Lacazette


ROMA (3-4-2-1): Alisson; Manolas, Fazio, Juan Jesus; Bruno Peres, De Rossi, Strootman, Emerson; Salah, Nainggolan; Dzeko. 


Notte amara per la Roma, due partite in una, due facce della stessa medaglia, due pesi e due misure, diverse opinioni e una sola, tagliente, grandissima, delusione.

La Roma arriva in terra francese carica di speranze e con l'imperativo di vincere. Le recenti sconfitte contro Lazio e Napoli, portano gli uomini di Spalletti a voler trovare il riscatto nella competizione europea .

Purtroppo, la striscia negativa sembra non interrompersi e, anche per questa competizione, le cose si mettono decisamente male. La Roma parte bene, al 5' è Nainggolan a scaricare con forza un bel destro sul primo palo, Lopes para senza problemi, due minuti dopo è Dzeko a conquistare palla ed a servire un bel traversone per Salah che, arrivando di gran carriera, manda alto. La difesa giallorossa si divide le incursioni avversarie, Fazio entra duro su Lacazette che guadagna una bella punizione, sugli sviluppi della quale, Diakhaby, dopo solo otto minuti, trova il vantaggio: 1-0. Difesa sorpresa, portiere spiazzato ma davvero privo di colpe, forse il migliore in campo per tutta la partita, smanaccia, si butta, si allunga ben oltre la traversa, le prova tutte e salva l'insalvabile, vanno bene i miracoli, ma quando la diga della difesa non regge più, anche le sue abilità vengono meno. Eppure la Roma ci crede, rialza la testa e si rimette a correre, seppur con qualche macchia, trova un bel linguaggio ed i cambi repentini di campo danno verve e spettacolo, così, mentre a Valbuena viene murato un quasi rigore in movimento, Bruno Peres innesca la corsa di Salah che, al 15' mette ancora in mezzo per Dzeko, il bosniaco manca un'altra volta la porta di testa.

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Forse una delle presenze più interessanti in campo quella di Bruno Peres, si divide tra attacco e difesa, pressando il più possibile, ogni avversario presente sulla su fascia rischia di essere falciato, si sta rivelando per quello che è, ma pecca di protagonismo trovandosi in traiettoria e sbagliando parecchio, non si accorge dei giocatori liberi al suo fianco, se non comincia a fare amicizia con i compagni di squadra, da risorsa diventerà un bel problema. A centrocampo Strootman e De Rossi si dividono un fardello alquanto difficoltoso e, se il primo, nonostante l'affanno, la grinta e la determinazione arriva fino al 90', intercalando anche intriganti azioni da gol, il secondo appare stanco e smarrito, sbroglia qualche situazione, ma l'attenzione langue e si fa rubare palla anche in modo ingenuo, bella fiammata sull'assist per Fazio e da una bella spinta alla squadra che, per tutto il primo tempo, tiene alta la guardia e sembra tenere sotto controllo la partita, Spalletti aspetta forse un po' troppo prima di sostituirlo con Paredes, che, una volta in campo, non riesce ad entrare in partita, non tanto per i pochi minuti rimasti a disposizione, quanto per la spossatezza generale e la mancanza di spinta, mancano punti di riferimento e sponde sicure, no, la colpa non è la sua, la colpa purtroppo è da girare ad una stanchezza eccessiva della squadra tutta, che, arriva ai primi di Marzo senza rinforzi, mutilata di un giocatore fondamentale e capace di reggere poco più di un tempo tirando al massimo, anche se, dall'atteggiamento in campo dello stesso Nainggolan è palese a tutti la difficoltà oggettiva, sportiva ed agonistica. Al 20' la Roma fa abbassare i toni ai tifosi di casa, Diakhaby perde palla e Salah ne approfitta, si avvia verso la porta mettendo il pallone alle spalle di Lopes per l'1-1. Ancora un 3-4-2-1 per l'allenatore di Certaldo che preferisce rifugiarsi in uno schema familiare, tanto da essere alla fine prevedibile anche per gli avversari. Contropiede sulle fasce, palla alta per Salah e in mezzo per l'attaccante o chi per lui, lotta di fino sulla destra con Peres, scompiglio in area di Nainggolan e ricerca del gol quasi sempre di iniziativa personale, centralmente l'avversario si lascia stupire, ma raramente la squadra giallorossa cerca in quel fazzoletto di campo lo schema per arrivare in porta. Dietro, le difficoltà lasciano spazio ai colpi di genio, Juan Jesus entra nella sua personalissima Quaresima quasi scomparendo in mezzo al campo, comparsa positiva nell'evitare, dopo solo 12 minuti , il raddoppio degli avversari, ma più che colpevole su almeno due degli altri tre gol che il Lione rifila alla Roma. Certo i gol in trasferta, hanno il loro peso specifico, ma a guardare nel complesso la partita, c'è poco da dare colpa all'allenatore.

Il Mister deve fare i conti, come già detto in precedenza, con una panchina corta, cortissima, che a ragionarla fa sempre ricadere la scelta sui soliti noti, qualsiasi tentativo di modifica gli viene contestato come un alto tradimento alla bandiera e, l'unica strategia, resta quella di far bottino finché ce ne è, per poi ripiegare senza troppi feriti... a volte si ha ragione, a volte il tentativo non basta ed il nemico scavalca le linee e fa male sul serio. La Roma non ha giocato male, ha fatto il suo ma ha pagato l'eccessivo carico e l'eccessiva pressione che il periodo richiedeva, il bilancio è pesantissimo, meno di dieci giorni fa si guardava avanti con positività, ora la difficoltà sta nel rimettere insieme i pezzi e ripartire.

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Per noi romantici del pallone, l'illusione di vedere i nostri colori ancora in campo su tre competizioni, dopo tanto tempo, è un'emozione troppo forte per smettere di credere nell'impossibile, vero è che poi ci si lascia trascinare dall'eccessiva vena critica. Nel primo tempo è la Roma a gestire il match, i padroni di casa soffrono le accelerazioni di Salah e tentano di contenere almeno le sue giocate, ma l'eccessiva attenzione sull'attaccante egiziano, permette al 33' la ripartenza di Nainggolan, lancio per De Rossi sulla destra, cross in area, si libera Fazio che di testa realizza il gol del 2-1. Il risultato perfetto che manda le squadre negli spogliatoi; con una certa tranquillità per la Roma e con qualche grana in più per i francesi.

La pausa restituisce più illusioni che sostanza a Nainggolan e compagni, qualche buona giocata per poi cadere in balia di un Lione che non lascia più nulla al caso e si porta in parità da subito, al 47' con Lacazette che con un uno-due con Tolisso, permette al compagno il gol con un diagonale millimetrico, dove forse un Allison un po' più attento avrebbe potuto respingere.

Un 2-2 che ancora non smuove cattivi presagi ma che apre però, ad un palese calo giallorosso, nonostante gli stessi giocatori tentino di mantenere un buon possesso palla in favore comunque del più attivo giocatore della compagine, Salah, che, ad ogni imbeccata, parte a testa bassa e tenta lo sfondamento. L'egiziano stasera le prova tutte, alla mezz'ora libera per Strootman, nella ripresa mette la palla giusta, al posto giusto per Dzeko, che sbaglia clamorosamente vanificando ogni fatica, resta il più lucido in campo, un urlo di disperazione il suo già sul gol del 3-2, non si arrende nemmeno dopo il quarto, stasera tocca a lui, che, dopo aver visto sfumare l'occasione di una Coppa D'Africa , vorrebbe stringere qualcosa tra le mani a fine stagione, purtroppo la vena d'oro di Dzeko sembra essersi esaurita, il bosniaco corre per tutti e due i tempi, il suo lavoro è sempre ben visibile, lì davanti però torna ad essere impreciso e sprecone...pensavamo di essere passati al livello successivo, purtroppo sentiamo di aver fatto più di un passo indietro. Il Lione sfrutta molto il contropiede affidandosi a Valbuena che, dribbla in velocità la difesa avversaria, Genesio, di nome Bruno, la pensa bene la sua formazione con un 4-3-3 veloce e compatto, maglie strette e discreto corpo a corpo, corridoio in contropiede sulla destra e numeri interessanti di Lacazette e Tolisso.

La Roma fraseggia, ma in modo scomposto e poco convinto, ne approfittano i francesi che maltrattano Emerson, il brasiliano regge e ci prova anche lui, solo qualche esperienza in più e il suo talento potrebbe prendere il volo, stasera passa.

Il cronometro scorre, a dare spettacolo è il nuovo entrato Fekir, (per Mammana). Il giovane talento del Lione non aspetta due minuti per farsi ammirare e con un numero in mezzo a tre...quasi quattro( senza fare nomi) la mette alle spalle di Allison, che, fino a quel momento, si stava guadagnando il posto da primadonna 3-2. L'orgoglio romanista viene profondamente ferito, Emerson libera per Bruno Peres che calcia in porta senza poter gioire, i cambi di campo diventano intermittenti, al calo progressivo dei giocatori ospiti, si contrappone la crescita nel ritmo di quelli di casa, freschezza e talento in giovani di grandi speranze...appunto, le loro!

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Cambi, rincorse, fiatone, finché al 92' è Lacazette con un tiro potente all'incrocio dei pali a chiudere il sipario e una parte delle speranze giallorosse.

Si può dire tutto o niente, si potrebbe lasciare spazio all'arrendevolezza ma alla fine, da bravi tifosi, dopo qualche mugugno siamo sempre lì, a tifare ed a sperare.


Laura Tarani

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