Le Parole Accanto Di Michela Zanarella

Le Parole Accanto Di Michela Zanarella

La recensione di UnfoldingRoma

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Michela Zanarella torna in libreria con una raccolta di poesia dal titolo “Parole accanto”, edito da Interno Poesia (prezzo € 10,00 pp. 88).

L’autrice ci propone un’opera semplice nella sua struttura molto più simile alla prosa che alla poesia. Siamo infatti di fronte a versi liberi, ossia versi che non seguono lo schema metrico tradizionale essendo questi di varia lunghezza e per lo più privi di rima. Uno stile inquadrabile pertanto nell’ambito della lirica moderna proprio a sottolinearne la piena libertà espressiva: il verso si distingue dalla prosa per il ritmo, personale ed originale, creato dal poeta di cui esprime gli stati d'animo. Il testo è chiaro nel suo messaggio ogni tanto arricchito dalle classiche figure retoriche come metafore, similitudini, enumerazione (asindeto), anafore, ossimori, assonanze, consonanze ma soprattutto sinestesia e onomatopea affidandosi quindi all’associazione di parole relative a sfere sensoriali diverse e ricorrendo al suono che alcune di queste producono per rendere più vivo il messaggio. Proprio i cinque sensi sono una costante espressiva da cui viene fuori la volontà di far arrivare al lettore sensazioni fisiche.

Michela Zanarella presenta un'ampia ricchezza di contenuto e di armonia, dove la connotazione racchiude tutti i livelli (fonologico, metrico, sintattico, culturale, ecc…) che si intrecciano rappresentando una realtà a più strati in modo da non avere soltanto una comunicazione linguistica ma anche una trasmissione di stati d’animo, di ideali, ricordi e speranze.

Dalla prima all'ultima poesia di questa raccolta tra le righe si racconta un ritorno alla casa paterna da cui ci si è andati via. Passo dopo passo l'autrice ci accompagna tra i suoi ricordi durante un viaggio di ritorno non soltanto fisico ma anche psicologico: dall'infanzia fino all'età adulta, passando per i ricordi, i profumi e i colori della campagna in cui l'autrice è cresciuta.

I riferimenti geografici si estendo a quelli nazionali quando si fa riferimento al concetto di “madre” (patria): da “Vengo a respirare”, “Vengo a respirare / dai tuoi confini lontani / e ci trovo tutto l’amore che non ho mai capito / io che ti ho sentito madre troppo tardi / terra impastata nella nebbia / fatta di cielo mai limpido e in lotta con il tempo.” (1-6). Un mix di rimprovero e disperazione che si potrebbe ben coniugare con fatti d’attualità. Tra le righe si leggono inoltre ferite per eventi forse traumatici sottolineati dalla continua presenza delle parole “polvere”, “macerie” ecc…

L’amore per il padre poi diventa il punto nevralgico di tutta la raccolta. Al padre l'autrice dedica un buon numero di poesie a cui si uniscono anche quelle dedicate alla madre e al fratello, in una sorta di catarsi mista ad autocritica da consegnare al mondo sotto forma di versi. Non si tralascia neanche il ricordo del cane, vecchio compagno di giochi.

Particolarità della raccolta è la dedica ad alcuni poeti più o meno noti, a cui si è voluto regalare un ringraziamento, probabilmente per l'apporto ed il peso che tali autori hanno avuto nella vita di Michela Zanarella.

Si possono tranquillamente valutare come versi onesti quelli che “Le parole accanto” propongono. Una raccolta perfetta per un vasto pubblico anche non avvezzo alla poesia. La pubblicazione è stata voluta e resa possibile grazie a un'operazione di crowdfunding online a dimostrazione che questo genere di letteratura riscuote ancora parecchio successo anche in un'epoca ultra digitale e iper connessa.

Francesca Uroni 

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