RISIKO - Quell’ Irrefrenabile Voglia Di Potere

RISIKO - Quell’ Irrefrenabile Voglia Di Potere

Ieri sera L’UnfoldingRoma era presente al Teatro della Cometa dove è andata in scena la prima dello spettacolo Risiko - Quell’ irrefrenabile voglia di potere che rimarrà in cartellone fino al 9 aprile

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Ieri sera L’UnfoldingRoma era presente al Teatro della Cometa dove è andata in scena la prima dello spettacolo Risiko - Quell’ irrefrenabile voglia di potere che rimarrà in cartellone fino al 9 aprile.

Nel 1992 Francesco Apolloni, a soli vent’anni, scrisse e portò al Festival di Todi questo spettacolo che ebbe un incredibile successo entrando poi in cartellone in tantissimi teatri italiani tra cui lo stesso Teatro della Cometa. In tal modo Risiko - Quell’ irrefrenabile voglia di potere entrò a far parte dei grandi classici del Teatro Contemporaneo, esempio perfetto della grande tradizione della Commedia Italiana.

A fine spettacolo proprio l’autore ha ricordato come lo spettacolo sia nato in quel luogo, proprio nel Teatro della Cometa e di quanta suggestione gli abbia provocato ritornare sul “luogo del delitto”.

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Siamo nei rampanti anni ’90 e ci troviamo in un albergo di lusso, dove si sta svolgendo il congresso di un partito politico (non importa ricercare il colore di questo partito, in questo caso uno vale l’altro) in cui si dovrà eleggere il segretario della sezione giovanile. E’ la notte prima delle elezioni e quattro giovani ed arrivisti politici contano i voti necessari all’elezione di uno di loro. Alex (Luigi Pisani), Simone (Antonio Monsellato), Arturo (Andrea Bizzarri), Claudia (Guenda Goria) rappresentano l’esatta emanazione della classe politica italiana: rampanti, arrivisti, tenaci, spietati e cinici. Sono un perfetto meccanismo ben oliato e pronto a prendere le redini della sezione giovanile che li catapulterà poi tra i grandi della politica italiana. Ad animare la notte prima delle elezioni, si aggiungono la cameriera Stella (Giulia Rupi) ed il vecchio amico Giulio (Tommaso Cardarelli).

Le vite dei giovani yuppies, gli intrecci sentimentali, si dipanano tra battute e sarcasmi degne della migliore tradizione della Commedia Italiana. La perfetta regia di Vanessa Gasbarri permette di esaltare le caratteristiche più lampanti che hanno fatto entrare questo spettacolo tra i cult del Teatro contemporaneo. Il sesso, la droga, i sentimenti, la stessa vita, tutto è solo un gioco per questi piccoli politici in erba. E’ un gioco di strategia, dove le persone sono dei carri armati da posizionare sul tavolo da gioco: si vince o si perde senza tenere conto delle conseguenze, senza preoccuparsi troppo delle azioni svolte per raggiungere il proprio scopo.

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Il 1992, anno della stesura di questa piéce teatrale, fu un anno horribilis per la nostra Repubblica. A febbraio irrompeva sulla scena politica e nella vita di tutti noi l’inchiesta Mani Pulite: Mario Chiesa veniva arrestato per una tangente di 7 milioni di lire. A dicembre dello stesso anno, Bettino Craxi riceveva un avviso di garanzia per corruzione, il sistema politico italiano crolla e nuovi equilibri si devono ricercare, inizia l’ascesa di Silvio Berlusconi e di una nuova politica fatta di immagini e promesse. Ma nello stesso anno morirono Falcone e la sua scorta, Borsellino e la sua scorta: la mafia colpiva forte uno Stato allo sbando.

Questi sono gli avvenimenti che spingono Francesco Apolloni a scrivere questo testo, d’altronde il teatro non è rappresentazione della realtà quotidiana e delle sue più profonde e nascoste inquietudini?

Apolloni non inquadra solo il suo tempo, il giovane artista, a soli vent’anni, riuscì a scrivere un testo che illustra, non la politica ma il potere. Dopo venticinque anni il suo testo è attualissimo e siamo convinti che lo sarà ancora tra altri venticinque anni. In teatro, applauditi e presentati dall’autore di Risiko, vi erano gli attori che venticinque anni fa portarono sulle scene questo splendido spettacolo. Siamo sicuri che saranno stati fieri degli attori che oggi portano nuovamente in scena questa commedia divertente e tagliente.

Sono stati tutti veramente bravi, perfettamente diretti e capaci di portare sulla scena i personaggi loro assegnati con perfetta mimica e introspezione caratteriale. Ma ci sentiamo di poter elogiare tra tutti Andrea Bizzarri, divertentissimo e veramente spumeggiante ed esplosivo in alcune caratterizzazioni.

Lo spettacolo rimarrà in scena fino al 9 Aprile e sarebbe un vero peccato perderselo perché dopo la prima repubblica e la seconda repubblica, usciremo dal teatro sapendo cosa ci aspetta nella terza repubblica.

Alessio Capponi

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