Alessandro De Feo

Alessandro De Feo

Credo che il teatro di Brecht proponga una serie di temi sui quali è sempre interessante discutere

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Dal 25 al 30 aprile sarà in scena al Teatro Sala Uno, Nella giungla delle città  “im dickicht der staedte”, un'opera giovanile di Bertolt Brecht rivisitata dalla compagnia Cavalierimascherati.

Nel cast: Caterina Casini, Chiara Condrò, Eugenio Banella, Guido Goitre, Irene Vannelli, Lorenzo Garufo, Luisa Belviso, Marco Usai, Maurizio Greco, Stefano Flamia. La regia è di Alessandro De Feo.

La giungla è una cricca di orientali di seconda generazione, sgualdrine tossicodipendenti e alcolizzate, timide ragazze mittel-europee nella morsa dei lupi. Una lotta tra due uomini apparentemente squilibrata, tra scontri, fughe e sudore, domande che esigono risposte. Thaiti o New York?

Ne parliamo con il regista Alessandro De Feo.

Nella giungla delle città ha delle tematiche attualissime, la scelta di riproporre un testo scritto nel 1921 è dovuta proprio a questo?

Non parlerei di tematiche attualissime, quanto universali. Credo che il teatro di Brecht proponga una serie di temi sui quali è sempre interessante discutere. In questo caso si parla di iniziazione alla giungla metropolitana, di scontro, e le dinamiche sono molto incentrate sull' azione pura.

Come si pone Alessandro in questa giungla fatta di disagi sociali vissuti da più generazioni?

Se intendi la giungla metropolitana romana, piuttosto che italiana o europea, penso che l' importante sia lo spirito di adattamento,o di sopravvivenza nel disagio. Potrei dirti che mi sento come un lichene, o un muschio.

Il testo teatrale ha il valore aggiunto delle musiche del Maestro Valerio Mele. Come è nata la vostra collaborazione?

Lavorammo all' adattamento de "L' opera da tre soldi" per la regia di Carlo Boso, per il quale eseguii tutte le musiche al piano. Valerio ama il teatro di Brecht e la sua musica. Dopo il diploma al Conservatorio è stato ben felice di contribuire alla nostra causa.

Perché bisognerebbe assistere allo spettacolo Nella giungla della città?

Credo sia un testo scritto in modo straordinario, supportato da un' azione molto incalzante e divertente. A me personalmente ricorda un film dei fratelli Cohen o di Tarantino. Abbiamo cavalcato l' onda del "noir", nel tipo di atmosfera e nel senso che scena dopo scena si scopre qualcosa in più sulla vicenda, che è molto allettante perchè misteriosa e apparentemente senza spiegazione. D' altronde nel testo Brecht si raccomanda con tutti di non scervellarsi a scoprire subito le carte, ma di interessarsi alle poste umane in gioco.

Alessandro come ti se avvicinato al teatro e alla regia in particolare?

Ho iniziato da ragazzino, a 18 anni al liceo. Poi dopo alcune esperienze da attore professionista e il diploma in accademia al Quirino, ho continuato a lavorare con tre amici e compagni, ed io sembravo il più predisposto al ruolo di regista. Trovo sia affascinante lavorare sulla composizione delle scene, arrivare ad un buon livello di consapevolezza è stato molto faticoso.

Un spettacolo che ti è rimasto particolarmente nel cuore ed un testo che invece vorresti seguirne la regia?

Se devo fare proprio un nome direi "Un uomo è un uomo" di Brecht, spettacolo in scena nel 2014 con la compagnia Marabutti, che ora tornerà a inizio giugno al Teatro Vittoria. Mi piacerebbe molto, dopo un lungo studio, affrontare la regia su un testo brechtiano intitolato "L' accordo di Baden Baden", che parla di un processo intorno alla traversata oceanica in aereo.

Eccezion fatta per gli impegni di lavoro, ti rechi spesso a teatro? Quali spettacoli tendi a scegliere?

Sì, vado spesso (portafogli permettendo), e per forza di cose mi vedo costretto a privilegiare, più o meno spesso con piacere, i lavori di amici e colleghi. Se guardiamo al grande teatro, credo che Peter Brook sia il massimo esempio, ed il nome al quale non posso rinunciare.

Come nasce la compagnia Cavalierimascherati di cui sei membro?

Nasce nel 2015 con altri tre amici e compagni di Accademia (Tiziano Caputo e Matteo Cirillo. Poi si unisce Gioele Rotini). Il nostro linguaggio comune ha fatto si che molte idee combaciassero. Il motore principale è stato comunque l' esigenza di continuare uno studio comune e proporre i nostri lavori, specialmente sul teatro di Brecht.

Vivi a Roma, città in cui sei nato, una piccola giungla come tutte le metropoli. Dovessi scegliere la tua oasi, dove ti trasferiresti?

Nonostante tutto, a Roma si vive bene. Scherzando dico sempre che è come una mamma ubriacona ma affettuosa. Se proprio dovessi scegliere, credo che andrei a vivere nella campagna laziale.

Ci sono altri progetti a cui stai lavorando?

Il 3 e 4 giugno sarò in scena con la compagnia Marabutti al premio Attilio Corsini, Teatro Vittoria, con lo spettacolo "Un uomo è un uomo", in qualità di attore. Come regista sto lavorando ad un nuovo progetto su testi di Rodrigo Garcia, drammaturgo argentino, che sarà in scena a Maggio al Teatro Studio Uno, per il festival Labirinto.

Sara Grillo 

ph Matteo Nardone 

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