Pescara Roma 2017

Doppietta di Salah e Napoli a -4

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PESCARA (4-3-3): Fiorillo; Zampano, Coda, Bovo, Biraghi; Coulibaly, Muntari, Memushaj; Benali, Bahebeck, Caprari. All. Zeman



ROMA (4-2-3-1): Szczesny; Rudiger, Manolas, Fazio, Emerson Palmieri; Strootman, Paredes; Salah, Naniggolan, El Shaarawy; Dzeko. All. Spalletti




24 Aprile 2017.

Pescara Roma.

Con la Pasqua alle spalle, la Roma decide di concedersi una gita “fuori porta”, sole, mare ed il prato di uno stadio sul quale passeggiare in punta di piedi.

La classifica parla piuttosto chiaro, la priorità è cercare di mantenere saldo il secondo posto, con una solida distanza di sicurezza dal Napoli che ieri ha peccato di presunzione, portando a casa un deludente pareggio contro il Sassuolo di Di Francesco.

Uno Zeman molto lontano dal solito canone a cui siamo abituati, il tecnico del Pescara non cavalca purtroppo i vecchi fasti che lo videro, qualche anno fa, un protagonista imprescindibile nel ritorno della squadra abruzzese in serie A, una promozione storica, che lo segnò anche per il lancio di campioni come Verratti, Insigne ed Immobile. Oggi il Pescara è molto lontano dall'avere campioni di quel calibro, ma il talento del Mister, poteva regalare a giocatori come Caprari, Muntari e Biraghi un salto di qualità che però non è arrivato.

Il tecnico ceco, schiera un 4-3-3 molto morbido con Benali e Behabeck a fare da spalla ad un Caprari spaventato e sottotono, addomesticato dal trio Manolas, Fazio, Rudiger in vacanza di piacere.

Il greco, non sbaglia nulla, anche perché, il reparto arretrato non subisce mai vere incursioni da parte degli avversari, salvo, un rilassamento eccessivo nel secondo tempo che permette a Benali di segnare un gol inutile ma fastidioso. Rudiger e Fazio non regalano niente, anticipano e disimpegnano permettendosi anche passi di gran classe, speriamo si ripetano anche domenica nel derby. Emerson Palmieri tiene alta la difesa, definendo confini e posizioni, diventa una pedina fondamentale che garantisce una certa sicurezza, la partita giusta per vedere nel complesso le potenzialità di questo giocatore.

Spalletti vive male il clima primaverile romano, gran parte dell'ambiente e della tifoseria vorrebbe la sua testa su un piatto d'argento a fine Campionato, certo, di responsabilità il tecnico di Certaldo ne ha molte, ma andando ad analizzare tutto si può dire che, a conti fatti, debbano essere equamente suddivise tra società, dirigenza, allenatore e squadra. Monchi arriva a Pescara ufficializzando, di fatto, la sua nomina a direttore sportivo, Spalletti ci tiene a fare bella figura e sa, che molte delle decisioni che verranno prese nei prossimi mesi, saranno figlie anche dei risultati di questi ultimi incontri, a mio modesto parere, la Roma non ha bisogno di un nuovo tecnico, ha bisogno di una società presente e di una guida sicura e forse, di qualche innesto di rilievo che porti negli spogliatoi quella mentalità vincente di cui si parla e straparla.

La regia giallorossa stasera, non patisce l'assenza di De Rossi, lasciato precauzionalmente a riposo in vista del match di domenica, al suo posto Paredes che movimenta il centrocampo regalando freschezza ed astuzia, tenendo testa ad un Muntari poco amichevole e piuttosto contrariato dalla posizione in classifica, reagisce bene anche in difesa e sembra cominciare a prendere confidenza con la squadra e con gli schemi, una prova positiva ma contro una squadra che alla fine si lascia andare all'arrendevolezza.

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Strootman e Nainggolan un duo alla “Arma Letale”spara il primo al 44' del primo tempo, una cannonata a porta vuota su assist di El Shaarawy, lo 0-1 è il suo dopo 20 minuti di dominio giallorosso, un gol in fuorigioco di Salah ed altri 20 minuti di equilibrio tattico, giusto per tenere sulle spine una partita già segnata, ghigno furioso e testa bassa, centrifuga e risciacquo, il mix che sarebbe stato fondamentale durante tutto il campionato, ma come si dice: meglio tardi che mai. Al gol dell'olandese, risponde la 44 Magnum del confinante belga, appena un minuto dopo ( così, giusto per non sfigurare troppo), Salah prende palla, traversone per Dzeko che, in leggero ritardo, serve indietro per l'arrembante Nainggolan che, con cattiveria, buca la porta per lo 0-2. Cattiveria? Forse più frustrazione la sua, dopo un mancato gol al 14' e l'ennesima traversa che grida vendetta al 20' su ottimo assist di Paredes, il belga si toglie il riccio nello scarpino ed i capricci nella testa e segna ancora una volta riprendendosi la pace interiore.

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La squadra va negli spogliatoi con una certa tranquillità, aspettative rispettate e testa sgombra da cattivi presagi. Il Pescara affronta il primo tempo in modo altalenante, studia e subisce una Roma elastica e propositiva cercando di coprire e seguire il gioco in modo intelligente, diversi gli schemi tattici che portano spesso i giocatori avversari in fuorigioco, buoni gli slanci di Bahebeck che cerca di raggirare la difesa sparando dritto sul portiere e di Muntari che tenta con il cross di servire un Coulibaly non troppo pressato.

La Roma però ci prende gusto e non permette al Pescara di ripartire con la mente leggera, al 48' è ancora El Shaarawy che mette in mezzo per Salah che con un tiro a giro centra la porta per lo 0-3. Il faraone si adegua e diventa un assistman di lusso, spende molto, recupera e delizia con un bel gioco e numeri interessanti, sembra riprendere voglia, coraggio e spirito di gioco si permette anche lui qualche licenza, un buon modo per riconquistare la sicurezza che lo aveva un po' abbandonato, Roma è una bella piazza e lui un buonissimo giocatore... aria di ambarabà cicci coccò?

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Il 4-3-3 speculare alla fine porta più fortuna alla Roma che al Pescara, i giochi li chiude Salah al 60' che, con una ripartenza su angolo del Pescara, con quattro passi fino in porta realizza il 4° gol della Roma. La rosa del deserto diventa un giardino fiorito di mille colori, una prestazione precisa e puntuale che cozza con la voglia assoluta di gol di Dzeko che, per una volta pecca di egoismo lasciando il lavoro “sporco” agli altri e cercando la finalizzazione in vista di un record personalissimo, un errore che Spalletti non gli perdona castigandolo con il cambio prematuro a 20 minuti dalla fine, l'attaccante non la prende bene e non le manda a dire al Mister...male, molto male.

Alla squadra di Zeman restano i fischi ed il gol quasi inutile di Benali nel finale, alla Roma una prestazione che inquadra la squadra, quella vera, non la brutta copia vista in Coppa Italia ed in Europa League.


Laura Tarani

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