Roma Juventus 2017

Una piega inaspettata

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ROMA (4-2-3-1): Szczesny; Rüdiger, Manolas, Fazio, Emerson Palmieri; Paredes, De Rossi; Salah, Nainggolan, El Shaarawy; Perotti. All. Spalletti. 


JUVENTUS (4-3-3): Buffon; Lichtsteiner, Bonucci, Benatia, Asamoah; Lemina, Pjanic, Sturaro; Cuadrado, Higuain, Mandzukic. All. Allegri. 



Una piega inaspettata.

La partita contro La Juve, prende una strada del tutto imprevista, vuoi per i precedenti, vuoi per l'idea di leggere in una partita tanti significati.

La Roma arriva all'Olimpico, senza Dzeko, l'umore non è a mille, le vicende Totti /Spalletti, riempiono da una settimana bocche e teste, la Juve? Magari...dove in quel magari c'è una velata speranza, ma, la quasi certezza, di assistere ad una partita a senso unico.

L'Olimpico accoglie il pubblico delle grandi occasioni ed il settore ospiti è colmo di tifosi che non aspettano che festeggiare uno scudetto guadagnato in anticipo, anche il Napoli “tifa” Juve, forte di un momentaneo secondo posto che ne garantirebbe l'accesso diretto alla Champions.

Ma nessuno, aveva fatto i conti con il cuore e la determinazione degli undici titolari scesi in campo.

Spalletti sceglie un 4-2-3-1 ben organizzato, con , a sorpresa, Perotti avanzato. L'argentino soffre un po' il ruolo circoscritto, gli mancano le volate in velocità e, pur disputando una partita discreta , soffre l'adattamento e stenta ad entrare nel vivo del match. Alle sue spalle, il trio Salah, El Shaarawy , Nainggolan, una partita eccellente e ben gestita da tutti e tre, il recupero di Nainggolan, regala al gruppo una certa sicurezza, il belga, pur non al cento per cento, sente l'adrenalina salire nelle vene e, sorvola problemi fisici e dolore, la linfa arriva così fluida nei tessuti che al 65' diventa l'autore del terzo gol della Roma. Si è detto tanto di questo giocatore, delle sue evoluzioni e delle sue meraviglie, ma , anche dei suoi periodi un po' in ombra che, per sognatori come noi, sembravano quasi un tradimento, dichiarazioni un po' eccessive a contornare un personaggio sui generis ma quando c'è da spingere ed essere fondamentale, abbassa la testa e non vede più nulla. Salah gioca il calcio interpretandolo con fare elegante e convinto, spreca l'assist di Nainggolan in modo sciocco ma si fa perdonare nel secondo tempo con un assist per il gol del 3-1 che fa dimenticare ogni piccola pecca. L'assenza forzata di Dzeko permette il libero sfogo di El Shaarawy, forse, meno sottomesso dalla presenza del bosniaco, sente forte il richiamo del gol, risponde con un pallone angolato che sorprende prima Bonucci,che ne intercetta la traiettoria, poi lo stesso Buffon. Allegri schiera un 4-3-3 dall'aria sorniona, l'avvio di gara sembra dargli ragione, ma al momento buono si ritrova a contorcersi su se stesso, ci prova Asamoah a ridare verve e illusioni ad una Juve che, non troppo rodata su questo modello, finisce per perdere la memoria di schemi e giocate. Eppure il Mister, pur rinunciando a titolari di spessore, confeziona una formazione dai nomi non proprio da panchina: il tridente con Mandzukic, Higuain e Cuadrado, non trova i giusti accordi ed i giocatori finiscono per dedicarsi a giocate in solitaria o assist improbabili, fatta eccezione per la perla del “pipita” a Lemina. Benatia in difesa non mette più tanta paura, l'Olimpico incupisce l'ex Roma che non riesce a sfogare la rabbia come vorrebbe ed anche Pjanic, fedele compagno di Sturaro e Lemina , risente di un'atmosfera diversa, freddo e gelo nei confronti del suo passato non bastano a farlo correre sui corpi dei ragazzi di Spalletti e Paredes riesce addirittura a metterlo in ombra, ritagliandosi una prestazione matura e convinta, una prova difficile che interpreta con grande carisma.

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Capitan De Rossi ci regala stasera una delle prove più belle di sempre,corre in avanti, inventa il gol, gestisce la difesa e punta caviglie che è una bellezza, si cresce, nella Roma accade che a forza di essere troppo buoni poi si diventa cattivi, tanto cattivi. In difesa, mai come stasera, l'energia di Fazio, Rudiger e Manolas sembra sprigionare una luce diversa, un po' come Mazinga, Voltron...insomma quando i tre ci mettono impegno e si uniscono diventano un'onda d'urto contro la quale è impossibile scontrarsi, se per il tedesco la speranza è che soggiorni ancora a Roma per goderne il clima, i monumenti, il tifo, per il greco è quella che perda gran parte della memoria e, una volta chiusi i cancelli di Trigoria, si trovi ad armeggiare con motori e bobine, chissà, potrebbe inventarsi un nuovo mestiere e non mettere in croce gli ex amici nei prossimi match da avversari.



La Roma gestisce palla per i primi venti minuti, mantiene il possesso cercando di rimanere alta, crea movimento e mette in confusione la difesa bianconera. Una fase di studio, quella tra le due squadre, molto attenta spezzata al 7' dal palo di Asamoah un tiro di sinistro che non trova fortuna. Higuain cerca varchi, prima in solitaria, poi aiutato da Cuadrado ma l'asse Paredes/ Rudiger/Palmieri sembra avere l'effetto desiderato, tutto sotto il controllo attento di Manolas. L'idillio sembra però finire al 21', la squadra ospite trova l'intuizione giusta con Sturaro che crossa per Higuain in area piccola, la posizione non è delle più congeniali ed il tocco per Lemina diventa vincente, piatto destro a porta praticamente vuota e gol della Juve 0-1. Colpo duro, una buona Roma piuttosto bella, che vede svanire un'occasione forse con una specie di rassegnazione nel cuore ma tanta speranza nella testa, i cori dalla curva però si fanno adesso più vivi. Higuain, vorrebbe chiudere subito la partita ma anche il contributo di Szczesny questa sera, sembra essere stato da supereroi, una calamita, gol a parte, per tutto il match restante. La squadra di casa tenta l'affondo, in finale, aveva trovato un buon equilibrio e quindi, perché non tentare? Il primo a suonare la carica è De Rossi che al 25', di grinta, tigna e cattiveria, la scarica in porta dopo che Manolas aveva tentato il colpo di testa, respinta affrettata, ma più sorpresa di Buffon, ribattuta di De Rossi, estremo gesto di difesa del portiere che non trattiene e rimanda sui piedi di De Rossi che quasi accompagna con tutto il corpo il pallone sul fondo della rete 1-1. Ecco, l'inaspettata risposta della Roma, provoca una reazione diversa e contraria nelle due squadre, all'aumentare della sicurezza dell'una, scende quella dell'altra... (vecchi teoremi scientifici a cui, forse, alla fine abbiamo trovato il campo di applicazione). La Juventus accusa il colpo e tenta di recuperare il risultato, per poter arrivare alla partita di mercoledì con la Lazio con una tranquillità diversa. La Roma a questo punto ci crede e non concede più nulla, schiaccia i giocatori avversari nella loro trequarti, concedendo pochissimo campo e solo qualche contropiede di Higuain e Cuadrado. La difesa della Roma sembra una scacchiera che non permette più a tutte le pedine avversarie alcun movimento di rilievo, ma solo un andirivieni neanche troppo pericoloso, tanto che al 42' è Salah ad andare vicino al gol, con una bella azione di Nainggolan che crossa per l'egiziano, forse troppo stretto tra Bonucci e Benatia.


Un primo tempo ordinato, colpisce la maturità raggiunta dal gruppo nel gestire ruoli e risultato, un lavoro prima di mentalità e concentrazione e poi di tecnica, un risultato forse raggiunto puntando su uno spirito di squadra ed una “Testa” al comando con idee molto chiare.

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Il secondo tempo, non perde di intensità, le due squadre si fronteggiano sullo stesso piano giocando un calcio molto simile, Allegri prova a dare una spinta in più inserendo innesti di spessore per cambiare il ritmo a suo favore ma né Dybala, né Marchisio, né tanto meno Dani Alves, riescono a leggere il match e piano, piano, è la Juventus ad andare in confusione, lasciando spazi alle giocate avversarie. Gli animi si surriscaldano ma, pur volando cartellini gialli, la partita mantiene una certa eleganza ed al 56' è sulla bella intuizione di El Shaarawy, che inventa una parabola imprendibile per Buffon dopo una leggera deviazione di Bonucci, che la Roma passa in vantaggio siglando il gol del 2-1. Il desto del faraone scatena l'Olimpico che accompagna la Roma verso la vittoria, giropalla dei padroni di casa e bianconeri sempre più nervosi, tanti errori e diversi corner in favore dei padroni di casa. Al 65' è Nainggolan a chiudere i giochi con un bel uno/due con Salah che serve il belga in area, colpo di desto sul primo palo ed ecco servito il 3-1 che regala alla Roma il secondo posto e la soddisfazione di non aver concesso alla Juventus la gioia di uno scudetto guadagnato in anticipo sul campo della rivale. La partita si conclude con il goffo tentativo degli ospiti di non subire più reti ed una frenesia giallorossa nel voler concretizzare ancora e ancora...un'ultima parata spettacolare di Szczesny su Higuain, la passerella...del Capitano che sfiora l'erba dello stadio in pieno recupero...gioia incommensurabile, il secondo posto, una compattezza reale e palpabile di tutto il gruppo, ancora una spina...piccola ma fastidiosa, un capitolo a parte, una storia diversa, un amore complicato. La Roma stasera ha vinto e, mette tutti d'accordo, la Roma si ritrova squadra, credo, l'obbiettivo primario da cui ripartire e seminare per lottare il prossimo anno. Il resto, merita sempre un capitolo a parte.


Laura Tarani

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fonte immagini: passione del calcio.it

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