Luigi Ontani , Attonito Estatico A Palazzo Carpegna

Luigi Ontani , Attonito Estatico A Palazzo Carpegna

Fino al 22 settembre in mostra 60 opere dell’eclettico artista

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Palazzo Carpegna ripristina un’antica tradizione, nata con il Presidente Einaudi negli anni Cinquanta, quella di dedicare annualmente una mostra al Premio Presidente della Repubblica: quest’anno l’onore tocca a Luigi Ontani, eclettico pittore, nonché artista dalle molteplici sfaccettature, vincitore del suddetto premio nell’anno 2015. Una mostra che segna un cambiamento rispetto alle esposizioni più intimiste del passato; un progetto complesso ed articolato che riassume cinquanta anni di attività del Maestro in una dimensione strettamente connessa con gli spazi borrominiani di Palazzo Carpegna.

SanLucảstoMalinIcỏnicoAttoniTỏnicoEstaEstẺtico non è solo una selezione di pezzi del percorso artistico di Luigi Ontani, ma anche uno sguardo incrociato con il passato partendo dai primi tableau vivants, espressione fondamentale del lavoro del Maestro. Una molteplicità di atteggiamenti nei confronti dei vari materiali, dal vetro alla ceramica, spingendosi sino alla cartapesta, che dà vita a lavori che sembrano donare dignità ed egualità alle tre discipline artistiche, pittura, scultura ed architettura. Una versatilità che riprende un tema molto caro all’Accademia di San Luca relativamente il “primato delle arti” dimostrando ancora una volta che non esiste confine tra le discipline artistiche; Ontani azzarda ancor di più non limitandosi a comprendere le tre espressioni d’arte, ma accostandosi, nelle sue opere, alla contemporaneità.

Il percorso espositivo creato da Luigi Ontani, inoltre, testimonia un’attenzione in grado di vivificare l’Accademia rendendola “appetibile” al pubblico. “Con Lapsus Lupus mi sono arrampicato sulla rampa del Borromini in cui meravigliosamente mi aspettavano 27 nicchie vuote; in ogni nicchia ho collocato una diversa identità di erme estetiche, canopi e busti – spiega Luigi Ontani – Questa passeggiata mi ha portato a ripercorrere la mia avventura e ad invadere in ogni senso, sia evasivo che invasivo, gli spazi attigui ripercorrendo, come fossero delle tappe, la mia esplorazione nell’arte, dalle prime cose, i tableau vivants” opere rendevano in gioco differenti espressioni d’arte come l’archeologia, la filosofia, l’allegoria; un desiderio costante che si esprimeva in pose apparentemente di vanità.

Un viaggio di identità proiettato successivamente nel rapporto con le maschere di artigianato; non solo un’esaltazione dei materiali, ma una nobilitazione della materia data dal prestigio di colui che li realizza. Opere concepite come se fossero idoli nella loro idealizzazione. E precisa il Maestro relativamente i suoi manufatti: “Ho sempre avuto la convinzione che indipendentemente dalla composizione, dal senso, dal significato, possano essere esplorati indipendentemente dall’apparizione delle immagini; mi accontento, anche se non del tutto, ma ho la convinzione che l’arte che tento di esprimere appaia nella sua evidenza di immagini indipendentemente da ciò che poi possa essere anche spiegato attraverso un’iconologia o una simbologia che contemplo essere quanto mai elastica. Viva l’Arte!”.

Un confronto sul piano spirituale in cui il visitatore assiste ad un’epifania del Sacro, alle relazioni con l’Oriente, in particolare con l’India, per poi abbandonarsi ad immagini evangeliche come il Cenacolo e la Crocefissione. Un sottile e sorprendente pervadere di sacralità laica in uno spazio quasi intoccabile; un respiro sacro e profano in una dimensione ludica.

Colori e forme si mescolano dando vita a forme affascinanti da cui il volto di Luigi Ontani emerge serafico come in un gioco; animali marini, insetti, esplosioni floreali, simboli iconografici che abbracciano i tempi dell’arte percorrendone storia e mezzi espressivi. Come non rimanere attoniti di fronte a splendidi specchi vitrei contornati da esseri multiformi; o arrovellarsi ammirando pregiati mobili realizzati in delicate ceramiche variopinte; o interrogarsi su simbolismi e significati di curiose acquasantiere o erme e canopi antropomorfi.

Immagini e figure evocative, manifestazioni di un’arte che si è stratificata nel tempo per mezzo di innesti che vengono da lontano, dalla storia e da luoghi apparentemente dissimili tra loro ma uniti da un’unica forma espressiva chiamata Arte.

Ilenia Maria Melis

Luigi Ontani. SanLucảstoMalinIcỏnicoAttoniTỏnicoEstaEstẺtico

Accademia Nazionale di San Luca

fino al 22 settembre 2017

piazza dell’Accademia di San Luca, 77 – Roma

www.accademiasanluca.it 

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