Roma Udinese 2017

Un attaccante a sorpresa

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ROMA (4-3-3): Alisson; Florenzi, Manolas, Fazio, Kolarov; Nainggolan, De Rossi, Strootman; Perotti, Dzeko, El Shaarawy. All. Di Francesco

UDINESE (4-4-2): Bizzarri; Stryger, Angella, Nuytinck, Samir; De Paul, Behrami, Barak, Jankto; Lasagna, Maxi Lopez. All. Delneri



Un sabato diverso, quasi un inedito per il pubblico romanista che all'ora di pranzo si trova sulla strada o in metropolitana per raggiungere lo Stadio Olimpico. La giornata è fresca, forse appena frizzantina, un gruppo di ragazzi tira fuori dagli zaini scolastici la sciarpa giallorossa e attraversa con entusiasmo Ponte Duca D'Aosta, la Roma è anche questo e lo racconta bene Venditti quel sentirsi amici anche se non ci si è mai conosciuti prima.

La Roma incontra l'Udinese, partita alla portata della squadra sulla carta, ma non sempre così scontata, anzi spesso bestia nera in campionato.

Di Francesco schiera a sorpresa El Shaarawy tra i titolari, uno dei giocatori che aveva messo in difficoltà la società durante il lungo mercato estivo, il ragazzo ritrova verve e spontaneità, attento e sempre presente, realizza le due reti del definitivo 3-1. Giocatori ormai inamovibili, o quasi, restano Perotti e Dzeko. Il bosniaco diventa definitivamente una delle colonne portanti dell'attacco giallorosso, fa un bel lavoro a tutto campo, rincorre palloni, si porta spesso nelle retrovie per costruire gioco, segna e si rende un perfetto assistman per uno dei gol di El Shaarawy, pecca ogni tanto di amnesie di posizione ed infatti anche contro il Benevento ha sporcato qualche azione, ma da sicurezza e resta un punto di riferimento per tutta la squadra, Perotti conquista consensi partita dopo partita, ha scatto, classe e fantasia, difficile trovargli qualche ombra, forse più sfortuna e troppo sicurezza nel calciare il rigore del possibile 4-0 della Roma, un rigore insperato sul finire del secondo tempo,un peccato veniale che si perdona facilmente e che nemmeno il campo gli perdona...gol sbagliato equivale a gol subito ed infatti, nel contropiede dell' Udinese, è Larsen a realizzare il gol, l'unico in verità della squadra avversaria. Delneri schiera una formazione lineare un 4-4-2 piuttosto leggero e troppo forse per contenere l'attacco giallorosso. Gli Scaligeri si presentano con Bizzarri in porta al posto di Scuffet (scelta azzardata vista l'unica prodezza nel parare il rigore) e una difesa con Stryger, Angella, Nuytinck e Samir che non riesce ad arginare le incursioni degli uomini di Di Francesco che bucano le resistenze specialmente sulle fasce, in attacco invece sembrano prendere subito la partita di petto e Jankto si fa pericoloso già al fischio d'inizio, ma i giallorossi diventano prepotenti e assicurano la porta per buona parte del match. All'11' è Dzeko a mettere le cose in chiaro, assist perfetto di Nainggolan che vince un rimpallo al limite dell'area e serve il bosniaco per il gol dell'1-0. L'Udinese tenta di riprendere il filo del gioco e prova con Lasagna e Maxi Lopez a portarsi davanti alla porta avversaria, ma lì, le vedette Manolas, Fazio e Kolarov tolgono facilmente palla dai piedi avversari per reimpostare l'azione di gioco a favore della propria squadra. Fazio fa la sua bella figura, non c'è molto materiale su cui lavorare ma è apprezzabile lo slancio e la precisione, un po' meno incisivo Manolas che pecca in alcuni casi di ingenuità affidandosi alle mani sicure di Allison, discorso a parte per Kolarov che “scansa” con la sua fisicità tutti i giocatori presenti sul suo cammino forse cala un po' per stanchezza e sul finire viene sostituito da Moreno, un po' meno incisivo e abbastanza distratto ma una buona spalla. La partita è in mano ai giallorossi che gestiscono il match lasciando poco spazio agli avversari, si affinano le intese e si creano anche particolari “alleanze” al 30' la palla del raddoppio passa sui piedi di El Shaarawy dopo un piccolo spunto di Dzeko, 2-0 .del Faraone e gran gioco di squadra.

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La partita però non sembra addormentarsi e la Roma cerca e trova anche il gol del 3-0, stavolta però ci pensa Larsen che sbaglia il retropassaggio per Bizzarri non accorgendosi dell'arrivo in gran carriera del Faraone che lo sorprende buttando il pallone alle spalle del portiere.

Un tre a zero facile e ben confezionato, poche sbavature e discreta concentrazione più davanti ed al centro che nelle retrovie, anche Florenzi, in campo dal primo minuto si scopre più famelico che preciso, la voglia di tornare a fare bene è forte, quella di giocare e rendersi utile ancora di più ma il fisico dice di volersi riabituare a certi ritmi e dopo un po' stacca le connessioni con il cervello.


La ripresa conferma la bella prestazione del primo tempo solo con il freno un po' più tirato, Delneri cerca di aggiustare un po' la formazione per dare più omogeneità in difesa e più scatto in attacco, Pezzella diventa l'elemento di respiro e Fofana fa da collante tra i reparti, il 5-3-1-1 mette De Paul alle spalle di Maxi Lopez chiedendo un certo sacrificio, ma la partita diventa più equilibrata e meno sofferta per i bianconeri, anche se la Roma obbiettivamente non va mai in affanno.

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Allison viene chiamato in causa sia da Bajic, che tenta il colpo da posizione ravvicinata che da Nuythinck al 76' che con un bel colpo fa tremare la traversa. Ci prova Defrel, subentrato negli ultimissimi minuti, ma sbaglia clamorosamente davanti a Bizzarri, così, per non lasciarlo solo, Perotti sfugge ad Angella che lo atterra in piena area di rigore, l'arbitro fischia e lo stesso Perotti sbaglia clamorosamente...ora, un rigore sbagliato sul 3-0 a pochi minuti dalla fine ti fa solo eslamare :” Uhhhh, che peccato, che piedino sfortunato!!!!”

Non oso pensare se fosse capitato al povero Perotti in una partita sull'1-1 esattamente allo stesso minuto di gioco...ecco questo è l'esatto esempio di come vengono spesso usati due pesi e due misure che, in ambito calcistico, determinano a volte il diritto di vita o di morte di un giocatore.

La formazione di casa regge il rilassamento, complice forse anche la sfortuna degli avversari e cerca di portare al sicuro un risultato pulito, purtroppo però negli ultimi minuti Larsen con un bel contropiede, saluta la difesa romanista, neanche troppo preoccupata e candidamente e senza disturbo la mette alle spalle di Allison.

Il risultato resta positivo, riflettendo è chiaro che l'impostazione tattica dell'Udinese può aver condizionato, dopo i primi 45', tutto il resto della partita permettendo anche un certo respiro in vista dell'impegno di Coppa, l'importante sarà mantenere alta la guardia quando i presupposti saranno completamente diversi. Vedremo.


Laura Tarani

Fonte immagine la roma24

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