La Donna Nipponica Nelle Raffigurazioni Di Manekistefy Alla Galleria Parione9

La Donna Nipponica Nelle Raffigurazioni Di Manekistefy Alla Galleria Parione9

Non solo Geisha ma anche eroina

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Abbandonate l’immagine della Geisha come rappresentazione della donna orientale; Manekistefy vi farà scoprire, fino all’8 ottobre 2017, le diverse e spesso sconosciute sfumature della donna nipponica con Female figure in japanese folklore alla Galleria Parione9. Venticinque opere su carta tra eroine, maghe, guerriere, streghe e divinità per un’indagine a colori tra le personalità che la donna può incarnare nella tradizione giapponese.

Radici antiche strettamente legate alla religioni per una figura dalle molteplici ed inaspettate caratteristiche.

La Redazione di UnfoldingRoma Magazine ha avuto il piacere di intervistare Manekistefy per meglio comprendere cosa si nasconde dietro le sue rappresentazioni.

Da cosa nasce la scelta di raffigurare proprio la figura femminile della tradizione folkloristica giapponese?

La fascinazione per il folklore nipponico è nata durante l’infanzia: attraverso gli anime e i film giapponesi ho avuto modo di esplorare da distante un mondo molto complesso e intrigante. Dal 2003 vado in Giappone quasi ogni anno per fare ricerca e per stare con i miei “fratelli” giapponesi; con loro ho visitato il paese in lungo e in largo, andando alla scoperta delle terre originarie dei racconti del folklore.

Da sempre sono legata alla questione femminile. Mi interrogo sui ruoli che la società impone, cerco di capire i condizionamenti subiti in termini di genere ed elaboro teorie di libertà. In Occidente la figura femminile giapponese è intrappolata nella sola idea della Geisha, per questo ho voluto suggerire delle altre forme e identità. Nel corso dei secoli la cultura del Sol levante ha creato un immaginario molto ricco di figure come eroine, maghe, fantasmi, divinità ed esseri mitologici.

Questa mostra è nata dall’ unione delle mie passioni: il Giappone, il mio lavoro di tatuatrice e la tematica femminile.

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Quali sono le differenze che ha riscontrato con le altre culture?

Le figure femminili nel folklore giapponese sono tantissime, ognuna di loro riflette una o più caratteristiche della donna, anche se mitologiche, sono molto “terrene” e molto concrete. Per esempio, Okame è molto dolce e sa di casa, ma allo stesso tempo combatte i demoni lanciando dei fagioli consacrati, a testimoniare la tenacia e la forza della donna comune nel combattere le avversità.

Nella cultura giapponese nulla è solo bene o solo male, in ogni personaggio vivono aspetti contrastanti; trovo che questo sia un approccio più realistico alla vita. Molte “personagge” inoltre sono dei muta-forma: hanno un origine animale (volpi, aironi,..), altro aspetto che non ho riscontrato spesso nelle altre culture.

Quali le radici della raffigurazione femminile in Giappone?

Le prime raffigurazioni sono del periodo Jomon (10000 a.c.- 300 a.c.), si chiamano Dogū e sono divinità femminili legate alla madre terra e alla fertilità; erano rappresentate sotto forma di statuette di creta .

Le radici della raffigurazione femminile in Giappone sono anche da ricercare nel Kojiki e nel Nihonshoki, due libri scritti nel VII e VIII sec d.C. Questi racconti servirono a divulgare le origini mitologiche del Giappone e celebrare le radici divine dell’Imperatore. Izanami, lei, e Izanaki, lui, furono la coppia che creò le isole dell’arcipelago giapponese; crearono anche tutte le altre divinità del pantheon Scintoista , compresa la dea del sole Amaterasu-ō-mi-kami.

Che messaggio desidera inviare alle donne occidentali tramite le sue raffigurazioni?

La scoperta.

Vorrei che i miei dipinti facessero scoprire le mille sfaccettature della donna, dalle emozioni ai controsensi.

Vorrei che le donne si scoprissero più rappresentate, più valorizzate, più comprese e più coese.

Vorrei che nessuno avesse paura di scoprire i diversi lati di se stesso.

Vorrei che le donne non dessero per scontato l’essere solo madri, mogli, fidanzate o figlie. Possiamo realizzare il nostro vero io tramite l’osservazione di noi stesse, capendo i nostri errori e migliorando.

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Cosa pensa della “donna” oggi?

Difficile fare un ragionamento che vale per tutte... posso dire quello che vedo.

Vedo tante malate di protagonismo (i selfie e la duckface lo testimoniano).

Vedo tante donne che corrono di qua e di là senza sapere quale è la direzione giusta.

Vedo tante fidanzate-mamme.

Vedo tante mamme che crescono ancora dei quarantenni.

Vedo ancora tanta separazione tra donne e uomini: ognuno tende a pensare a se stesso ,senza preoccuparsi dell’altro.

Vedo mamme che lavorano tanto, e non hanno tempo per se stesse.

Vedo poche musiciste.

Vedo molti status, gabbie nelle quali essere delle buone consumatrici.

Vedo tante ragazze che viaggiano, verso nuovi orizzonti culturali.

Vedo la curiosità femminile aprire nuove porte.

Vedo donne forti in grado di gestire situazioni difficili.

Vedo donne che aiutano altre donne.

Vedo donne che liberano la loro creatività.

Vedo donne indipendenti.

Ilenia Maria Melis

MANEKISTEFY_Female figure in japanese folklore

Galleria Parione9

via di Parione, 9 (piazza Navona) – Roma

www.parione9.com

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