Tim Cup Il Nostro Commento Tecnico

È duro fallire, ma è ancora peggio non aver cercato di avere successo. -Theodore Roosevelt

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TIM CUP: ROMA-EMPOLI, IL NOSTRO COMMENTO TECNICO.È duro fallire, ma è ancora peggio non aver cercato di avere successo.

-Theodore Roosevelt

ROMA (4-3-3): Skorupski, Maicon, Yanga-Mbiwa, Astori, Cole (24'Holebas), Pjanic (81'Paredes), De Rossi, Nainggolan, Destro, Totti (57'Ljajic), Iturbe.

A disp.: De Sanctis, Lobont, Holebas, Manolas, Calabresi, Somma, Paredes, Ucan, Florenzi, Ljajic, Borriello, Verde
All.
: Garcia

EMPOLI (4-3-1-2): Bassi; Laurini (52'Hysaj), Bianchetti, Barba, Mario Rui; Vecino, Signorelli, Laxalt; Saponara (56'Zielinski); Tavano, Maccarone (69'Verdi)

A disp.: Sepe, Pugliesi; Perticone, Hysaj, Rugani, Tonelli, Valdifiori, Croce, Diousse, Zielinski, Verdi, Pucciarelli, Mchedlidze
All.: Sarri

Capita raramente di non riuscire a trovare le parole per descrivere una vittoria ed il passaggio ai quarti di finale di Tim Cup, il peggio è stato non aver cercato di avere successo, pur avendolo comunque trovato. Volevo scrivere ieri sera, a caldo come le altre volte, ma non me la sono sentita, esattamente come la Roma di queste ultime partite.

Il pareggio di Palermo sembrava già essere servito da campanello d'allarme, la piazza aveva sviluppato un'analisi di questa squadra definendola un po' “addormentata”, ma cercando di addebitare le responsabilità, ora al calo fisico, ora agli infortunati, ora agli squalificati, la Coppa D'Africa...insomma un momento non molto felice ma recuperabile. La partita contro l'Empoli è risultata una vera delusione, una delusione per l'Empoli ed i suoi giocatori, che specialmente nel secondo tempo e nei supplementari hanno sviluppato gioco, hanno battuto il ritmo e scandito i tempi, nonostante giocassero le seconde linee, gli uomini di Sarri hanno dato prova di coraggio e determinazione, obbiettivamente il passaggio l'avrebbero meritato molto più loro che noi, delusione per una partita che è stata pesante a tratti noiosa e che ha dato poco spettacolo, delusione per essere si andati finalmente in vantaggio nei primi minuti ma per non essere riusciti a chiudere il match, facendosi riacciuffare nei minuti finali, costretti ai supplementari e passare il turno per merito di un rigore...che forse non era rigore...e in fondo possiamo anche togliere il forse. Ma andiamo per gradi. Il match comincia un po' sotto tono con la curva sud chiusa per decisione del giudice sportivo dopo i cori intonati al derby. Stavolta però qualcosa sembra diverso, cambio di modulo, con Totti trequartista dietro proprio a Destro e Iturbe. Al 5' su cross di Maicon, grazie alla deviazione di un difensore, Iturbe con un destro non proprio preciso segna la sua seconda rete in campionato, manca l'esultanza, ma la Roma sembra esserci. L'Empoli dimostra di essere una squadra con una forte personalità, insiste, ci prova con Signorelli all'8', mette in difficoltà una Roma che comunque tiene, due volate in porta pescate in fuori gioco sul finire del primo tempo, e Bianchetti che rischia un'autorete con una deviazione su calcio d'angolo, tanti tiri in porta ma che risultano sempre facilmente prevedibili, la Roma approccia attaccando di più, mettendo comunque alla prova Bassi,ma c'è tutto il secondo per chiudere la pratica senza troppo sforzo. Dopo 20' dall'inizio della gara Cole è costretto a lasciare il campo per infortunio, in favore di Holebas, un'entrata dura di Vecino sfiora il volto del difensore provocando una profonda ferita. Nel secondo tempo troviamo una Roma trasfigurata, torna il 4-3-3, al 67' esce Totti, entra Ljiajc. Nei primi minuti del secondo tempo è Destro a sbagliare clamorosamente solo davanti al portiere avversario, sparando alto un pallone che avevamo tutti visto già in rete, ma è sempre Destro a riprovare con Bassi che manda in angolo, e poi Pjanic. Su Destro ne ho onestamente sentite tante, ci prova, e la sua media realizzativa parla per lui, ma guardando la sua prestazione in modo globale, la sensazione è quella che mi ha dato tutta la squadra:” Spento”. Spento il dinamismo, l'agonismo, il “luccichio negli occhi”, si, proprio quello dei cartoni animati, quando i protagonisti andavano a riprendersi il pallone con prepotenza, ieri non ho visto nessuno brillare, lo stesso gol di Iturbe mi ha fatto eslamare” mamma mia che fortuna”. Non c'è bisogno di essere esperti commentatori per fare un'analisi di questa partita, basti solo prendere in considerazione che ha ricevuto più cross e passaggi Skorupski che Ljiajc, Iturbe e Destro messi insieme, anche se la Roma sembra gestire lei la partita, all'Empoli vengono comunque lasciati molti spazi, ne è la prova anche una traversa di Zielinski, subentrato a Saponara, non credo di considerarmi l'unica tifosa che viste come si erano messe le cose guardava nervosamente il cronometro, infatti all'80' Verdi, ultimo cambio di Sarri, parte in volata beffando Skorupski fuori dai pali che prova la parata in scivolata andando a disturbare il rocambolesco recupero di Astori. 1-1 e le speranze dell'Empoli si riaccendono . Esce Pjanic ed entra Paredes. Ad occhio e croce la squadra giallorossa vista nel secondo tempo mi è parsa un brutto incrocio tra la Roma di Enrique e l'ultima di Zemann, e mi chiedo perchè le fasce continuino a restare scoperte...(nostalgia di Gervinho????), e perchè il pressing venga continuamente snobbato e non credo siano solo impressioni, io non vedo più i giocatori attaccarsi all'avversario, e costringerlo al fallo laterale, non vedo più il raddoppio sul giocatore più pericoloso, la Roma aspetta, aspetta gli avversari avvicinarsi pericolosamente all'area piccola, aspetta che i compagni si sistemino gli scarpini prima di crossare, e oltretutto si aspettano di realizzare con lanci da metà campo; io non mi ricordo una Roma così approssimativa e senza cuore da quando è arrivato Garcia. Inevitabilmente si va ai supplementari e nonostante la mestizia avvertita in campo ci siamo trovati tutti un po' sollevati quando abbiamo visto alcuni giocatori dell'Empoli in evidente difficoltà dovuta ai crampi, infatti Iturbe ci prova, ma senza troppa convinzione, gli avversari avvertono sempre di più la stanchezza nelle gambe e questo deve far riflettere, anche i nostri erano indubbiamente stanchi, ma con una qualificazione in bilico e una squadra avversaria quasi dimezzata, lì, almeno lì il carattere ti deve uscire dalle orecchie, dal naso, dagli occhi, e mi chiedo se sono solo io a non averlo notato... Al 99' ammonito Yanga-Mbiwa per fallo su Zielinski al limite dell'area, la panchina toscana protesta per la mancata espulsione per chiara occasione da gol. Sul finire del secondo tempo supplementare è proprio Zielinski ad atterrare Paredes lanciato verso la porta, rigore concesso alla Roma e realizzazione di De Rossi, 2-0, decisione dell'arbitro Di Bello molto contestata da tutti. La partita finisce tra i fischi di un Olimpico che vede nel rigore concesso, ma considerato inesistente, un aiuto ad un Roma che avrebbe tutte le carte in regola per vincere agevolmente e con convinzione. Ennesima partita brutta e sconsolata, un match che ci lasciamo volentieri alle spalle con la speranza che questa volta accompagnati dai veri fischi dei propri tifosi qualcuno si faccia una domanda e si dia una risposta definitiva, l'augurio va a Mister Garcia, al suo equilibrio che vorremmo tornasse in panchina, in conferenza stampa e soprattutto in campo.

Laura Tarani

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