Teatro Do Oprimido

Giovanni Cacace propone un percorso di teatralità per offrire strumenti preziosi per il miglioramento del proprio equilibrio e della propria vita quotidiana, perché stare bene è l’obiettivo primario della disciplina del TdO.

stampa articolo Scarica pdf

Scoprire che esiste un “Teatro dell’Oppresso” che può offrire strumenti di cambiamento personale per tutti coloro che vivono situazioni di oppressione può destare sicuramente curiosità. Il metodo, elaborato dal regista brasiliano Augusto Boal come strumento di coscientizzazione ed elaborazione delle situazioni di oppressione e conflitto, è un teatro che rende attivi gli spettatori  per esplorare, mettere in scena, analizzare e trasformare la realtà che essi stessi vivono.

Proprio per la sua natura umanistica e democratica, il TdO è largamente diffuso in tutto il mondo e usato in tutti i campi del sociale fra cui educazione, cultura, arte, politica, lavoro sociale, psicoterapia. Anche per vincere quel pizzico di diffidenza, può essere interessante fare parte di uno dei corsi che stanno prendendo sempre più piede in tutte le città reclutando molti proseliti.

A Roma, per esempio, grazie ad un tam tam naturale di persone soddisfatte siamo arrivati a Giovanni Cacace, formatore attraverso le tecniche del TdO, che ogni settimana organizza le lezioni “Liberati con la teatralità” in via Terni 44 in piena zona San Giovanni. Scopo dell’incontro è quello di dare la possibilità a ogni partecipante di liberarsi a esprimere se stesso attraverso un percorso fatto di giochi e esercizi che fanno scoprire in maniera divertente quali sono le sovrastrutture che ci siamo creati e che ci ingabbiano.

E’ lo stesso Giovanni che ci accoglie coinvolgendoci con estrema spontaneità alla conoscenza degli altri partecipanti con cui si viene a instaurare da subito un bel rapporto dettato proprio dalla voglia comune di condividere affinità e sensazioni. La sala è accogliente, anche perché si può stare in piena libertà a piedi scalzi e il clima che si viene a creare contribuisce a vincere una certa resistenza personale grazie anche a giochi di movimento e di sguardi che aiutano a istaurare un dialogo e con questo la soluzione ai conflitti.

Come pubblicizzato nella locandina, il gruppo lavora in un clima gioioso e sereno sotto l’abile guida del magister che, pur essendo tale, si pone al pari degli altri vivendo le stesse emozioni nel pieno coinvolgimento. I contatti fra gli allievi sono fisici e mentali fino ad arrivare alla pura rappresentazione teatrale fatta di improvvisazione per il risveglio dell’eterno fanciullino in ognuno di noi che, attraverso il gioco, analizza e trasforma le situazioni oppressive, di disagio, conflittuali, della vita quotidiana.

L'agire teatrale riesce così a creare un percorso di ricerca della propria autenticità, una conoscenza di sé, come persona con pregi e difetti, limiti e paure alimentando, contemporaneamente, la fiducia nell'altro e l'autostima, la cooperazione e la creatività.

Uno dei maggiori pregi delle lezioni di Cacace è proprio quello di favorire il confronto portando alla consapevolezza di manie e sabotaggi che possono essere comuni anche agli altri e che per questo appaiono meno gravi di quello che pensiamo. Un’esperienza sicuramente da provare e che, alla fine, riesce a ridicolizzare quello che costituiva una forma di oppressione generando la migliore medicina di sempre che rimane una sonora risata. 

                                                                                                                    Rosario Schibeci 

https://www.facebook.com/tdoaroma/?pnref=lhc


© Riproduzione riservata