Ghosts, I Fantasmi Di Massimiliano Alioto

Ghosts, I Fantasmi Di Massimiliano Alioto

A due passi da Piazza del Popolo rinasce il Museo Andersen

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Apparizioni, presenze in bilico tra realtà e visione, individui che emergono da un sogno, da una fascinazione dell’arte e della memoria; questa la sottile linea che lega le opere che popoleranno il Museo Andersen fino al 4 febbraio 2018: nasce così MASSIMILIANO ALIOTO. GHOSTS?, una mostra che restituisce al museo segni del passato della famiglia di Hendrik Christian Andersen in un vortice di citazioni reinterpretate abilmente da Alioto. Lo scultore Hendrik Christian, Helene sua madre, Andreas e Arthur i fratelli, Lucia Lice la sorella adottiva, Olivia Chushing sua cognata, pedine di una narrazione per immagini che si svolge nuovamente a Villa Helene. In un dialogo aperto tra i due artisti, Hendrik Christian e Massimiliano Alioto, separati da cento anni di storie, si vengono a creare alchimie misteriose in cui il tempo di disintegra in uno scambio di analogie e contrasti; sogni pittorici che nutrono la fantasia di Alioto dando vita a suggestioni degli occhi e dell’anima.

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Un’idea, una luce che si accende all’improvviso e che prende forma quando alla mente torna il progetto della città mondiale di Andersen, un’utopia senza tempo che si avvicina alla compiutezza nelle opere di Alioto; prende corpo nell’artista una città fantasma, una Ghost Town, ispirata da aree situate nella zona di Fiumicino, le stesse aree che Benito Mussolini desiderava destinare alla realizzazione della Città Mondiale. Un sogno rimasto inattese, un insieme di sogni inattesi a cui l’artista contemporaneo dà corpo nelle sue opere sospese come istantanee che riescono a ritrarre frammenti di passato, attimi del passaggio di personaggi illustri, di uomini che hanno ancora una storia da raccontare.

Un viaggio nel tempo che scompone i ricordi in mille riflessi caleidoscopici seguendo le interferenze dello spettro solare. Una ricerca pittorica che scompone la luce aprendo varchi temporali tra i gessi della collezione permanete del Museo Andersen; una restituzione, al luogo preposto, di statue concepite per uno specifico posizionamento.

Nel corso di questa esperienza sensoriale il fruitore proietta le sculture nei paesaggi dipinti per mezzo di fasce di colore che ne incorniciano audacemente i basamenti aprendo varchi spazio-temporali che desiderano rendere omaggio ad un grande artista; un invito a sognare, un concetto alla base dei progetti utopici rimasti disattesi nel tempo.

Paesaggi che sembrano animati da fantasmi, dai contorni indefiniti, quasi sfocati, in cui i tratti sono illuminati da contrasti e colori che parlano di transiti, di storie familiari.

Volti frammentati, scomposti, accesi di luce, definiti nelle espressioni, nello sguardo talvolta corrucciato, altre volte cristallino. Ritratti contornati che emergono dai supporti evidenziando emozioni e sentimenti come quello dedicato ad Olivia Cusching Andersen che sposò il fratello Hendrik Christian. Disegni a matita che raccontano i fantasmi di Andersen; disegni caleidoscopici che includono anche amicizie e collaborazioni, da Henry James a Ernest Hèbrard, l’architetto francese che collaborò con Hendrik al progetto per The World Communication Centre.

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Un dialogo aperto con la collezione, in cui i paesaggi dipinti permettono di ripercorrere il perimetro di quel fazzoletto di terra in cui doveva sorgere la città utopica di Andersen.

Ilenia Maria Melis

Massimiliano Alioto. Ghosts?

Museo Hendrik Christian Andersen

Via Pasquale Stanislao Mancini, 20 – Roma

https://www.facebook.com/hendrikchristianandersen/

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