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Un'occasione mancata.

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ROMA (4-3-3): Skorupski; Bruno Peres, Juan Jesus, Moreno, Emerson; Gerson, Gonalons, Strootman; Under, Schick, El Shaarawy. Allenatore: Di Francesco.

TORINO (4-3-3): Milinkovic-Savic; De Silvestri, Lyanco, Moretti, Molinaro; Obu, Valdifiori, Acquah; Edera, Belotti, Niang. Allenatore: Mihajlovic.



Nessuno di noi avrebbe mai creduto, in tanti anni di Roma, che la bestia nera di questa squadra sarebbe diventata la Coppa Italia.

Tre scudetti e poco altro, ma anche negli anni più bui una delle poche certezze del club giallorosso era questo trofeo,snobbato e bistrattato un po' da tutti rimaneva comunque una bella soddisfazione, tanto da essere quasi considerato, per certi versi, il trofeo della Roma.

Contro ogni pronostico la squadra di Di Francesco, questa sera, esce definitivamente dalla competizione in un ottavo di finale non impossibile, tanto rammarico ma anche tante responsabilità su cui il tecnico dovrà ragionare, a partire dalla formazione, per poi analizzare l'approccio tecnico e mentale di una squadra che avrebbe potuto sicuramente dare qualcosa in più.

De Silvestri si rivelerà l'uomo partita, comincia da subito ad infastidire le retrovie giallorosse con anticipazioni e giocate intelligenti, un crescendo che lo vedrà realizzare il gol dello 0-1, senza nulla togliere ad un sorprendente Milinkovic che diventa, per una sera, il nuovo Uomo Ragno della prossima pellicola sul genere.

Mihajlovic si diverte, un po' per gioco, un po' per necessità, a rimaneggiare la formazione rinunciando a Ljaijc e Ansaldi ma con Belotti e Niang in forma quanto basta per non strafare ma per mettere in seria difficoltà la Roma.

Di Francesco ci va giù pesante con il turn over e la rotazione comincia con Skorupski in porta,buon elemento di qualche anno fa, quasi un fenomeno come avversario, per poi tornare in casa Roma ed esordire dopo anni con troppa pressione addosso e pochissimi minuti nelle gambe e nelle mani, poco supportato dalla difesa, ci mette del suo soprattutto sul secondo gol del Torino.

Primi minuti, primi sussulti, ed è il Torino a prendere subito le misure con Niang, Juan Jesus devia,il Torino ci riprova ed al 23' sfiora il vantaggio, punizione di Edera e De Silvestri di testa spaventa Skorupski.

La Roma tenta di ricompattarsi, ma la scarsa confidenza tra i giocatori in campo è palpabile, la difficoltà degli uomini di Di Francesco diventa sempre più evidente, manca la sintonia, ed ogni azione sembra rallentata nella ricerca del compagno più affidabile, si va in avanti ma le giocate automatiche e d'impatto sono sporcate, imprecise e senza convinzione, difficoltà nei contrasti ( coplice un'accentuata insofferenza ai contatti/contrasti dei giocatori avversari) e insicurezza nei tiri in porta, certo, di occasioni la Roma ne spreca tante, al 31' forse la più clamorosa con un tiro a giro di El Shaarawy dalla distanza che scuote la traversa interna rimbalzando violentemente sul terreno appena fuori la linea di porta, di seguito in sequenza ci provano Emerson Palmieri e Under che la mandano alta sopra la traversa.

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La squadra di casa cerca di chiudere gli avversari nella propria metà campo, ma il Toro resiste bene ed al 39' castiga i giallorossi, con un'azione da corner: Belotti di testa, il portiere polacco respinge e lesto si affaccia De Silvestri che ribadisce in porta 0-1 ed il primo tempo lascia spazio a tanti pensieri per poter recuperare una partita che ha dato già un responso negativo per quelle che erano aspettative e le certezze di una formazione.

In definitiva, considerando tutte le variabili, il gruppo schierato da Di Francesco è molto forte, potenzialmente sulla carta: un velocissimo Under, la coppia /non coppia Gerson Gonalons, ed un rinnovato Emerson Palmieri, per non parlare di Schick le cui movenze e fiammate sembrano restituirci il campione di cui si parlava tanto, insomma gli elementi di spessore ci sono, le pedine importanti anche, manca la convinzione e l'abitudine al gioco continuo, quel famoso “giocare a memoria” che è prerogativa delle squadre con una rosa ed una formazione non direi simbiotica ma quantomeno affiatata.

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La ripresa non sortisce i risultati sperati, la squadra di casa costruisce, si fa più audace ma non centra l'obbiettivo, passano i minuti e le palle gol diventano vive tra i piedi giallorossi, prima Under al 60', poi Perotti ( subentrato proprio al giocatore turco) sorprende Milinkovic costringendolo alla deviazione in angolo, per poi finire con Schick che scuote il palo con un tiro di testa. Dieci minuti in cui la Roma contruisce poco, molto poco, stanca e disorganizzata cerca di seguire le indicazioni dalla panchia, ma la squadra più lucida sembra essere quella granata che al 72' firma il raddoppio con Edera,in un botta e risposta Belotti, Gallo, Edera che alla fine ha la meglio su tutti e la mette alle spalle del portiere avversario 0-2.

La Roma corre ai ripari (com'era quella dei buoi...), dentro Pellegrini e Dzeko e la partita prende da subito un altro piglio, peccato che i minuti scorrano e le gambe girino poco.

Un pizzico di fortuna e Moretti atterra Schick , per l'arbitro non ci sono dubbi, rigore.

Sul dischetto Dzeko, tiro, parata di Milinkovic senza troppo sforzo, un calcio nemmeno troppo convinto, nemmeno troppo potente, nemmeno troppo angolato, un tiro, non tiro, secondo rigore sbagliato in 5 giorni, ma, stavolta poteva essere decisivo...stavolta.


La Roma si sveglia all'80' sinistro preciso di Schick e palla in rete, gli ultimi minuti servono ai padroni di casa per ricordarsi che il tempo sta per scadere, ma il tempo scade, le partite sono fatte di 90' e la Roma,a volte, se ne ricorda troppo tardi.


Laura Tarani

Fonte Immagine: Il sussidiario.net

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