La Madonna Esterházy Di Raffaello Eccezionalmente A Roma

La Madonna Esterházy Di Raffaello Eccezionalmente A Roma

Cambio di ritmo nella collezione di Palazzo Barberini

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Un quadro non finito opera di un grande artista, un’occasione unica che le Gallerie Nazionali di Arte Antica di Roma offriranno nella sede di Palazzo Barberini fino all’8 aprile 2018: si aprono così le porte del prestigioso edificio barocco commissionato da Papa Urbano VIII per La Madonna Esterházy di Raffaello, opera concepita in un momento concitato nel mondo dell’arte. Un prestito che va a sopperire l’assenza della celeberrima Fornarina concessa all’Accademia Carrara di Bergamo fino al maggio 2018 per la mostra Raffaello e l’eco del mito donando però a Palazzo Barberini un cambio di ritmo sulla collezione permanente.

Una tavola di pioppo di piccole dimensioni (cm 29 x 21,5), proveniente dallo Szépmüvészeti Mùzeum di Budapest, eseguita intorno al 1508 a cavallo tra il periodo fiorentino e quello romano di Raffaello Sanzio. Nota come Madonnna Esterházy perché appartenente ad una famiglia Ungherese di grandi committenti e collezionisti, la tavola si inserisce tra le azioni di recupero del Comando dei Carabinieri; trafugata nella notte del 5 novembre 1983 assieme ad altri pezzi pregiati del Tintoretto, di Giorgione e Tiepolo, l’opera fu rinvenuta successivamente in un convento abbandonato in Grecia.

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Tra colline e alberi che testimoniano il forte legame di Raffaello con Firenze, tra rovine dal sapore romano, appare la Madonna con in braccio Gesù Bambino; entrambi sono rivolti verso San Giovanni posto ai piedi della Vergine mentre è intento a leggere un cartiglio. Una scena intimistica collocata in un contesto agreste, uno dei dipinti più delicati e sentimentali di Raffaello che si nutre di una gestualità degli affetti molto fine. Un’opera che segna il passaggio di Raffaello Sanzio a Roma; infatti, l’artista, tra il momento della progettazione e quello della realizzazione, fu chiamato nella Capitale per rinnovare l’immagine del Vaticano: aveva inizio, infatti, per l’arte occidentale, un anno cruciale con l’apertura dei cantieri della volta della Cappella Sistina e delle Stanze degli appartamenti papali. Un passaggio, quello a Roma, che ebbe forte influssi sull’opera come riscontrabile confrontando il disegno preparatorio proveniente dalle Gallerie Nazionali in cui è riscontrabile l’assenza dei ruderi romani alle spalle delle Vergine. Un passaggio dal mondo fiorentino a quello romano che assume un sapore per l’antico in cui sono riconoscibili i resti del Tempio di Vespasiano e della Torre dei Conti nel Foro Romano.

Il gruppo rappresentato è caratterizzato da una lievità dei gesti, una delicatezza dei lineamenti che ben ne rappresentano la purezza d’animo e la spensieratezza di un momento di svago. Una poetica degli affetti in cui un gioco tra bimbi è collocato in un paesaggio che racconta un momento storico di grande importanza.

Nella stesura del disegno raffigurante i due bambini sono da sottolineare le affinità con i fanciulli raffigurati nella Madonna del Baldacchino di Palazzo Pitto a Firenze che ne confermano il senso di non finito; l’incompiutezza dei tratti viene, però, messa in secondo piano dall’osservatore incantato da un’opera in grado di donare serenità.

Di non chiara committenza, l’opera fu ricondotta grazie ad una scritta cancellata dal tempo, ad Elisabetta, madre di Maria Teresa d’Asburgo quale dono di Clemente XI Albani.

Ad accostare la tavola altre opere che rientrano nella serie di quadri di Raffaello in cui è riscontrabile un legame nelle rappresentazioni: la Madonna dei Garofani (XVI secolo) copia da Raffaello a lungo citata dalle fonti e ricercata dai filologi; il Gesù Bambino, copia parziale della Madonna del Velo del Sanzio, tra le invenzioni più note del Maestro; la Madonna Hertz (1515) di Giulio Romano, allievo di Raffaello.

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Un Raffaello Sanzio intimizzato ed al contempo romanizzato che incanterà i visitatori di Palazzo Barberini offrendosi con tutta la sua delicatezza propria solo di un grande artista come Raffaello Sanzio pur in un piccolo ma sorprendente formato.

Ilenia Maria Melis

La Madonna Esterházy di Raffaello

fino all’8 aprile 2018

Gallerie Nazionali di Arte Antica di Roma - Palazzo Barberini

via delle Quattro Fontane, 13 – Roma

www.barberinicorsini.org

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