Luca Capriotti

Combattere il sensazionalismo crudele è un dovere del giornalismo moderno

894
stampa articolo Scarica pdf

Oggi abbiamo il piacere di intervistare il giornalista Luca Cpriotti , con lui parleremo del mondo del giornalismo e di altri argomenti che spero vi siano graditi

Una tua breve presentazione per i nostri lettori..

Lavoro nel giornalismo da quasi 10 anni, ho fondato un progetto editoriale legato al mondo Lazio, Laziocrazia.eu, e collaboro con testate nazionali come Calciomercato.com, Cittaceleste Tv e FoxSports.it. Nel tempo libero lavoro come consulente web per aziende, mi occupo di educazione digitale e formazione.

Buongiorno caro Luca : viviamo in un paese dove nessuno compra più i giornali, ma tantissime persone sono andate a vedere a vedere ‘the post’ (2,3 mln): lo hai visto ? in che condizioni si trova il giornalismo italiano in questo periodo ?

Non ho visto The Post, anche se, dal trailer, sembra un film davvero interessante. Nessuno compra più il giornale, grande verità, e non da oggi: il giornalismo italiano dovrà convertirsi, e in parte lo sta facendo, e passare al lato oscuro del web. Per linguaggio, formazione, impostazione i giornali cartacei non riescono più ad esprimere l’urgenza di notizia e la facilità della ricerca online. Per me ancora non sono del tutto morti: c’è chi ha capito che il giornale può essere un potente contenitore culturale, ideologico, per quanto riguarda l’informazione sportiva c’è bisogno di grandi firme, articoli capaci di generare dibattito e approfondimenti diversi e più importanti rispetto a quanto si può trovare in rete.

Il lavoro deve essere stabile e ben pagato per combattere seriamente la povertà” Queste sono le parole di Renzi qualche anno fa : lavorando nel giornalismo e nella comunicazione ci stai riuscendo ?

Un giornalista medio deve attrezzarsi e lavorare h24 per tirare su uno stipendio decente. Ci sono stati momenti in cui non ce l’ho fatta, altri in cui è andata molto meglio, è comunque un lavoro appeso ad un filo, molto lontano dagli stipendi faraonici che si prendevano 20 anni fa. Ci vuole sicuramente grande passione ed elasticità mentale per riuscire a re-inventarsi ogni volta, in maniera nuova e diversa.

Jessica Valentina Faoro, la 19enne trovata morta mercoledì in un appartamento di Milano, prima di essere uccisa ha cercato di difendersi. "ho rigirato il coltello che aveva in mano contro di lei e l'ho colpita allo stomaco", ha detto al pm Alessandro Garlaschi, il tranviere di 39 anni accusato di aver assassinato la giovane e di aver cercato di bruciarne il corpo. La 19enne aveva opposto resistenza ai suoi approcci; stiamo leggendo da troppo tempo notizie terribili che riguardano giovani ragazze coinvolte in efferati delitti: come si deve comportare il giornalismo nel raccontare i fatti ?

Probabilmente deve cercare di dire la verità, senza caricarla. Un grande difetto del giornalismo moderno è la ricerca dell’effetto “urlato”, del clickbait non inteso solo sul web, ma in generale nel giornalismo. Combattere il sensazionalismo crudele è un dovere del giornalismo moderno, ma anche raccontare i fatti. Non credo che sia il giornalismo a generare emulazione, o ad aumentare il rischio di crimini contro le donne. Il discorso è più vasto, coinvolge una sessualizzazione e mercificazione del corpo femminile che va dal porno alla televisione, e la progressiva perdita di empatia e rispetto che riguarda in genere tutti gli uomini.

Nella tua carriera giornalistica, quanti bravi giornalisti hai incontrato che hanno saputo raccontare le storie con penna e maestria ?

Ne ho incontrati molti. Marco Ercole, ora a Repubblica, è un grandissimo cacciatore di notizie, è stato il mio primo caporedattore e mi ha insegnato molto di quello che so del giornalismo. Il giornalismo ha bisogno di ottime penne e grande sensibilità: ce ne sono in giro, di grandiose, altre un po’ meno.

Il tuo articolo più “riuscito” ?

Non ne ricordo uno in particolare, ma sono particolarmente legato alle recensioni di libri. Un ambito in cui riesco a lavorare poco, ma mi piace tantissimo.

Dopo il decalogo contro le fake news, Facebook lancia in Italia nuovi strumenti in vista delle elezioni politiche del 4 marzo. in partnership con l'Ansa, a partire dalla prossima settimana, realizzerà una serie di interviste, via Facebook live, con i leader dei principali partiti e movimenti politici : ti occupi anche di social, credi realmente che si possano “manipolare” la notizie ?

Sì, certamente. E si possono creare enormi correnti di pensiero, perfino partiti, facendolo. Si può nascondere nel titolo tutto, qualcosa, si possono perfino nascondere i fatti o inventarne totalmente di nuovi, basati su credenze generiche o inchieste giornalistiche campate per aria. Il problema esiste, ma è il lettore educato e consapevole che deve essere in grado di non dare click. Con il passare degli anni, quando entreranno in gioco individui più digitalizzati, sarà più difficile fregarli.

Le “bufale” raggiungono solo il 3% degli italiani online - i lettori passano, sui siti di disinformazione, ben poco tempo e poi la forma di “fakenews” piu’ diffusa si chiama “propaganda” ed e’ in mano a partiti (e politici) di ogni colore ?

Le bufale purtroppo hanno varie forme, e spesso raggiungono più lettori di quanto si vorrebbe. Indubbiamente alcuni partiti cavalcano notizie e le rendono distorte. Ma la propaganda è sempre molto più sottile di una banale bufala.

Tu sei un ragazzo giovane, formato, serio, un professionista affermato : andrai a votare rispondendo all’appello del Presidente della Repubblica ?

Certamente, l’ho sempre fatto, e non mi lascio scoraggiare.

Il consiglio nazionale dell'ordine dei giornalisti ha approvato un documento contenente alcune linee guida in materia di sanzioni disciplinari per il mancato assolvimento dell'obbligo formativo, introdotto con il dpr 137/2012, relativo al triennio 2014-2016: credi sia giusto che il giornalista debba assolvere tale compito, la formazione è sempre necessaria ?

La formazione è sempre necessaria ma dovrebbe essere gratuita. Inoltre i giornalisti dovrebbero essere aiutati a formarsi: spesso il professionista della notizia è freelance, andare ad un evento di formazione comporta perdere una giornata di lavoro. E nessuno naviga proprio nell’oro…

Parliamo del Festival di Sanremo : Claudio Baglioni imita Mussolini, la polemica: “lasci Sanremo” il “dittatore artistico” commette una gaffe sul palco della seconda serata del festival. il suo “italiani!”, urlato dal pulpito con le mani sui fianchi, è apparso come una citazione a Benito Mussolini. pioggia di polemiche sui social….

I social ci vanno a nozze, ma è appena uscito un film che ipotizza il ritorno del dittatore italiano, e ne fa una figura perfino troppo simpatica (come nel corrispettivo film con protagonista Hitler non capita). Sono polemiche sterili, ma sempre meglio sottolineare alcuni atteggiamenti sbagliati: in Italia abbiamo grosse difficoltà a fare i conti con il nostro passato.

Parliamo di sport : nella Lazio, alta tensione Felipe Anderson-Inzaghi. il brasiliano non sarà convocato contro il Napoli nella prossima partita in trasferta : giusto oppure sbagliato ? sei dell’idea che un allenatore sia “l’autorità assoluta” dentro lo spogliatoio ?

Deve esserlo, altrimenti lo perde. Inzaghi basa molto del suo successo sulla presa che ha sul gruppo e sul gruppo stesso. La società fa quel che deve, evidentemente ha capito che era l’unico modo per affiancare l’allenatore. Poi Felipe è un patrimonio della Lazio finché resta a Roma, e come tale va tutelato e incoraggiato.

Qualche anno fa eri al seguito della Lazio Primavera, in questa stagione i ragazzi non stanno andando benissimo ; tu hai conosciuto tanti campioni che adesso giocano chi in prima squadra chi in altre formazioni : con chi hai legato di più ? Sei dell’idea che a livello giovanile la presenza di stranieri sia un limite per far crescere i ragazzi italiani ?

No, non è un limite: i nostri giovani devono imparare che il mondo del lavoro oramai è globalizzato, o sei bravo, o è meglio se giochino altri. Il problema dei settori giovanili è che vengono scelti giovani stranieri con strutture fisiche importanti, che spesso poi non diventano neppure calciatori. Se lo prendi, devi fare operazioni alla Keita: puntare su giocatori di sicuro talento. Ho legato molto con Murgia, Cataldi, Serpieri, ma anche con Keita, Guerrieri, Silvagni. Sono tanti, ho un ricordo stupendo di tutti loro, anche di quelli che giocavano meno.

Striscia’ la notizia scova i traffici sui calciatori che giocano nelle serie minori e che per le società valgono fino a 4,5 milioni. così le squadre scrivono a bilancio plusvalenze clamorose per sportivi che poi tornano nell’oscurità : mi chiedo come mai ci sono riusciti loro ,e non tanto i giornali sportivi che hanno l’obbligo di trovare certe notizie ? l’informazione sportiva in questo momento di cosa si sta occupando secondo te ?


Un sito su cui lavoro, Calciomercato.com, ha fatto un’inchiesta sull’argomento e il Chievo non lo fa più entrare allo stadio. Alcuni club sono meravigliosi maghi dei bilanci. Bisogna occuparsene, certo, ma con uno che sa spulciare i conti vicino: non tutti hanno le competenze per farlo.

I giornalisti spesso scrivono libri raccontando storie etc etc : ti piacerebbe scriverne uno ? su quale argomento ?

Sì, molto. Mi piacerebbe scrivere un romanzo di formazione, o una storia per bambini. Abbiamo qualche scrittore italiano interessante, giovane, magari un giorno lo farò.

Progetti per il futuro ?

Voglio fare più corsi di formazione, crescere nel mondo televisivo ed essere sempre curioso e attento: due caratteristiche che servono da morire. Accanto ad una grossa dose di empatia: credo che aiutare gli altri a restare umani sia uno dei compiti più importanti del giornalismo.

Benedetta Spazzoli

© Riproduzione riservata