Shakhtar Roma

Troppo freddo anche per pensare...

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SHAKHTAR DONETSK (4-2-3-1): Pyatov; Butko, Kryvtsov (48’ pt Ordets), Rakitskiy, Ismaily; Fred, Stephanenko; Marlos, Bernard (47' st Kovalenko), Taison; Ferreyra. A disposizione: Shevchenko, Zubkov, Petryak, Dentinho, Alan Patrick. Allenatore: Fonseca.


ROMA (4-2-3-1): Alisson; Florenzi (27’ st Bruno Peres), Manolas, Fazio, Kolarov; De Rossi, Strootman; Under (27’ st Gerson), Nainggolan (38’ st Defrel), Perotti; Dzeko. A disposizione: Skorupski, Juan Jesus, Pellegrini, Schick. Allenatore: Di Francesco.



Troppo freddo in Ucraina.

Il gelo europeo ferma le speranze della squadra giallorossa, costretta a giocarsi il passaggio del turno in un clima più favorevole come quello casalingo.


Una Roma all'apparenza preparata, arriva in Ucraina con l'intento di chiudere i conti già all'andata, il Mister sceglie una formazione già collaudata un 4-2-3-1 sperimentato in campionato con Dzeko prima punta, pronto a raccogliere tutti gli spunti provenienti da un centrocampo alto e ben assortito, a sinistra Kolarov/Perotti, un duo veloce e attivo diventa la garanzia su cui puntare di più, mentre a destra il corridoio rimane ad appannaggio del giovane talento Under supportato da un affidabile Nainggolan pronto a muoversi in modo più agevole.

La partita si mette da subito sul binario giusto per gli uomini di Di Francesco che arrivano spesso nei pressi della porta avversaria, ma purtroppo senza concretizzare, si costruisce e Dzeko potrebbe chiudere la partita già nel primo tempo, al 6' è Kolarov a servire dalla bandierina una palla ben angolata per il bosniaco, il portiere ucraino però non si fa illudere ribatte la palla che anche Fazio in buona posizione tenta di ribadire in porta senza successo, al 12' anche Under prova a servire l'attaccante giallorosso sbucando dalla destra, il portiere ucraino è però più svelto e anticipa sul pallone.

I padroni di casa non reagiscono, ma studiano l'avversario puntando sulle ripartenze, anche per loro il corridoio di sinistra diventa essenziale per cercare di arrivare in porta, ma è la difesa in questo primo tempo a fare la differenza, Fazio e compagni seguono le azioni e smorzano i tentativi, ma peccano sui raddoppi lasciando un grosso carico di responsabilità sull'estremo difensore capitolino, classe, eleganza e la certezza di aver trovato finalmente un fuoriclasse in grado di fare la differenza il primo ad impensierirlo è Marlos che superato Kolarov, non trova altra ostruzione al cross mirato nella porta avversaria. Fonseca gioca a specchio con la formazione in campo, nel suo 4-2-3-1 può contare su diverse individualità di rilievo, nel primo tempo Marlos ed Ismaily su tutti, poi al 20' è ancora da un calcio piazzato che la Roma cerca il vantaggio, Kolarov dalla bandierina, crossa in mezzo ed è Manolas a non centrare la porta.

Di Francesco punta sulla difesa alta e spesso rischia di rimanere scoperto dietro, tanto che anche da davanti si rincorre il pallone fino quasi sulla linea di porta, al 41' è Perotti a creare le condizioni per il vantaggio giallorosso, allungo per Dzeko che serve un assist perfetto per il turco, sinistro preciso ed a poco serve l'intervento di Pyatov 0-1, arrivato grazie ad una giocata di ingegno.

Il primo tempo consegna agli uomini di Di Francesco, uno 0-1 sudato e costruito, bella la grinta e l'impegno, ottimo il giropalla e le chiusure a centrocampo, piccole sbavature da rivedere ma nel complesso, a parte una revisione all'equilibratura dei piedi del bosniaco, la squadra trova una buona malgama, puntando si, sull'intuito ma principalmente sulla fiducua reciproca tanto rincorsa negli ultimi mesi.

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Nel secondo tempo purtroppo la carrozza torna zucca, ci siamo abituati eh! Tranquilli, si soffre anche stasera, Allison viene chiamato in causa già da subito, colpevole di essere stato troppo a “riposo” durante la prima frazione di gioco,avesse patito troppo freddo... l'uno/due Marlos Ferreyra non sembra pericoloso ma diventa la priorità da seguire per disinnescare i tentativi ucraini, perchè lo Shakhtar, pur mantenendosi vivo sulle fasce, decide di approcciare anche verticalmente, puntando su un Taison ( un giocatore completo, onnipresente, uno scatto impressionante e grande senso di gioco) rinvigorito dalla pausa negli spogliatoi, la squadra si accorcia ancora di più e chiude la Roma nella sua metà campo, che sorpresa e intimorita si ferma sulle gambe, va in bambola e rischia troppo.

La squadra di Fonseca gioca molto bene in velocità, è attenta e confonde gli avversari con tocchi di prima che allungano e disorientano, le maglie della difesa giallorossa si aprono, a rimorchio arrivano spesso Kolarov e Perotti che sul finale pagheranno gli straordinari di un lavoro sovrumano, Allison compie miracoli, apparizioni e moltiplicazioni di guanti e piedi, ma alla fine nemmeno lui può nulla sui due gol dello Shakhtar, il primo al 52', rilancio di Rakitskiy per Ferreira ed errore clamoroso di Florenzi, non al meglio della condizione, che lo lascia andare via, altro macroscopico errore della difesa con Manolas che si lascia superare in maniera imbarazzante e su cui Allison proprio non può nulla.

1-1. Difesa e centrocampono non comunicano più, un'altra faccia ed un altro gioco nel secondo tempo e onore al merito ad un avversario che sfrutta lo stallo e ne approfitta per affondare senza pietà, in uno stadio dove le maglie bianche sembrano addirittura in inferiorità numerica.

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Il numero nove giallorosso si perde nuovamente nelle lande desolate dell'area piccola avversaria, dimenticando che nemmeno un anno fa lottava per diventare il capocannoniere del campionato e lo Shakhtar acquista ancora più smalto, i giocatori si innervosiscono e cominciano a diventare molto più suscettibili, tanto da commettere sciocchezze che poi si riveleranno fatali.

Al 71'contrasto al limite dell'area, Strootman entra in maniera scomposta e l'arbitro concede la punizione, Fred esegue e la parabola si insinua nell'angolo alto della rete...Allison nulla può, intuisce con rammarico, troppo tardi, la traiettoria del pallone calciata dal suo vecchio compagno di squadra, il 2-1 è ormai siglato.

Di Francesco tenta di correre ai ripari, cercando nel supporto di Gerson e Bruno Peres prima e Defrel poi, una fiammata per non rendere nulla la trasferta europea, ogni altro commento da qui al 90' diventa improponibile, aldilà di un salvataggio assistito Allison/Peres, il campionato del numero 25 giallorosso dovrebbe terminare qui per totale mancanza di doti tecniche, fisiche, chimiche e morali.

Il ritorno è ancora apertissimo, fuori casa la squadra ucraina perde il 60% del suo valore assoluto, la Roma può ancora giocarsela, forse, ancora...Bruno Peres permettendo.


Laura Tarani

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