Milan - Arsenal

Il diavolo soccombe alle cannonate inglesi

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Non basta una gara di grande impegno dei rossoneri per prevalere su un Arsenal apparso migliore in tutto, a partire dalla condizione fisica, fino alla qualità nelle giocate e l'esperienza nello sfruttare gli errori della squadra di casa. 

Consueto undici per Gattuso, i cui giocatori hanno potuto beneficiare dello stop di domenica, del quale avrebbero fatto volentieri a meno, ma che ha portato energie fresche a tutta la squadra. Non può invece contare su due pedine importanti Wenger, Lacazette e l'ex di turno Aubameyang: il primo per infortunio, il secondo in quanto è stato acquistato a gennaio ed aveva già disputato partite europee con il Borussia Dortmund.

Partita vibrante fin dai primi minuti, complice l'atteggiamento offensivo di entrambe le squadre, che mettono in fila una serie di emozionanti botta e risposta. Il primo ad andare vicino al goal è Bonaventura, che sugli sviluppi di un calcio d'angolo sarebbe libero di colpire da posizione favorevolissima se non venisse anticipato all'ultimo da Xhaka. La risposta dell'Arsenal è sui piedi di Mkhitaryan, ben servito in area da Wilshere, la cui conclusione va però a spegnersi all'esterno della rete.

Il goal però è nell'aria e, dopo un'azione rossonera dove Calhanoglu è fin troppo onesto a stare in piedi dopo un contatto in area, sono gli ospiti a far valere la propria esperienza e punire la squadra di Gattuso nel lato dove sta soffrendo di più: quello presidiato da Calabria. E' proprio l'esterno rossonero, infatti, a farsi saltare secco dallo stesso Mkhitaryan, che va immediatamente al tiro e supera Donnarumma con l'involontaria complicità di Bonucci. 

Il Milan non ci sta e lo spettacolo ne giova: la partita si gioca su ritmi che in Italia ormai sembrano un lontano ricordo e San Siro ricorda quello delle grandi occasioni di Champions, scaldato da un tifo che non cessa nemmeno durante le pause. La squadra di Gattuso gioca bene la palla, coprendo tutto il campo con passaggi di prima, ma prende il sopravvento la maggiore esperienza dell'Arsenal, bravo a non dare a Cutrone la possibilità di incunearsi dietro la linea difensiva e poi risultare sempre pericoloso in contropiede.

A pochi minuti dalla fine della prima frazione, arriva il momento di mettersi in mostra anche per Donnarumma: dopo un'azione prolungata degli uomini di Wenger, Chambers va al tiro dal limite dell'area ed il portierone rossonero è reattivo a deviare alla propria sinistra. In pieno recupero, però, l'Arsenal cerca e trova il raddoppio: dopo una sforunata traversa colpita dallo scatenato Mhkitaryan, è Ramsay a trovare il raddoppio su assist di Ozil, bravissimo a servirlo sul filo del fuorigioco lasciando sul posto l'intera linea difensiva rossonera.

Si va negli spogliatoi con gli inglesi meritatamente in vantaggio di due reti, bravi a giocare su ritmi elevati e soprattutto ad approfittare delle ingenuità commesse da un Milan che non pare ancora pronto per una partita di questo livello. Difficile salvare qualche rossonero nel primo tempo, in particolare il centrocampo sembra inadeguato per giocare ai livelli proposti dai Gunners.

L'inizio della ripresa è a sulla falsariga dei primi quarantacinque minuti e Welbeck ha subito l'occasione di andare ad incrementare ulteriormente il vantaggio, sfruttando un errore clamoroso di Kessie, ma l'uscita a valanga di Donnarumma salva in extremis la sua squadra. Ci sarebbe spazio anche per vedere un clamoroso rientro in partita del Milan, quando Calabria mette Bonaventura nelle condizioni di calciare indisturbato dall'interno dell'area, ma il jolly rossonero spara alto e spreca tutto.

Poco dopo il sessantesimo, Gattuso si gioca la carta Kalinic al posto di Calhanoglu, passando ad un più offensivo 4-4-2, con il croato riferimento centrale e Cutrone più largo, per provare quantomeno a ridurre il passivo. Poco dopo arriva il turno anche di André Silva, proprio al posto del giovane italiano, per provare a dare anche un'iniezione di qualità all'attacco. A questo punto, l'Arsenal sceglie comprensibilmente di abbassare i ritmi ed aspettare maggiormente i rossoneri, dato il risultato ampiamente favorevole.

Encomiabile nel finale l'impegno del Milan che, incarnando perfettamente lo spirito del proprio allenatore, corre senza fare calcoli nonostante il passivo importante, ma quello che manca è sempre la lucidità per fare la scelta giusta nei pressi dell'area avversaria, talvolta figlia di qualche peccato di egoismo in salsa spagnola. Nemmeno il lungo recupero serve a qualcosa, dato che ormai la squadra di Wenger è in perfetto controllo e si limita ad evitare di essere attaccata centralmente, costringendo i rossoneri ad allargare il gioco e mandare il pallone dove non può essere pericoloso.

Il triplice fischio suona un po' come una condanna a morte per una squadra che onestamente non sembra in grado di andare a Londra a fare l'impresa in uno stadio che a suo tempo fu indigesto anche per Milan di caratura differente. Non è comunque tutto da buttare, perché l'atteggiamento messo in campo dagli uomini di Gattuso è stato lo stesso visto nei tredici risultati utili consecutivi prima di questa battuta d'arresto e la partita di Genova potrà e dovrà essere necessariamente l'occasione per ripartire subito.

Con un occhio al futuro, invece, si può dire che l'Arsenal abbia scoperchiato il vaso di Pandora riguardo ai limiti di alcuni giocatori come Suso e Bonaventura, che appaiono imprescindibili con l'organico attuale, ma che dovranno necessariamente essere ceduti o trasformati in semplici alternative per un Milan che intenda fare il salto di qualità per giocarsela alla pari con squadre di livello europeo. 

MILAN (4-3-3): G. Donnarumma; Calabria (78' Borini), Bonucci, Romagnoli, R. Rodríguez; Kessié, Biglia, Bonaventura; Suso, Cutrone (69' Silva), Çalhanoğlu (62' Kalinic). All. Gattuso

ARSENAL (4-3-1-1): Ospina; Chambers (84' Elneny), Mustafi, Koscielny, Kolasinač (62' Niles); Wilshere, Xhaka, Ramsey; Mkhitaryan, Özil (79' Holding); Welbeck. All. Wenger

Matteo Tencaioli

FOTO: AC MILAN

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