Nino Luca

Il giornalismo esisterà sempre. Perché è il filtro tra ciò che accade e gli occhi di chi guarda.

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Abbiamo il piacere di Intervistare il giornalista Nino Luca, con cui affronteremo argomenti d’attualità e del mondo del giornalismo

Buongiorno Luca come di consuetudine una tua breve presentazione per i nostri lettori …

Sono un semplice cronista. Ho iniziato presso una tv del mio paesino in provincia di Messina. Visti i pochi mezzi e persone, ho sviluppato la passione per la videocamera e il montaggio cavandomela da solo. La prima intervista l’ho realizzata a 14 anni. Facevo le telecronache delle partite del Messina, in tv e in radio. Pubblicista a 19 anni. Dopo la morte di Falcone e Borsellino decisi di lasciare la Sicilia. Vinsi il concorso alla scuola di giornalismo, la famosa Ifg, a Milano. A 23 anno arrivò il professionismo. Ho gestito una agenzia d’infografica per 10 anni, alla fine sono ritornato al video con l'approdo in Rcs. All'Agr prima e a Corriere.it dopo. Adesso organizzo Corriere.tv e ogni tanto faccio capolino nei grandi eventi. Insomma vivo un periodo fortunato-

Essere una firma del Corriere della Sera quanto ti gratifica a livello professionale?

Direi che è il massimo, ti guadagni un “dottore” immediato. Non nascondo una certa facilità nell'accreditarsi ma anche una più alta pretesa di professionalità. Giustamente, aggiungo.

Il direttore de “L’Opinione delle Libertà” Arturo Diaconale, lancia un appello alla libertà di cura per Marcello Dell’Utri, in nome del principio secondo cui la giustizia non è giusta se non è anche umana. Sei dell’idea che intorno a questo caso, si sia creato un clima particolare che oltrepassa la vicenda giudiziaria?



Non mi sembra che questo appello abbia aperto un grande dibattito pubblico. L’onorevole non riscuote molta simpatia tra la gente, lui stesso aveva ammesso in passato di essersi buttato in politica per ottenere l’immunità. Poi gioca negativamente anche il periodo di latitanza. Personalmente mi affiderei agli uomini della Giustizia. Un tribunale, quello di Sorveglianza, si è espresso respingendo la richiesta di scarcerazione. Sulle patologie immagino avranno guardato le carte dei medici. Su Dell'Utri poi pendono altre richieste di condanna. Spero comunque che il livello di umanità sia garantito per tutti i condannati. Anche a quelli che non si chiamano Dell’Utri.

Il Vaticano incarica lo studio legale più famoso al mondo per far chiudere un sito scomodo: sei contrario ad ogni forma di censura quando parliamo di comunicazione?

Un caso di concorrenza sleale per il nome dell’agenzia spagnola che si chiama Infovaticana. Così dice il Vaticano. E ingaggia un blasonato studio legale per far valere i propri diritti. La risposta è stata quella di togliere anche il simbolo delle chiavi nella testata. Ma non credo che basti cambiare nome se a dar fastidio sono le critiche. Il potere ha l'orticaria alle critiche. E anche il Vaticano è un potere. E' evidente ch'io sia contro ogni forma di censura. Allargando il quadro sono anche contrario all’anonimato sul web. Insomma le regole della vita comune devono valere anche sulla rete.

Parliamo di politica, ti abbiamo visto nella sede romana del comitato elettorale, Il risultato del M5s si spiega anche così: a votarlo sono stati i più colpiti dalla crisi? Secondo il voto del 4 marzo il Movimento 5 stelle è la prima forza politica in quasi tutte le regioni d’Italia.

Per la verità c’è anche la vittoria della Lega al Nord, non so quanto amplificata dalla bravura di Giancarlo Giorgetti che ha strappato collegi sicuri a Ghedini e Forza Italia. Mi pare evidente che entrambi, M5s e Lega, abbiano raccolto consensi grazie al reddito di cittadinanza l’uno e dal “bisogno” di sicurezza l’altro. Il problema viene adesso. Non penso che si possa andare oltre un governo Istituzionale con orizzonte di un anno. Il mandato si limiterà alla legge di Bilancio e alla legge elettorale che non solo fotografi le forze in campo, come ha fatto il Rosatellum, ma che dia anche un premio di maggioranza per non lasciare il Paese senza un esecutivo.

Nella sua Matera, Francesca Barra, candidata all'uninominale col Pd, si è fermata al 17,5% dei consensi, sorpassata da Gianluca Rospi del movimento 5 stelle (46,3%) e da Nicola Pagliuca del centrodestra (26,1%). per lei, che era uno dei fiori all' occhiello della scuderia renziana: una collega legata ad un partito è una professionista legittimata a svolgere questa professione?

Barra non è stata eletta e paga la débacle renziana, non certo il refuso sul manifesto. Se può tornare a fare la giornalista? In passato ricordo i casi di Lilli Gruber e Michele Santoro che divennero europarlamentari nel 2004 nelle file dell’Ulivo. Nonostante questo dopo l'esperienza politica son tornati e bene a fare il loro mestiere. Ma intorno a loro la percezione del pubblico un po’ si è modificata. E in generale nei confronti dei giornalisti come categoria. Ovviamente la Costituzione consente tutto questo, ma una volta indossata una casacca sarebbe meglio non tornare indietro. Si tratta di un insegnamento di base di Montesquieu: potere legislativo, giudiziario ed esecutivo devono rimanere separati. Aggiungerei il quarto potere: la stampa. Questo vale dunque anche per i magistrati. Cioè, giuro sulla tessera di essere al di sopra delle parti e se mi schiero con una parte non posso tornare ad essere terzo.

“Un 8 marzo senza la Boldrini è già un progresso innegabile per qualsiasi causa femminile. Addio all'evidente abuso di un ruolo istituzionale al fine di intestarsi battaglie che spetterebbero agli organi democraticamente eletti, e il tutto per acquisire una popolarità. Queste sono le parole scritte dal collega Facci: sei d’accordo con questa sua affermazione?

Ti prego, non farmi commentare le parole di Facci. Fammelo ricordare con il pallone tra i piedi e tutti a chiedergli di passare la palla, fino a quando qualcuno non gliela sdradicava dai piedi. Se vuoi puoi prenderla come metaforica risposta alla tua domanda. In questo caso, lui si è intestardito con Boldrini che avrebbe la colpa di essersi intestata la battaglia della causa femminile, quella degli immigrati, quella di mettere in riga i 5 Stelle… Francamente mi sembra un po’ troppo per una persona sola per spiegare i mali della società in cui viviamo.

Parliamo di informazione e potere, parliamo di Rai: un'azienda in mano a renziani e berlusconiani che con l'ipotesi Salvini premier sembra la proiezione di un nuovo film: "panico a viale Mazzini"…

Tutte le volte lo stesso film. Questa è una delle cose che il rottamatore Renzi avrebbe dovuto fare e cioè mettere fuori i partiti dalla Rai, come aveva promesso. E invece siamo punto e a capo. Perché dovrebbe farlo adesso Salvini? O Di Maio? In ogni caso sono certo che la Isoardi non presenterà Sanremo come si vocifera…

Parliamo della tragedia di Cisterna. A Latina, ultimo saluto ad Alessia e Martina. "Preghiamo per il padre", il prete contestato: esiste il perdono in questo caso. La stampa come si è comportata?

In questi casi, è dura raccontare e rispettare il dolore. E' un equilibrio che dimora in ciascuno di noi. Inseguire la zia delle vittime per strappare una dichiarazione può farti apparire un avvoltoio ma è il tuo lavoro. Forse, ogni tanto bisognerebbe desistere. Per quanto riguarda il perdono è soggettivo anche quello. Ricordo l'esempio di Castagna per la strage di Erba. Anche lui parlò di perdono. Un grande insegnamento per tutti noi che siamo coinvolti ma di gran lunga meno dei protagonisti.

Adesso la tecnologia : Computer. E’ iniziata la seconda giovinezza, Il pc non è morto, gli smartphone non lo hanno ucciso: il giornalismo ha bisogno di continue innovazioni per esistere?

Il giornalismo esisterà sempre. Perché è il filtro tra ciò che accade e gli occhi di chi guarda. Il mezzo cambia velocemente, ma anche il linguaggio e l'etica che alza l'asticella sempre più. Occorre accettare i cambiamenti, possibilmente prevederli e organizzare la migliore risposta tecnologica ed etica. Ma bisogna mettersi in discussione tutti i giorni.

La solitudine ci spaventa perché non sappiamo più riflettere: che idea hai della società di oggi?

Ho la sensazione che si viva tutti dentro una corsa dove il traguardo si sposta sempre più avanti, come fossimo tutti dentro un incubo. Mi piacerebbe ci fossero dei momenti per una vera riflessione. Forse dovremmo riorganizzare la nostra giornata di lavoro. Più momenti di silenzio, in solitudine, e in modalità aerea con la mente. Insomma lavoriamo troppo.

La cosa più importante nella vita è la possibilità di scelta, caro Nino?

La possibilità di scelta di deriva dall'avere idee chiare e soldi sufficienti. Quindi devi vivere in un Paese dove funziona l'ascensore sociale. Opportunità uguali per tutti, anche per i poveri. E poi un po' di fortuna, come il godere di buona salute. Poter scegliere equivale all' equilibrio tra tutti questi elementi.

Progetti per il futuro?
Continuare a fare il giornalista con la stessa vocazione di quando ero un ragazzo, cercando di cogliere i cambiamenti della società senza puzza sotto il naso, con i piedi per terra e con l'orgoglio di chi ha faticato. In una parola: cercando di essere un buon esempio.

Antonello Tavoletta

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