Emiliano Mondonico

Un tecnico amato e apprezzato anche dai “rivali “sportivi di tutta Italia di Mirko Cervelli

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“Ciao Papo.... Sei stato il nostro esempio e la nostra forza... ora cercheremo di continuare come ci hai insegnato tu... eternamente tua”

A scrivere queste due righe è la figlia Clara che è rimasta accanto ad Emiliano Mondonico sino alla fine dei suoi giorni. Tecnico amato e apprezzato anche dai “rivali “sportivi di tutta Italia, scomparso nella mattinata di Giovedì 29 Marzo a 71 anni a Milano, sua città di adozione.

Originario della provincia di Cremona, da anni combatteva contro un cancro che l’aveva menomato di un rene, affrontato con la stessa caparbietà che metteva quando andava in panchina. Sin da calciatore tanta gavetta. Uno che si è fatto da solo. Piazze “minori” ma non per questo meno importanti. Da allenatore un punto di riferimento.

L’ottica europea partì da Bergamo, sponda Atalanta, con la sconfitta in finale di Coppa delle Coppe nel 1987-1988 dove portò alla luce una realtà provinciale e uno Stromberg sugli scudi che non giocò la gara di ritorno. Lo Sporting Lisbona ebbe la meglio ma un segnale dal basso, Mondonico, al calcio italiano, lo diede abbastanza forte.

A Torino stessa sorte in finale contro l’Ajax nel 1992, con un gesto che passò alla storia come segno di ribellione e protesta: la sedia al cielo per un rigore non concesso a Cravero e dopo tre legni colpiti. Al Toro serviva una sola rete per vanificare il 2-2 dell’andata a premiare gli olandesi. Sfortuna in parte cancellata con la Coppa Italia conquistata nello stesso anno con tre rigori contro la Roma.

Lo ricordano con affetto anche a Cremone dove riportò la Cremonese in Serie A dopo anni di anonimato nei campionati minori.

Simpatizzante per la Fiorentina, nel 2004, dopo gli spareggi, riportò i viola in Serie A grazie ai goal di Christian Riganò.

Poi esperienze a Bregamo, stavolta con l’Albinoleffe, a Novara e nuovamente a Cremona.

Da anni opinionista garbato della RAI ha sempre avuto il dono di un certo equilibrio nell’esposizione dei fatti calcistici.

Mirko Cervelli

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