E' COSI' - LA RECENSIONE

E' COSI' - LA RECENSIONE

L'ULTIMO LAVORO DEL CANTANTE PARTENOPEO CHE NON HA PAURA DI VOLTARSI INDIETRO PER CANTARE IL PRESENTE, CON UNO SGUARDO SEMPRE DIRETTO VERSO L'AMORE IN TUTTE LE SUE SFACCETTATURE.

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Tra le nostre mani oggi abbiamo il nuovo disco del cantautore napoletano Eduardo De Felice dal titolo E’ Così. Uscito il 18 maggio, l’album è composto da 11 pezzi e nell’ultimo brano è presente anche il cantautore Gnut a duettare con Eduardo.  

Strade su strade è la canzone d’apertura dell’album E’ Cosi, racconta una vita fatte da strade da seguire, da oltrepassare, da ritornare e da non lasciare mai. La direzione della propria vita passa proprio dalla scelta delle strade da seguire. Eduardo De Felice ci fa riflettere, come fanno spesso i cantautori, di come le cose possano cambiare anche solo accostando o deviando per tornare a casa, di come i percorsi della vita passino dalle proprie scelte. Musicalmente è arrangiata perfetta per il testo, senza mai diventare padrona del pezzo, ma al punto di essere una cornice ideale senza la quale il solo testo non sarebbe nulla.

In Acqua Torbida troviamo un pezzo orecchiabile, molto pop e trascinante in special modo nel ritornello, dove l’influenza anni 80 e 90 è molto presente. Racconta l’abbaglio dell’amore a prima vista, della novità che può scuotere uno stagno da tempo immobile.

Amore Ciao, al primo ascolto sembra una canzonetta già ascoltata più volte di qua o di là nel panorama musicale, sarà per il ritornello, sarà per la musica anni ’80, sarà per il testo chiaramente da canzone d’amore, ma di amor perduto. Poi ci si accorge che quell’ intro iniziale è una riflessione che appartiene a molti e soprattutto che molti non hanno il coraggio di dire Amore Ciao, di lasciare un posto sicuro, una parte della vita felice anche se solo in apparenza. Un pezzo che può sembrare un pezzo doppio, anche musicalmente. Ricorda molto qualche canzone di Battisti e anche il modo di cantare di De Felice, in special modo nel ritornello, lo ricorda molto da vicino.

Cosa posso farci è il singolo uscito a gennaio 2018, un pezzo chiaramente romantico nel vero senso della parola, una canzone d’amore a tutti gli effetti. Cantata in modo soft, diciamo un pezzo che a Sanremo non avrebbe sfigurato. Anche in questa canzone non manca un arrangiamento tipicamente anni ottanta, dove però musica e parole vanno nella stessa strada unite dalla voce rassicurante dell’artista.

Se cerchiamo un pezzo ballabile in una discoteca vintage a Rimini stile Mon Amour (consigliato se siamo nati dal 1970 in su…) Possibilità è la canzone giusta. Introversa, romantica e con il testo che ti scorre accanto mentre stai ballando con la tua bella. Da provare, anzi da sentire.

Succede Così è il pezzo centrale del disco, in tutti i sensi. Il nome dell’album è preso in parte da questo pezzo, e anche la canzone merita molto rispetto. C’è molta elettronica a farla da padrone, ritmo incalzante ma senza esagerare mai. Racconta l’incontro tra due probabili futuri innamorati e di come basti poco per conoscersi, anche grazie a un treno preso in corsa e con un futuro tutto da scrivere.

Al momento Sbagliato è il racconto di una storia importante, di quelle uniche, di quelle speciali, di quelle che (forse) non capitano mai. O che capitano tutti i giorni. Ma che sono sbagliate nei tempi della vita e non combaceranno mai nei propri destini. Una triste storia dove forse il fato e il rimpianto vanno a braccetto. Pianoforte in primo piano, una canzone triste di quelle che solo dei cantautori speciali riescono a scrivere.

Giorni Alle Spalle è il pezzo più contemporaneo dell’album E’ Così, musicalmente pop molto vicino al pop - rap. Non bisogna per forza cantare in inglese per dimostrare di saperci fare. Il testo è riflessivo e basato sulla propria esperienza di vita. Molto impegnativa.

Piccola Stellina Fragile, un po' Vasco, un po' Liga, ricordi giovanili di chi scrive subito tornati in mente prima leggendo il titolo e poi ascoltando il brano. Angosciosa, tenera, malinconica, speranzosa ma non banale. Sali e scendi dell’artista che porta il pezzo a prendere spessore man mano che passano i 3 minuti della canzone. Forse la canzone più d’amore di tutto l’album, dove certo non ne mancano. Orecchiabile e ben orchestrata, insomma che dire di più?

In Non Ci Sarò torna la consapevolezza dell’autore di essere bravo. Un pezzo veloce non tanto orecchiabile all’inizio, ma pregno di sostanza. Il testo è sempre ben incastrato nella velocità della base musicale, non un pezzo facile da cantare ma che Eduardo rende semplice.

E Cosi Deve Andare chiude l’album, c’è la collaborazione del cantante napoletano Gnut e in due minuti e ventisei racchiudono un pezzo che racconta di come all’improvviso ci si accorge che si invecchia e di come i rimpianti possono farci male fino a capire però che se è cosi che deve andare andrà così. La recensione è molto banale in confronto alla profondità del pezzo. Musicalmente perfetto, due sole strofe, una a testa per i due cantautori e un finale musicale, triste ma al tempo stesso speranzoso.

Un album bello, armonioso e soprattutto, come si usa dire molto in questo periodo, vintage. Non si ha paura di avere influenze del passato per guardare al futuro. Gli anni 70 e 80 si sentono forte, sono presenti quasi in tutti i pezzi, e soprattutto c’è la chiarezza nei testi, una comprensione facile che permette fin da subito di entrare in contatto con l’autore e di quello che vuole intendere, un punto di forza di quel cantautorato del passato che ha resi immortali certi pezzi. Eduardo De Felice ci gioca anche, secondo me, a imitare Battisti in più di qualche occasione, e non è un azzardo ma forse solo ammirazione e un omaggio.


Giuseppe Calvano

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