Ilario Di Giovambattista

Ilario Di Giovambattista

Di bravi conduttori ce ne sono ma non basta questo, ci vuole cuore, anima e credibilità

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Incontriamo oggi un grintoso giornalista, nonché direttore di Radio Radio una delle storiche emittenti radiofoniche maggiormente ascoltate della nostra città:Ilario Di Giovambattista

Nella tua radio si fa una comunicazione in modo pacato;nella città di Roma per fare "audience",tocca sempre e comunque utilizzare toni accesi?

Non è questione di toni accesi ma di professionalità. Anche a me piace la contrapposizione delle idee, anche forte ma nel rispetto reciproco. D'altro canto il calcio è un gioco o sport se preferiamo, fazioso per sua stessa natura. Un tifoso di una squadra non sarà mai contento di sentirla criticare e per questo oggi si vuole il comunicatore tifoso. Difficilmente si vuole un parere oggettivo, si cerca quello più vicino al proprio. Detto questo Roma si caratterizza per un fenomeno di comunicazione sportivo-calcistica spesso legata ad estremismi e soprattutto a persone poco qualificate che usano il microfono come mezzo coercitivo nei confronti di giocatori e società.

Nel caso di Radio Radio si preferisce puntare sulle squadre che non vanno bene,vige quella regola non scritta che un team in difficoltà au menta gli ascolti?

Non è vero che puntiamo sulle squadre in difficoltà. A Radio Radio si parla quotidianamente di calcio tra professionisti e si scelgono gli argomenti di maggiore interesse. Per questo Radio Radio Lo Sport è considerata la "Gazzetta" Sportiva radiofonica. I nostri dibattiti si riferiscono a Juventus, Roma, Lazio, Milan, Inter, Napoli, Fiorentina e su tutto quello che di interessante offre l'attualità. Vero è che l'attenzione del pubblico di riferimento di una determinata squadra è maggiore se la propria squadra del cuore va tanto bene o tanto male. Le squadre che vivacchiano hanno meno appeal.

Oltre che conduttore radiofonico,giornalista,una volta finito in Radio hai altre passioni?

Ho una grande passione per la musica, mi piace l'arte in particolare i nostri grandi pittori Raffaello, Michelangelo, Giotto, e i viaggi.

Cosa ti riesce meglio durante la giornata,come prepari il tuo lavoro,dirigere un'emittente radiofonica di successo porta a molti sacrifici;Quali?

Da questo punto di vista il mio lavoro è totalizzante e coinvolgente. Preparare una trasmissione ed esserne felice dopo la messa in onda però mi capita raramente. Penso sempre che avremmo potuto fare meglio. I sacrifici sono immensi, dedico non meno di 10 ore al giorno al mio lavoro e purtroppo a volte anche di più. Ma sono sacrifici ripagati dall'affetto e dalla passione delle persone che si coinvolgono quotidianamente. Sacrificata è un po la famiglia alla quale cerco poi di ridare in qualità, quello che tolgo in quantità.

Le tue battaglie a partire dal metodo Di Bella ad oggi con il metodo Stamina,come ti poni?

il metodo Stamina colpevolmente non lo conosco, ho approfondito tempo fa il tema delle cellule staminali prese dal cordone ombelicale e quelle funzionano con risultati scientifici importanti. Ripeto, il metodo Vannoni non lo conosco. Quello che non sopporto, anche mi fa imbestialire è la campagna mediatica che mette a paragone il Prof. Di Bella con il metodo Stamina. Il Prof. Di Bella è stato uno dei grandi scienziati del 900 e ha trovato l'interazione di alcuni farmaci assolutamente noti, nella cura di determinati tumori solidi e del sangue. In tanti ancora si curano in quel modo con buoni risultati. Questo è un tema molto delicato che riapre in me sensazioni e momenti tra i più importanti della mia vita.

La tua intervista più grande riuscita,quella che hai sempre voluto fare e mai fatta?

Le interviste più belle sono tre e risalgono ai primi anni di questo mestiere, poi ne sono arrivate altre anche fuori dal calcio ma quelle mi sono rimaste nel cuore. Una a Giorgio Chinaglia Presidente della Lazio, una ad Agostino Di Bartolomei e una a Diego Maradona. Avrei voluto intervistare Giovanni Paolo II° che considero il mio Papa ma non ci sono riuscito. Spero di incontrare Papa Francesco con il quale a breve penso una delegazione di Radio Radio andrà in udienza.

Il rapporto più burrascoso in trent'anni di radio?

Io sono considerato un orso perchè frequento poco i salotti e soprattutto le altre radio, ho tante cose da pensare per la radio dove lavoro che non ho il tempo. Comunque ebbi un durissimo scontro con Mario Corsi che ci portò anche ad una diretta reciproca su due emittenti e ho avuto, dopo 10 anni splendidi direi quasi meravigliosi, un finale di rapporto burrascoso con Gianni Elsner, la persona dalla quale ho imparato di più. Lui sa quello che c'è stato tra noi e l'affetto che gli ho portato. Poi le strade si sono divise e li qualcuno ha approfittato per creare solchi non più colmabili. Spero riposi in pace.

Nelle varie emittenti della capitale,hai forse trovato il tuo erede?

Un erede si trova quando si lascia, io spero di lavorare ancora per diversi anni. Di bravi conduttori ce ne sono ma non basta questo, ci vuole cuore, anima e credibilità per durare tanti anni.

Se cresciuto nel territorio della Sabina,che ricordi hai di quel luogo?Vorresti tornare bambino...

Sono cresciuto e vivo in Sabina, un posto meraviglioso dove ancora puoi avere rapporti umani normali. La sabina è stupenda venite a visitarla ve ne innamorate. Vorrei tornare bambini solo per poter riabbracciare una volta mio padre. Purtroppo se ne è andato a soli 56 anni e ha conosciuto l'epoca dei grandi sacrifici, dei guadagni zero, delle grandi difficiltà. Darei tutto per poterlo riabbracciare una volta sola, ma lo ritroverò....

La canzone della tua giovinezza,quella con cui sei cresciuto,qual'è?

Luna e le altre di Gianni Togni.

Le novità per il prossimo anno di RadioRadio?

Ce ne saranno diverse: ti accenno ad un Talent. Sono convinto che tra i nostri ascoltatori ci sono delle persone speciali in diversi settori. Più cultura. Faremo qualcosa di importante con i Musei Vaticani. Trasmissioni tra la gente. Entreremo in un bar a settimana e faremo dal vivo le discussioni...da bar... sul calcio e non solo...poi i mondiali brasiliani....

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