Giobbe Covatta “SEI GRADI”

La recensione di UnfoldingRoma

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Giobbe Covatta porta in scena al Salone “Regina Margherita” il suo spettacolo “sei gradi” che, sottoforma di un attento monologo preciso e pungente, racconta i cambiamenti climatici che hanno investito il nostro pianeta, con un uomo disattento a preservare il proprio ambiente per le generazioni future. Proprio l’autore, ad un secolo esatto di distanza, si tramuta da sopravvissuto ed illustra, denunciando ma anche spiegando, il percorso che ha portato a scelte, decisioni e fallimenti di tutto questo, facendo da apripista ad altri temi sociali che spaziano ovunque.Il titolo “Sei gradi” non è a caso. Da sempre la numerologia si accosta a Giobbe Covatta. “Sei gradi” è la temperatura del clima che si innalza ma anche una visione sociologica del mondo, fatta dal legame degli individui e dalle loro relative azioni che portano a delle conclusioni. Dalla caratura sublime di un personaggio come Giobbe Covatta da anni impegnato nel sociale e per il sociale, con un carisma poliedrico nell’ interpretazione dei fatti, si spazia in largo ed in lungo partendo dalla variazione della legge elettorale con conseguente nascita della sesta Repubblica.  Ma il viaggio di Giobbe è infinito in questo mondo che cambia, dove si alza la temperatura e con lo sguardo vigile di un sopravvissuto si analizzano fenomeni come l’incalzante crescita della pressione fiscale sino al calo della disoccupazione non in termini di nuovi posti di lavoro ma in chilogrammi di peso. Dalla nascita delle Nazioni Unite sino all’allarme degli anni “2000” dei gas serra. Esilarante, tagliente nei confronti di chi non ha firmato il protocollo di Kyoto a salvaguardia dell’ambiente e nei confronti di un’ignoranza che oltre a discriminare tutto ciò che” viene da fuori”, racconta di generazioni troppo attente a riempire piazze per la tecnologia dimenticando l’essenza primaria dell’essere. Intanto la febbre del pianeta sale, tra la manipolazione genetica e citazioni di Bertold Brecht, tra la fame e la sete, tra l’uomo e la donna, tra condanne e sconti di pena, con in sottofondo arrangiamenti musicali e coinvolgimento del pubblico presente. il viaggio continuerà, in classico stile” sei gradi”.

Mirko Cervelli

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