INTER TORINO 2018 2-2

Nerazzurri spreconi: dominano un tempo,poi è rimonta granata.

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FORMAZIONI UFFICIALI:

INTER (4-3-3) — Handanovic; Vrsaljko, Skriniar, De Vrij, D'Ambrosio; Vecino, Brozovic, Asamoah; Politano, Icardi, Perisic. Allenatore: Spalletti.

In panchina: Padelli, Berni, Ranocchia, Miranda, Dalbert, Gagliardini, Borja Valero, Nainggolan, Candreva, Karamoh, Keita, Lautaro.

TORINO (3-5-2) — Sirigu; Izzo, Nkoulou, Moretti; De Silvestri, Soriano, Rincon, Meité, Ansaldi; Iago Falque, Belotti. Allenatore: Mazzarri.

In panchina: Ichazo, Rosati, Lukic, Ljajic, Edera, Berenguer, Djidji, Ola Aina, Bremer, Zaza.

LA PARTITA:

La gara comincia subito con l’Inter che impone un ritmo piuttosto elevato al gioco e caratterizza i suoi movimenti offensivi con una grande pressione immediata sui portatori di palla del Torino. Questo atteggiamento consente agli uomini di Luciano Spalletti di recuperare molti palloni in zone pericolosissime del campo e di mettere costantemente in difficoltà la retroguardia granata. Bastano appena sei minuti alla formazione di casa, infatti, per andare in vantaggio sugli sviluppi di una combinazione Icardi-Perisic: l’attaccante argentino si traveste da uomo assist e dopo essersi allargato sull’esterno serve un pallone preciso al centro dell’area dove Ivan Perisic è bravo ad eludere l’intervento di Izzo e scagliare una conclusione imprendibile per Sirigu. Nei minuti successivi sono ancora i nerazzurri ad essere decisamente più intraprendenti, rendendosi pericolosi in diverse occasioni, in particolare con il tridente offensivo capace di trovare abbastanza agevolmente combinazioni rapide e pericolose tra i suoi interpreti impedendo alla retroguardia granata di trovare contromisure efficaci al gioco dei nerazzurri. La supremazia territoriale dei nerazzurri è piuttosto evidente ed in chiusura di prima frazione si concretizza nel gol del raddoppio scaturito da una punizione battuta da Matteo Politano che viene girata in porta da Stefan De Vrij.

In apertura di ripresa sono i granata a dimostrare un netto cambio di atteggiamento rispetto alla prima frazione di gioco rendendosi pericolosi al 50º con una combinazione di velocità che libera al tiro il fantasista Iago Falque ma Handanovic non ha difficoltà ad opporsi. Sono queste però le avvisaglie del gol degli uomini di Walter Mazzarri che arriva al 55º minuto grazie ad un grande lancio in profondità dello stesso Falque che taglia in due la difesa interista e alla precisione del taglio di Belotti che può così calciare indisturbato verso la porta di Handanovic e ridare speranza al Torino. Per vedere un tentativo di risposta dell’Inter bisogna attendere il 65º minuto quando un’azione sulla fascia di Politano rischia di liberare a tu per tu con Sirigu Mauro Icardi, ma l’attaccante manca di poco l’impatto con la sfera. Si tratta però di un episodio isolato e pochi minuti più tardi è ancora il Torino a rendersi pericolosissimo con un’azione tambureggiante che termina con la rete del pareggio firmata dal centrocampista francese Meitè: anche grazie ad una impercettibile deviazione dei difensori nerazzurri e ad un tocco benevolo del palo riesce a battere Handanovic. Aver subito due reti in pochi minuti manda completamente in confusione l’Inter che continua a subire il gioco del Torino per tanti minuti. Per i nerazzurri soltanto nel finale ci sono state una serie di azioni capaci di impensierire nuovamente Il Torino ma in queste circostanze è stato decisivo Salvatore Sirigu capace di opporsi alla conclusione di Ivan Perisic dalla distanza e ad un paio di occasioni scaturite da calcio d’angolo. Sono risultati troppo tardivi gli ingressi di Kéïta e Lautaro Martínez, nonostante una grande giocata dell’attaccante argentino negli ultimi istanti di gioco ma in questo caso Icardi non è riuscito a convertire in gol questo pallone che avrebbe potuto significare vittoria per l’Inter.

Finisce dunque in parità il primo impegno casalingo stagionale dei nerazzurri che abbandonano il campo tra i fischi per aver buttato al vento una vittoria che a fine primo tempo sembrava ormai acquisita.

Federico Ceste

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