Improvvisamente Alice

Un viaggio inaspettato a teatro, al di fuori della propriacomfort zone per capire chi sei, dove stai andando e cosa stai cercando.

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Camilla, un’ipotetica ragazza, per una scommessa si mette in viaggio ma un imprevisto la ferma in un’ipotetica stazione. Un luogo dove la noia spesso ti prende e non ti molla, dove usi mille escamotage per evitarla ma a volte è impossibile. E così improvvisamente il suono della noia accende un ricordo. 

Un ricordo lontano, forse mai vissuto, forse raccontato o forse solo un sogno? Tutto improvvisamente accade. Tutto si trasforma, improvvisamente. Ti ritrovi a inseguire un coniglio bianco, a parlare del tempo con il cappellaio matto, a chiedere informazioni a un gatto e a scappare da una regina che taglia teste. Alla ricerca di chi sei. Perché in questi ipotetici luoghi, un po' di tutti e un po' di nessuno, ci sei tu che hai tutto il tempo di chiederti “chi sono?”, “dove sto andando?”, “cosa sto cercando?”

Note di regia

“Improvvisamente Alice” nasce dalla volontà di parlare di mio nonno, Reverberi Giacomino “Il Grande Vecchio dell’aquilonismo italiano” ed è uno spettacolo che si è creato spontaneamente durante il mio anno da pendolare.

Durante questo periodo ho avuto modo di analizzare il tema della noia. Il viaggio è un aspettare: un treno, un pullman, una persona o anche solo l’arrivo alla meta. Se non hai gli escamotage che ti permettono di evitarla sei costretto a viverla e dentro la noia ci sono domande e inevitabili risposte.

Tutto è iniziato dall’ipotesi “Se vivi la noia dopo sei migliore”, così mi sono riletta “Le avventure di Alice nel Paese delle Meraviglie” di Lewis Carroll perché il viaggio/sogno di Alice nasce da un puro momento di noia. Lei non cerca di evitarla ma la vive e si lascia trasportare seguendo un Coniglio Bianco e alla fine del viaggio troviamo una nuova Alice.

Questo succede a Camilla, la protagonista dello spettacolo, una ragazza che ha paura di mettersi in gioco, di uscire dalla sua “Comfort Zone” ma che riuscirà a fare questo passo solo grazie a una promessa fatta al nonno: rifare la traversata dell’Italia in treno fino a Capo di Leuca, dove la sua vita era cambiata. Il suo viaggio però si blocca in una piccola stazione e lì cominceranno ad accadere cose strane.

Dopo aver girato molti teatri italiani "Improvvisamente Alice" torna a Roma in un'unica data per un evento speciale: oltre lo spettacolo, una mostra su Giacomino Reverberi, il "Grande Vecchio dell'aquilonismo italiano" (a cui lo spettacolo è dedicato) e uno sfizioso aperitivo.

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