Yosh Whale

Yosh Whale

Sentiamo parlare di persone che scrive cose in funzione di arrivare a un determinato prodotto per una determinata platea, per noi un ragionamento del genere è pura follia.

stampa articolo Scarica pdf

Da qualche giorno è calato il sipario sullo Scampia Music Fest, festival dedicato alla musica che oltre ad aver ospitato nomi importanti come I Ministri ed i Mezzosangue, ha dedicato un’ampia sezione alla musica emergente dedicando loro il Contest35.

Tante le band iscritte, otto le band selezionate per esibirsi al festival ed un vincitore. In palio un pacchetto promozionale offerto dalla Long Digital Player, la casa editrice musicale fondata da Luca Bonaffini.


Noi di Unfolding Roma – media partner della Long Digital Player - abbiamo colto l’occasione per fare due chiacchiere con la band campana Yosh Whale, vincitori del contest.


Partiamo dal nome Yosh Whale che non è sicuramente semplice! Ha un significato particolare?


La scelta di questo nome è una scelta principalmente sonora. Yosh ci piaceva e stava bene con Whale ( balena ) che è un animale che popola un luogo molto caro alle nostre vite ed ambientazione principale dei nostri testi, il mare.


Come vi siete conosciuti?


Io ( Vincenzo Liguori, cantante) e Andrea Secondulfo ( tastierista e sezione elettronica ) siamo cresciuti insieme sia a livello umano che musicalmente. Tutti i pezzi dell’EP “YAWN” sono stati scritti, composti e auto-prodotti nella stanza di Andrea. Successivamente per esigenze live si sono aggiunti Ludovico Marino ( chitarrista ), con il quale ci legava già una salda amicizia rafforzata da ulteriori esperienze musicali, e Samuele de Rosa ( batterista ) conosciuto da Ludovico in conservatorio a Salerno.

Avete appena vinto Scampia Music Fest, un festival che ha dato la possibilità di partecipare ai workshop oltre che chiaramente di esibirvi. Raccontateci questa esperienza…


Partecipare allo Scampia Music Fest è stato incredibile. I workshop sono stati molto interessanti e soprattutto una concessione molto gentile da parte degli organizzatori del festival, condividere le cose dette durante i workshop per gruppi emergenti che si trovano ogni giorno a combattere con il mondo del mercato musicale, è sempre arduo ma ci abbiamo provato. Suonare invece è la cosa che ci riesce meglio in qualsiasi luogo, tempo o spazio e quindi farlo allo Scampia Music Fest e vincere anche il contest è stato super.


L’aver vinto il Premio Buscaglione 2018 vi ha dato quella marcia in più rispetto gli altri gruppi che si sono a quest’ultimo contest?


Non penso proprio, il mondo dei live per fortuna non è il mondo dei social che si basa su esperienze fotografate in qualche post e giudicate in base al numero di like sottostanti. Sicuramente il Premio Buscaglione per noi è stato un enorme trampolino di lancio ma quando si suona è la musica a parlare, sempre.


Prossimo step sarà la partecipazione al M.E.I. il Meeting degli Indipendenti, poi cos’altro accadrà?


Abbiamo sempre voglia di suonare, per noi è una necessità, infatti abbiamo in serbo belle cose. Ma nel frattempo stiamo lavorando ad un disco nuovo che essendo il primo della formazione attuale ci sta entusiasmando molto per le cose che stanno uscendo fuori.


Il primo ep Yawn è stato autoprodotto, per il prossimo disco invece che progetti ci sono? Ci state già lavorando?


Sì, come detto prima ci stiamo dedicando completamente ai nuovi pezzi mentre per la fase di produzione stiamo ancora in fase decisionale, vedremo.


La vostra musica è un melting pot tra soul, elettronica ed r’n’b. Una miscela di suoni non per la massa ma che risulta invece molto apprezzata dagli addetti ai lavori. La qualità premia ma è il pubblico che compra i dischi. Come vi ponereste dinanzi ad un ipotetico bivio?


Non condivido questa idea, perché quando suoniamo le persone, la maggior parte delle volte, apprezzano. Semplicemente ormai la gente che suona preferisce incanalarsi nell’unica strada maestra, dettata forse dagli addetti ai lavori o da non so chi, sentiamo parlare di persone che scrive cose in funzione di arrivare a un determinato prodotto per una determinata platea, per noi un ragionamento del genere è pura follia. Scriviamo e suoniamo ciò che viviamo.


Dell’attuale panorama musicale invece cosa pensate? Vi chiedo due nomi, chi secondo voi è stato un po’ sopravvalutato e viceversa chi sottovalutato...


Sopravvalutato COSMO. Sottovalutato COLAPESCE.

Sara Grillo 

© Riproduzione riservata