Roma Frosinone 2018

Un attimo di pace...

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Fonte Immagine Emanuele Gambino Unfoldingroma



La testa, il cuore, lo spirito.

Quando si parla di Roma entrano in gioco tante sensazioni e quella di stasera ha tirato fuori troppi sentimenti contrastanti.

Si è chiacchierato troppo, si è arrivati allo sproloquio, stasera Real Madrid e Barcellona hanno entrambe perso partite sulla carta fin troppo semplici, alieni che non sono alieni ma semplici uomini che a volte fanno un passo falso, quelli che gli esseri umani a volte fanno.

Si cade e ci si rialza, si sbaglia e si corregge il tiro, il fallimento è la più alta forma di ragionamento, tutto viene messo in discussione e solo gli stolti non si fermano un attimo per poi ricomiciare.


Un'estate piena di dubbi, grandi certezze sostituite con piccole promesse, ma nessuno si è mai fermato a pensare quanti dei campioni che tutti noi oggi conosciamo, prima fossero perfetti sconosciuti o quasi: Sergio Ramos, Jesus Navas, Alberto Moreno, Dani Alves,Ivan Rakitic, Kondogbia, solo per citarne alcuni, grandi talenti scoperti e cresciuti tra le grazie del DS Monchi, il re delle plus valenze ma dal fiuto infallibile che è sembrato e sembra ancora un incompetente alla corte di Pallotta.

L'andamento della squadra, seppur prevedibile, ha spiazzato tutti ed in una ambiente coriaceo come quello romano è bastato mostrare una certa insicurezza per innescare una reazione forse fin troppo esagerata.

I cambiamenti ci sono stati, difficili e a tratti inspiegabili, si tocca il cielo con un dito e immediatamente si sprofonda nell'abisso, per chi vive il tifo con passione diventa un'offesa personale e spesso si è i primi ad esagerare.

A volte è un ambiente nervoso, elettrico dove i giocatori non si sentono liberi di sbagliare e dove la tensione inevitabilmente aumenta, per questo è giusto fermarsi un attimo.


Due giorni di ritiro, forse due giorni lontani da voci, notizie, insulti, sospesi in una realtà “incontaminata” per poi ripartire “testa bassa e pedalare” per l'orgoglio, per la gloria o per una soddisfazione personale, ma riprovandoci sempre.

L'antagonista di stasera non era un gran club, ma visti i risultati precedenti con squadre non impossibili, poteva diventare l'ennesimo scalino da scavalcare; un Frosinone che nemmeno tre giorni fa, aveva messo in seria difficoltà una Juventus che in campionato sta macinando punti settimana,dopo settimana.

Ancora un cambio modulo per Di Francesco, ma più oculato, un 4-2-3-1 con Pastore trequartista dietro Schick prima punta, El Shaarawy e Under a copertura, la coppia De Rossi/N'Zonzi (considerati uno l'alter ego dell'altro) funzionali davanti alla difesa ed un Santon così concentrato ( con Kolarv, Manolas, Fazio) che si è spinto oltre i suoi limiti regalando a Pastore il gol de 2-0.

Stasera la Roma fa la partita, dal possesso palla al pressing, dalle giocate di fino ai cross precisi e diretti, dalle giocate di prima, al fraseggio sulla mediana, oggi la squadra di Di Francesco non lascia feriti sul campo, si scrolla di dosso ansie e paure, si toglie lo sfizio di rifilare un 4-0 ad un Frosinone che ha forse, con troppa leggerezza, sottovalutato la Roma.

Fuori tanti nomi pesanti, in vista di un tur over mirato, Florenzi, Perotti, Kluivert, Dzeko, eppure la posta in palio era alta, oggi si sarebbe deciso gran parte del futuro giallorosso, l'ombra di Ranieri, Montella, Conte, Mihajlovic, ma chiunque in realtà sembrava il nome perfetto per il quasi scontato dopo Di Francesco, e c'è da chiedersi come mai i tanti che si auguravano le sue dimissioni, non siano mai riusciti a guardare i suoi occhi ed a colgiere il senso delle sue parole ogni volta che parla della sua Roma.

In quanti, dopo un anno di duro lavoro e tante soddisfazioni, avrebbero trovato la forza di rialzarsi se avessero spazzato via i vostri sforzi e i vostri sudori con un colpo di spugna, consegnandovi un foglio bianco dove riscrivere da capo la storia della vostra vita, nessuno ci racconta delle sue lacrime versate per essere rimasto con un pugno di mosche.C'è da riflettere e molto.

Sabato c'è un derby importantissimo.

Stiamo vicini a questo tecnico, stiamo vicini ai suoi giocatori, restiamo con la nostra Roma.

Respiriamo e ripartiamo.


Laura Tarani

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