Milan 3 - 1 Olympiacos 04.10.2018

Patrick-Bis, in coppia col Pipita fa splendere i rossoneri

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Un Milan a due volti porta a casa la seconda vittoria in Europa League e mantiene la testa del girone. Per più di un'ora è forse la prova peggiore della stagione dei rossoneri, poi cambia tutto con l'ingresso di Cutrone ed il passaggio al 4-4-2: un modulo che sembra esaltare maggiormente le capacità del reparto avanzato e forse dovrebbe diventare qualcosa più che una soluzione in corsa.

Turnover soft per Gattuso, che a differenza della trasferta lussemburghese decide di cambiare sostanzialmente un solo giocatore per ruolo. Confermato in porta Reina, trova spazio in difesa Zapata (alla prima stagionale) al posto di Musacchio, mentre a centrocampo a riposare è il motorino Kessie, che lascia spazio a Bakayoko. In avanti, titolare a sorpresa Higuain dopo l'infortunio e fuori Calhanoglu, lontano dalla forma migliore e sostituito da Castillejo, fresco autore della prima rete in rossonero. Tra i greci spicca la presenza di Yaya Tourè come trequartista: un giocatore che, anche a fine carriera, fa paura per la sua esperienza e la sua qualità superiore che può fare la differenza anche con una singola giocata.

La partita comincia come peggio non potrebbe accadere per il Milan, che si vede annullare dopo pochi minuti un goal per una presunta posizione irregolare di Castillejo che decide di spingere in porta un pallone che probabilmente sarebbe entrato ugualmente, vanificando il colpo di testa di Bonaventura, che difatti lo redarguisce pesantemente. Nemmeno il tempo di recriminare ed arriva addirittura il goal degli ospiti: dopo un'azione prolungata, Koutris trova il tempo giusto per mettere un pallone in mezzo sul quale si avventa Guerrero, che stacca imperioso lasciando sul posto un disattento Zapata ed insacca alle spalle di Reina.

Segnato il goal, l'Olympiacos decide di abbassare il ritmo e mette il Milan nelle condizioni peggiori possibili per tentare di agguantare il pareggio. Senza spazi, come capita spesso, la squadra di Gattuso fa una fatica immensa nel giro palla ed i giocatori cominciano a cercare le classiche giocate improbabili, ottenendo l'unico risultato di allungare la squadra e scollare i reparti. Higuain vorrebbe essere ovunque, ma non è in forma e si ritrova semplicemente a non essere mai al posto giusto, mentre Suso sembra la copia sbiadita di quello devastante visto negli ampi spazi di Reggio Emilia.

L'unica vera emozione si registra a meno di cinque minuti dal duplice fischio, quando proprio lo spagnolo trova un guizzo dei suoi e col sinistro piazza un pallone in mezzo all'area che vede nel connazionale Castillejo (nel frattempo avanzato a giocare quasi da seconda punta) il più lesto di tutti ad arrivarci, ma il suo colpo di testa non è abbastanza preciso e manca la porta di pochi centimetri. I giocatori vanno quindi negli spogliatoi con la squadra greca in vantaggio di una rete, trovata con una delle pochissime sortite offensive prodotte.

Dopo un avvio di secondo tempo sulla falsariga del primo, Gattuso decide di optare per un cambio radicale a partire dal modulo: fuori Bonaventura e Castillejo, dentro Calhanoglu e Cutrone. Il Milan passa quindi definitivamente al 4-4-2, con qualche perplessità riguardo alla scelta da parte dell'ex-Atalanta, che all'uscita non nasconde il suo disappunto per la scelta del suo allenatore. Ha senso invece tenere in campo Suso, che fino a questo momento aveva crossato più o meno per nessuno e ora finalmente può trovare gli inserimenti dell'attaccante dell'Under-21.

Il peggiore in campo di un Milan tutt'altro che stellare è sicuramente Bakayoko. L'ivoriano è fuori forma, lontano parente di quello ammirato in Francia negli anni al Monaco, ma ciò nonostante prova giocate che non gli competono e porta la sua squadra a correre rischi inutili contro un Olympiacos dall'atteggiamento rinunciatario che aspetta soltanto di approfittare di un altro errore dei padroni di casa.

Quando tutto sembra volgere nel peggiore dei modi per i rossoneri, arriva l'episodio che cambia completamente la partita. Rodriguez s'invola sulla sinistra e pennella un cross in area per Cutrone, che s'inserisce come sempre con un tempismo perfetto e batte Sa, portando le squadre in parità. Il goal suona praticamente come una carica, perchè nel giro di meno di dieci minuti la partita viene rivoltata come un calzino ed il Milan porta a casa la vittoria.

A portare in vantaggio la squadra è Higuain, bravissimo ad addomesticare un pallone messo in area da Calhanoglu (in forma smagliante da subentrato), liberarsi di Cissé con una finta ed appoggiarla in porta con un sinistro perfetto. Tre minuti dopo, ancora il turco sugli scudi: questa volta il passaggio è basso e teso sul secondo palo, dove si trova appostato ancora Cutrone che mette a segno la sua doppietta personale e chiude la partita. In pieno recupero ci sarebbe spazio anche per la quarta rete e la gloria personale del numero dieci rossonero, che con un destro di prima intenzione va a centrare in pieno il secondo palo proprio un attimo prima del triplice fischio.

E' un Milan che vince, ma non convince o quantomeno solo parzialmente. La squadra della prima ora di gioco è lenta, impacciata e priva di idee, mentre appare trasformata dopo l'ingresso della seconda punta. L'incomprensibile scelta estiva di tenere soltanto due attaccanti veri in rosa (Borini non si può considerare tale) con tre competizione da giocare obbliga a centellinare il modulo visto nell'ultima mezz'ora, ma questa partita più di altre dovrebbe fare riflettere la società che forse sia il caso di ragionare a gennaio per un cambio di modulo, inserendo in rosa un centrocampista di qualità e un giocatore in grado di fare rifiatare Higuain e Cutrone, possibilmente senza andare a portarsi in casa un Ibrahimovic la cui gestione sarebbe difficile ai limiti del dannoso.

Domenica arriverà a San Siro il Chievo, squadra che raramente negli ultimi anni ha creato dei grattacapi e contro la quale bisognerà obbligatoriamente portare a casa tre punti per andare alla sosta con il morale alto e avere il tempo per ragionare con calma sul prossimo futuro, con vista sulla stracittadina che aspetterà i rossoneri alla successiva giornata di campionato.

FORMAZIONI UFFICIALI:

MILAN (4-3-3): Reina, Calabria, Zapata, Romagnoli, Rodriguez; Bakayoko, Biglia, Bonaventura; Suso, Higuain, Castillejo. All. Gattuso

OLYMPIACOS (4-2-3-1): Sa; Torosidis, Roderick, Cissé, Koutris; Gulherme, Natcho; Fetfatzidis, Yayà Touré, Leiva; Guerrero. All. Martins

Matteo Tencaioli

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