Empoli Roma 2018

Una, Nessuna, Centomila.

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Fonte immagine Michele D'Annibale


La testa di N'Zonzi ed il piede fatato di Dzeko portano alla vittoria una Roma rinfrancata dalle belle prestazioni di questa lunga settimana prima della sosta di campionato.

Non era facile, né tantomeno scontato, prendersi i tre punti e confermare la striscia positiva non è di solito una cosa a cui la Roma ci ha abituati.


Una partita brutta a livello di tecnicità e per lo spettacolo mancato, una squadra troppo ferma sulle gambe che ha rischiato più volte di rincorrere l'avversario ed andare in affanno, i tre punti sono arrivati ma la concentrazione e la tenuta fisica hanno vacillato. dopo le bellissime prestazioni con Frosinone, Lazio e Viktoria Plzen, anche contro l'Empoli ci si aspettava una prestazione sopra la media, così non è stato e qualcuno direbbe:” meglio vincere malamente, che dominare e far sognare ma tornare a casa con un pugno di mosche”, ci può stare ma qualche riflessione sarebbe giusto farla.


Olsen è stato forse tra tutti i giocatori in campo, quello che ha mostrato in modo più preminente uno sviluppo esponenziale, ancora poco sicuro fuori dall'area piccola e poca confidenza con riinvii e lanci lunghi, la comunicazione con il reparto ha ancora bisogno dell'interprete, ma almeno nella partita vista oggi, è apparso lucido e reattivo.

Di Francesco recupera il 4-2-3-1, il duo N'Zonzi/De Rossi, non delude, la mediana filtra abbastanza bene ed il neo acquisto, recuperata la fiducia in se stesso, confeziona un gol insperato di testa al 36' verso l'angolino basso del portiere toscano, sfruttando una punizione di Pellegrini.


90', giocati a ritmi bassissimi, poca fluidità troppe imprecisioni, merito forse della vecchia conoscenza alla guida dell'Empoli, la decennale vicinanza con l'ambiente romano e con le sue dinamiche ha permesso alla squadra toscana di insistere sul contropiede e su un pressing alto,

il 4-3-2-1 scelto da Andreazzoli va infatti ad alleggerire l'attacco, fuori La Gumina e dentro Bennacer,l'esperienza dell'ex tecnico giallorosso è palpabile, altre squadre, compreso il Milan hanno non poco faticato contro i toscani ed anche la Roma stasera sembra subire l'effetto anestetizzante del suo gioco.

In realtà la Roma inizia bene, ma sembra poi pian,piano girare a vuoto, cross imprecisi e manovre lente, costringono poi i giallorossi in grave affanno, Under ed El Shaarawy provano a riportare in equilibrio la partita, il primo cercando di sorprendere Terracciano, ma trova pali opponenti, si dimena e forse anche troppo quando con il braccio lontano dal corpo in area piccola, procura il rigore che fortunatamente Caputo spara alto sopra la traversa.

Il Faraone dispone del campo come di una pista di altletica, non riesce a concentrarsi sulla fase offensiva, ma al momento buono serve quell'assist perfetto per Dzeko che buca la rete all'85', la spalla indispensabile a cui appoggiarsi nei momenti bui, ma che stenta un pochino ad ambientarsi con i nuovi compagni e con questo modulo che sembra considerarlo solo marginalmente.

E finalmente Dzeko.

Si comincia da uno, ci accontentiamo e partiamo dal basso, un gran rientro sulla scena per un giocatore che in settimana sebra aver chiesto alla società di chiudere la carriera nella Roma, un contratto fino al 2022, la richiesta di spalmare l'ingaggio e rimanere nell'asset societario americano, una possibilità neanche troppo remota, data la recente laurea in Management dello sport che da sola già fa un curriculum di tutto rispetto.

Contro l'Empoli si zoppica, si soffre troppo e si costruisce troppo poco, il palleggio diventa una costante e solo le iniziative di pochi vivacizzano la serata.

L'atassia generale sembra coinvolgere tutti i giocatori, nessuno escluso, ma almeno il primo tempo sopravvive grazie a quei picchi che Di Francesco dalla panchina sollecita come un defibrillatore impazzito, prima Pellegrini sulla sinistra innesca un'azione che prima Dzeko e poi Under falliscono in modo vergognoso, poi è proprio dalla sua punizione che il francese regala lo 0-1 che manda i giallorossi a riposo.

L'atteggiamento dicevamo, è apparso di molto al di sotto dei ritmi a cui ci avevano abituato nelle ultime partite, il rischio che la squadra non reggesse la tensione e la fatica fisica, era una probabilità purtroppo reale ed il pericolo che crollasse in modo incomprensibile anche.

La Roma ha da sempre abituato i suoi tifosi a questi apici di rendimento, dal più alto al più basso...si sono attesi tanti giocatori che poi, per vari motivi non sono riusciti a decollare, poi ecco, le due facce della stessa medaglia: Defrel che sembra un uomo nuovo ed un giocatore ritrovato lontano da Roma, Karsdorp che tornerà presto in patria, Under che pare sia entrato nel mirino dei club tedeschi...una Roma Mille Volti, ed un Di Francesco costretto a reinventarsi come in un romanzo di Pirandello...Uno, Nessuno, Centomila, un lavoro a volte divertente a volte difficile spesso incomprensibile.


Per questo la battuta d'arresto, non nei risultati, ma nella forma e nel rendimento in campo, devono far riflettere, se non altro per studiare quelle strategie che ad oggi sembrano avere un effetto limitato.

La stanchezza, la difficoltà e la gestione delle risorse in queste quattro partite ravvicinate, devono dare il senso della misura nelle decisioni future.

Buona la prova del giovane Luca Pellegrini che regge in solidità e certezza e possiamo dire che anche Davide Santon sta cercando di fare quel lavoro di contenimento e manegevolezza che nelle retrovie serve a fluidificare il gioco di Manolas e Fazio. Una bella sorpresa prima, una bella conferma partita dopo partita, un gran bello smacco per tutti quei detrattori che anche oggi hanno storto il naso alla lettura delle formazioni.

La Roma torna a casa con un gran bel 0-2 brutto ma necessario, una vittoria che rianima la squadra e placa le polemiche, almeno per il momento perché si sa, Roma ci mette un minuto a prendere fuoco.


Laura Tarani


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